I disturbi dell’alimentazione sono al giorno d'oggi molto
frequenti, soprattutto nelle donne, e si evidenziano in
quei soggetti che hanno un’alterata percezione del proprio peso e della propria immagine corporea.
Questi disturbi si presentano accompagnati da bassa
autostima, difficoltà nel mantenere relazioni sociali e
familiari, depressione, disturbi della sessualità, sensi
di colpa, sbalzi d'umore. Nei paesi Occidentali
colpiscono prevalentemente le donne in una fascia di età
compresa tra i 12 e i 25 anni (su 100 ragazze 8/10
soffrono di un disturbo del comportamento alimentare).
La cultura sembra giocare un ruolo fondamentale in
questi disturbi soprattutto quando la moda propone la
magrezza quale canone di bellezza assoluto.
I Disturbi dell'Alimentazione sono stati divisi in
due categorie specifiche:
Una persona è definita anoressica quando il peso
corporeo scende sotto l’85% del peso previsto in
base all’età, al sesso e all’altezza del soggetto.
Chi soffre di anoressia ha un’immagine distorta del
proprio corpo che percepisce costantemente in
condizioni di sovrappeso ed è dominato da un’intensa
paura di ingrassare, anche in presenza di un
evidente sottopeso. Le cause che portano
all’insorgere dell’anoressia nervosa possono variare
da un caso all’altro. Alcune ragazze possono pensare
di dimagrire per aderire alla moda che nella nostra
cultura riveste una grande importanza e che vede
nella magrezza uno dei canoni più importanti per
poter essere “bella”. Secondo molti psichiatri,
infatti, l’attuale propensione a prediligere un
modello di bellezza femminile che esalta la magrezza
ha conseguenze devastanti sui comportamenti
alimentari di molte adolescenti. L’anoressia mentale
può anche essere vista come una difesa nei confronti
di un ambiente familiare iperprotettivo e
soffocante. Lo
studio e l'osservazione delle famiglie di pazienti
con disturbi del comportamento alimentare hanno
fornito alcuni dati relativi alla patogenesi di
questi disturbi, indicando di solito degli schemi di
relazione quali: invischiamento (i membri della
famiglia si intromettono nei pensieri e sentimenti
degli altri membri); iperprotettività (una
preoccupazione di tipo intrusivo riguardante il
funzionamento psicologico e corporeo del bambino);
assenza di risoluzione dei conflitti e
coinvolgimento del bambino nei conflitti tra i
genitori. Nel tentativo di raggiungere un certo
grado di autonomia l'anoressica 'affama' il proprio
corpo con l'intento di uccidere l'oggetto materno
dal quale cerca di distinguersi ed emanciparsi.
Bulimia Nervosa
La bulimia nervosa è un disturbo alimentare contraddistinto da episodi di abbuffate accompagnati solitamente da atteggiamenti compensatori (es. vomito autoindotto).
I soggetti bulimici si sono persuasi che abbuffarsi
e ricorrere ai comportamenti di compensazione può
temporaneamente distrarli dalle loro problematiche.
La bulimia inizia solitamente con una
dieta o comunque unitamente al desiderio di perdere peso. Il soggetto che ha fatto di tutto per poter dimagrire, si sente senza speranza. Ritiene che se solo riuscisse a ridurre il peso sarebbe più contento e soprattutto in grado di realizzarsi molto di più. Alcune volte scopre casualmente l'abbuffata e il comportamento compensatorio; cioè è probabile che vomiti spontaneamente dopo il pasto. Oppure può aver sentito da un'amica di "questo interessante modo per poter mangiare tutto quello che si vuole e nonostante ciò perdere peso". O meglio può averlo appreso dalla tv o dai giornali. Paradossalmente, molte donne bulimiche
riportano di aver conosciuto delle tecniche di
compensazione da programmi televisivi e articoli di
giornali, proposti appositamente per informare e
mettere al corrente il pubblico sui rischi della
bulimia.
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