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desiderio incoercibile di continuare a prendere una certa sostanza e di ottenerla con qualsiasi mezzo;
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tendenza ad aumentarne la dose per avere lo stesso effetto «tolerance»;
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dipendenza fisica o psichica.
Vediamo ora di chiarire brevemente le caratteristiche della tossicomania.
Primo: il desiderio di procurarsi la droga dipende da un rinforzo positivo (la droga procura benessere) e da un rinforzo negativo (la mancanza di droga da disturbi più o meno gravi, come vedremo dopo). È evidente che il desiderio di procurarsi la droga porta a conseguenze sociali prevedibili: furti, rapine, prostituzione eccetera: si tratta sempre comunque di reati contro la proprietà; raramente, infatti, i drogati commettono reati di tipo fisico o sessuale.
Secondo: grazie al fenomeno della «tolerance», i tossicomani raggiungono dosaggi da far rabbrividire e che ucciderebbero all'istante un individuo non assuefatto a quella droga: tutti conosciamo individui che prendono 10-12 fino a 20 caffè nella giornata. Balzac beveva anche due litri di caffè forte per stare sveglio una notte Molte persone fumano 70-80 sigarette al giorno; se passiamo ai farmaci veri e propri, vediamo che persone normali con 100-200 mg. di barbiturico dormono tutta la notte: i tossicomani ne tollerano 2.000-2.500 mg, dose mortale per persone normali. Per quanto riguarda la morfina, una fiala da 10 mg rappresenta una dose normale per un adulto e può essere ripetuta 3 o 4 volte nella giornata: i tossicomani ne tollerano tranquillamente 30-40 fiale nelle 24 ore senza gravi inconvenienti.
Terzo: la dipendenza può essere fisica o psichica. Alcune droghe danno dipendenza fisica, altre danno dipendenza psichica. Quando il tossicomane smette di prendere o riduce di molto le dosi di una droga che da
dipendenza fisica, cade in preda a una sintomatologia clinica molto spiacevole, chiamata «sindrome da astinenza». Questa si manifesta con sensazione di morte imminente, grave stato di agitazione, aumento pressorio, aumento dei globuli bianchi, arrossamento del volto, crampi, convulsioni e, talvolta coma. Quando il tossicomane è in questo stato, se non viene soccorso, può anche morire. Basta dargli la dose di droga che è abituato a prendere e tutto passa.
Questa sindrome da astinenza è un fenomeno biologico ed esiste anche nell'animale. Se per esempio noi mettiamo nella vena della scimmia un ago-cannula e lasciamo l'animale in condizione di iniettarsi la morfina schiacciando una leva, vediamo che esso si inietta il farmaco con frequenza sempre maggiore. Se noi sostituiamo il farmaco
con della soluzione fisiologica, la scimmia impazzisce e continua a schiacciare disperatamente la leva per avere la morfina e allontanare la sindrome da astinenza.
Questa dipendenza fisica e la relativa sindrome da astinenza è data dalle droghe cosiddette
pesanti: morfina, eroina e altri derivati dell oppio, metadone, meperidina e barbiturici. La sindrome interviene ogni volta che il tossicomane
sospende o diminuisce molto l'assunzione di una
delle suddette droghe. Essa si scatena anche nel neonato di madre drogata.
Altre droghe danno invece una dipendenza psichica: in tal caso, quando l'individuo smette
di prendere una di queste sostanze, non si scatena la sindrome da astinenza che abbiamo
visto prima, ma solo una sintomatologia soggettiva spiacevole che impedisce al soggetto di stare bene in compagnia, di lavorare con efficienza, di inserirsi normalmente nella famiglia e lo fa sentire una persona incapace, esclusa, disturbata, perennemente agitata. Le droghe che danno dipendenza psichica sono dette droghe leggere e tra queste le più comuni sono la marijuana o hascisc o canapa indiana, le anfetamine, l'LSD, la nicotina, la caffeina e la mescalina.
Per quanto riguarda la cocaina, c'è una certa divergenza di opinioni, ma la maggior parte la considerano una droga leggera. L'alcool, da ritenere senz'altro una droga, deve essere incluso, secondo i più, tra le droghe pesanti; secondo altri invece tra le droghe leggere.