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Il mio ragazzo, con cui sto da tre mesi, ha una disfunzione erettile dovuta ad un mio iniziale rifiuto di penetrazione. Ora ha un blocco psicologico che ci impedisce di avere rapporti. Come possiamo superara questo problema? Possiamo cavarcela da soli? Grazie
Mariagrazia
Risposte dei nostri esperti
Salve Mariagrazia, è sempre difficile inquadrare certe situazioni a distanza, tuttavia la prima cosa che mi colpisce è il fatto che la difficoltà del suo ragazzo lei la attribuisca senza alcun dubbio al suo iniziale rifiuto, il che mi sembra una conclusione piuttosto azzardata. In generale le difficoltà sessuali riflettono una difficoltà relazionale della coppia, a volte con il sesso ci si dice qualcosa che a livello consapevole si fa fatica a comunicare anche a se stessi. E' possibile che il suo ragazzo, senza volerlo, le stia facendo pagare con gli interessi il suo rifiuto, ma può anche essere che ci sia qualche altro tipo di problema legato all'ansia della prestazione o al timore di essere giudicato. In ogni caso la invito caldamente a non attribuirsi la responsabilità di tale situazione, poichè se è vero che qualsiasi problema di coppia è tale, per cui porta in sè le responsabilità di entrambi, è pur vero che ognuno di noi reagisce agli eventi e alle situazioni con la propria personalità, il proprio bagaglio di esperienze e il proprio modo unico e irripetibile di affrontare la vita e di rispondere ad essa, per cui è sempre un azzardo dire che una difficoltà, un comportamento, dipende da quello di un altro. Cosa fare? E' chiaro che se avete la possibilità di rivolgervi ad un consulente di coppia, meglio ancora se esperto di sessualità sarebbe meglio, tuttavia nell'immediato, la cosa che mi sento di suggerirvi è di parlarvi con sincerità, esprimendovi quello che provate, tirando fuori la rabbia, l'imbarazzo, l'ansia che probabilmente state provando, cercando a poco a poco di comunicare con le parole ciò che forse vi state comunicando attraverso il sesso (lei con il rifiuto iniziale, lui con il rifiuto secondario), senza temere di farvi del male. Ricordi che l'espressione autentica di sè, il dirsi la verità a volte fa male come disinfettare una ferita, ma è proprio disinfettando che si guarisce e vale sempre la pena aver sopportato quel "bruciore" iniziale.
Un saluto di cuore.
(21/12/2007)
Dott.ssa Anna La Prova
Cara Mariagrazia, hai delle ipotesi cliniche molto precise riguardo i problemi del tuo ragazzo, ciò dimostra interesse e volontà di risolvere questa situazione. Ciò che mi lascia qualche dubbio è il fatto che dalle poche righe che hai scritto sembra proprio che sia lui ad avere un problema, causato da te. Difficilmente in una coppia i problemi sono solo di uno dei due, e difficilmente la colpa è solamente di uno dei due. Se proverete da soli a risolvere questa situazione penso che dovrete essere più disposti a condividere meriti e demeriti, uscendo dalla prigione di rigide ipotesi cliniche ed entrando nel flessibile ed ambivalente mondo del rapporto di coppia. Questo il mio pensiero, se credi un aiuto sarebbe senz'altro utile, ancor di più se andaste in 2 dal professionista, e non solo uno dei due.
Un saluto
(21/12/2007)
Dott. Massimo Giusti
Potrebbe trattarsi di una diminuzione del desiderio sessuale a seguito di un esplicito rifiuto della partner, del tutto transitorio.
(21/12/2007)
Dott.ssa Carla Foletto
Da quanto dice sembra proprio una reazione di blocco psicologico. Consiglierei di rivolgervi - insieme - a uno psicologo o sessuologo, che con la necessaria sensibilità e serenità potrà aiutare (spesso è sufficiente anche 1 sola seduta) a trovare una via d'uscita a una situazione in stallo.
(22/12/2007)
Dott. Andrea Lisotti
Salve Mariagrazia, scrive di aver avuto un iniziale rifiuto alla penetrazione, a cui il suo ragazzo ha reagito con una disfunzione erettile, quando lei, mi sembra di comprendere, si è resa disponibile ad avere rapporti sessuali completi.
Chiede se potete superare questo problema, cavandovela da soli.
