Non so se le parole sono una cosa e la realtà un’altra.
Mi chiedo cosa ne sarebbe della realtà se non ci fossero le parole a raccontarla.
Che poi ci sia uno scarto tra l’una e le altre è un fatto innegabile, anche se non credo che sia la chat ad alimentare la distanza.
Questo strumento di comunicazione demonizzato da tanti, ci ha in fondo restituito il piacere della scrittura.
Saremo anche un popolo che non legge, ma di sicuro, grazie ai blog, alla chat, agli sms, non abbiamo mai scritto tanto: non solo di quel che succede , ma soprattutto di quel che ci succede mentre accadono le cose che accadono.
Amore compreso.
Noi donne lo sappiamo bene.
Per secoli abbiamo consegnato a diari e lettere spesso mai spedite i nostri itinerari segreti, destinati al silenzio per mancanza di interlocutori: il raggio di un’intuizione felice, l’avvicendarsi di emozioni e sentimenti, voli e cadute.
La vera vita è che oggi lo fanno anche i maschi.
Non più chiamati a combattere, conquistare o esplorare, per placare la loro voglia di avventura si collegano e si addentrano nei paesaggi dell’Anima.
Da lì si indagano e si raccontano come non hanno mai fatto.
Liberi da uno sguardo che approva e disapprova e con la sicurezza che le nostre antenate non avevano, di un destinatario e quindi di un ascolto, se non di una risposta.
Noi a rivendicare il bisogno di concretezza, loro quello di leggerezza; noi a pretendere un confronto alla pari perché ognuno faccia la sua parte e loro a salvaguardare la giusta distanza per continuare indisturbati l’appassionante viaggio all’interno di sé.
Anche se tra una tappa e l’altra ci vogliano lì per mostrarci i risultati raggiunti lungo la strada: un desiderio che reclama essere esaudito, una debolezza che si vuole mostrare, la scoperta degli altri o la voglia di star da soli, essere buoni o cattivi, coraggiosi o vigliacchi.
Tutti i momenti che appartengono anche al femminile ed è proprio questo riconoscersi l’uno nell’altro a poter mandare in crisi la relazione: anime sorelle via chat, ma in conflitto nella vita reale proprio perché vittime di un eccesso di compatibilità interiore che azzera i ruoli ben differenziati di maschio e femmina.
Tutto ciò ci rende più amici che amanti!!!
O amici-amanti ma non dentro una coppia, dove la censura è quasi d’obbligo.
Uno si può chiedere come andrà a finire…questa è una domanda che l’Anima non si fa mai e dovremmo smettere di porcela anche noi.
Non dovremmo attribuire, però, alla tecnologia la responsabilità di un eventuale fallimento: in amore ce ne siamo raccontate tante e ce ne racconteremo ancora, con o senza chat!
|