Nella famiglia dei disturbi degli impulsi rientra la cleptomania, un disturbo emotivo contrassegnato dal desiderio irrefrenabile di compiere atti illeciti o socialmente condannati. Tale disturbo è definito "dalla frequente incapacità di trattenersi dall'impulso di appropriarsi di oggetti che non hanno commercialmente valore o personale utilità".
Parliamo di un disturbo psicologico piuttosto raro (con una percentuale stimata dall' 1 all' 8%), che coinvolge perlopiù adolescenti e donne; può dare adito a problematiche legali, familiari e personali.
Il più delle volte sono le ragazze con sofferto “shopping compulsivo” ad essere altresì cleptomani. Ambedue i disturbi presentano fondamentalmente l’intenso e inarrestabile necessità di prendere.
La cleptomania si esplicita anche in concorso con altri disturbi: anoressia, bulimia, abuso di alcol e droghe.
Concretamente il furto non è commesso né per rivalsa, né per collera né a seguito di un’allucinazione o di un vaneggiamento ma più semplicemente per
l'incapacità di controllare un impulso pressante e irrimandabile. Solitamente gli oggetti sottratti hanno uno scadente valore per il soggetto che spesso li passa a qualcun altro o addirittura se ne sbarazza buttandoli via. Più difficilmente li conserva per poi restituirli senza che nessuno se ne accorga.
Il gesto di rubare è anticipato da una inquietudine crescente associata ad eccitazione, appagamento e alleviamento successivamente al furto. Il cleptomane è consapevole della sconsideratezza dell'azione che sta per eseguire, con la conseguenza di cadere in una condizione depressiva fortificata da un notevole senso di colpa.
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