Siete insieme da tre mesi: la vostra relazione quindi, è agli inizi e potreste avere bisogno di tempo per conoscervi di più e comprendere le aspettative che avete l'uno nei confronti dell'altra e nei confronti della vostra relazione.
Potete parlare con sincerità delle difficoltà che sentite, dei possibili malumori che si sono creati, ma anche dei desideri che vi uniscono.
Datevi un tempo, superato il quale, se le cose non cambiano e avete la motivazione a continuare il vostro legame, rivolgetevi ad uno psicologo che sia anche sessuologo: con lui o lei, avrete modo di confrontarvi più profondamente.
Saluti.
(22/12/2007)
Dott.ssa Claudia Galli
Salve Mariagrazia,
innanzitutto dipende da che tipo di blocco ha lei verso la penetrazione,
è da poco che state insieme e quindi certe cose possono capitare all'inizio quindi prima di chiedere aiuto ad un sessuologo è fondamentale capire se lei e il suo ragazzo siete già riusciti ad avere altri altri rapporti senza questi problemi o se già vi è capitato anche con altri partner, inoltre potrebbe esservi utile anche parlare con un ginecologo nel suo caso e con l'andrologo nel caso del suo ragazzo per escludere ogni aspetto organico del vostro disturbo.
Insomma prima di entrare nel panico provate a rispondere a queste domande per
capire meglio cosa vi sta accadendo. Vi invio i miei
saluti ed auguri.
(22/12/2007)
Dott.ssa Benedetta Mattei
Cara Mariagrazia, non credo che un rifiuto iniziale possa addirittura "causare una disfunzione erettile". Quanti anni avete? Sarebbe importante sapere se per lui è la prima volta, oppure ha avuto altre relazioni in passato. Intanto "da soli" potete di certo migliorare la comunicazione, e forse tu puoi rassicurarlo e fargli capire che lo desideri. Il resto immagino possa succedere in maniera spontanea.
(22/12/2007)
Dott.ssa Danila Lorenzini
Cara Marigrazia
il disturbo erettile può essere causato da vari fattori psicologici, dopo avere visionato e preso atto che a livello fisiologico tutto rientra nella norma.
Dal racconto si evince che si tratta di problema psicologico dovuto inizialmente da un ansia di prestazione e in seguito dalla mancanza di comunicazione e conoscenza che esiste fra voi due.
Le soluzioni possono essere due o aspettare qualche breve tempo in cui voi cercate di conoscervi più profondamente con complicità e confidenza con tanto affetto e scoprire gradualmente i vostri corpi per conoscerne le sensazioni ed emozioni o la più semplice rivolgervi ad uno specialista psicologo psicoterapeuta specializzato in sessuologia che con determinati esercizi e sedute psicoterapeute vi condurrà a raggiungere gli obbiettivi prefissati.
Tanti auguri
(22/12/2007)
Dott. Sergio Puggelli
Penso sia inopportuno al momento attribuire dei nessi di causa effetto
tra la disfunzione erettile del tuo ragazzo ed il tuo rifiuto alla
penetrazione. Nella tua mail non dai altre informazioni per cui il mio
consiglio è innanzitutto un percorso individuale con uno psicoterapeuta
sia per te che per il tuo compagno ed in un secondo momento un percorso
di coppia. Questo perchè ho l'impressione che possano esserci dei motivi
pregressi alla vostra unione. Data comunque la tematica, intima,
complessa e difficile da esprimere, vi sconsiglio di fare da soli anche
perchè vi frequentate da veramente poco tempo.
Buona fortuna.
(22/12/2007)
Dott.ssa Michela Pinton
Cara Mariagrazia,
la scelta di fare da sé è pienamente comprensibile e rispettabile: credo però che la sua domanda sia anche una richiesta per risolvere una situazione che sentite come un ostacolo al vostro rapporto, in altre parole, un desiderio di aiuto.
A voi dunque in piena libertà decidere se percorrere questa strada da voi oppure se appoggiarvi per un po’ ad un professionista, uno psicologo, che aiuti con la necessaria competenza entrambi a capire il senso di questo blocco e soprattutto a dare voce a quanto questa situazione vi fa vivere. Credo questa possa essere, se volete, una pista percorribile, una possibilità aperta che avete davanti che potete decidere di prendere o meno.
Chissa, forse fare questo tipo di percorso, che non è detto a priori sia una cosa particolarmente lunga, potrebbe aiutarvi davvero a conoscervi di più e – si spera – a superare questa situazione.
Cordialmente
(22/12/2007)
Dott. Marco Santachiara
Mariagrazia la sua è una situazione molto frequente, in realtà , e
dipende da molti fattori.
Nella sua mail sono omessi molti utili
dettagli riguardo la relazione con il suo ragazzo, e il motivo del suo
rifiuto nei suoi confronti.
Posso certamente dirle che riuscire ad
intavolare un dialogo costante e sincero con il proprio partner non può
che aiutare a raggiungere un'intesa psicologica e affettiva, che si
trasforma inevitabilmente in intesa sessuale.
E' importante chiarire
sempre in modo sereno i motivi di un legittimo e fisiologico rifiuto.
Probabilmente il suo "dire di no" ad una penetrazione da parte del suo
compagno ha innalzato una barriera tra di voi, parlarne tra di voi,
spiegandovi i motivi, vi aiuterà a comprendervi meglio e a imparare a
rispettare l'uno i tempi dell'altra.
Cordialmente
(22/12/2007)
Dott.ssa Valeria Pecoraro
Salve, la richiesta da lei fatta presuppone che già pensi a quale sia la risposta. Pur essendo certa la causa psicologica, quando è presente un problema
erettile è sempre meglio escludere la causa organica, per cui mi sentirei inizialmente di suggerire una visita specialistica per il partner presso un
andrologo. Poi una volta esclusa la componente organica dovreste affrontare il problema psicologico parlandone tra di voi. Se ciò non fosse sufficiente
potreste chiedere una consulenza di coppia, che potrebbe aiutarvi a capire le difficoltà presenti nel vostro rapporto. Purtroppo non sono delle vostre
parti perché lavoro a Roma, altrimenti potrei suggerirvi dei professionisti a cui rivolgervi.
(23/12/2007)
Dott.ssa Paola Liscia
Come sessuologa ritengo che le informazioni relative al rifiuto iniziale sono fondamentali come quelle relative all' età, alle esperienze precedenti questa relazione e soprattutto riguardo al significato di blocco psicologico. Una consultazione sarebbe opportuna per poi sicuramente farcela da soli.
(28/12/2007)
Dott.ssa Lorella Giglioli
Sarebbe meglio rivolgersi ad un consulente psicologico, onde evitare di complicare ulteriormente la situazione. Comunque si risolve.
Saluti.
(28/12/2007)
Dott. Cristiano Emanuele De Lucia
Cara Mariagrazia e caro ragazzo … non conosco la vostra età ma ho un indice della vostra anzianità di coppia.
Nella preparazione di una rapporto sessuale ci vuole –come ben sapete- la buona disposizione da parte di entrambi i partner; certo a volte accade che mentre un membro della coppia affretta, l’altro membro della coppia diventa reticente e rallenta (spesso ciò accade proprio perchè tra le due tendenze si ritrovi un equilibrio). Nella vostra situazione ora le cose sono ancora gestibili, ma con qualche difficoltà in più, pertanto è probabile che possiate (voi due, o chi di voi ha deciso di muoversi per primo) garantirvi risultati ben migliori se vi farete accompagnare nel vostro percorso da un professionista competente. Ciò lo esprimo in quanto la sessualità ha radici molto profonde sia nell’immaginario, sia nel vissuto, sia nella psico-fisiologia dell’individuo e della coppia.
Per ora vi propongo delle aree su cui potete riflettere autonomamente per rendervi conto di ciò che ho appena citato:
- Le componenti del vostro (di ognuno di voi) desiderio sessuale le conoscete? Le condividete?
- Quali valori assume la vostra intimità per voi e come la state vivendo?
- Il gioco è una componente della sessualità per voi, non lo è affatto o è l’unica componente?
- Il livello di comunicazione e scambio nella vostra coppia soddisfa entrambi, vi pare equilibrata e accogliente per entrambi, vi è partecipazione allo scambio?
Altre aree e spunti per l’autoriflessione le potete trovare negli articoli pubblicati nella pagina Articoli della home page del sito di cui dispongo, lo trovate a questo link:
http://artiemestieri.tn.it/Members.lucav . Cordiali saluti e Auguri
(28/12/2007)
Dott. Luca Vivaldi
Non credo forse sarà utile rivolgervi a uno psicoterapeuta per superare paure e ansie legate alla sessualità saluti
(08/01/2008)
Dott.ssa Compagnone Francesca
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