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Home >Domande/Risposte >11/06/2008
 
Salve, sono un ragazzo di 22 anni e vivo delle situazioni di difficoltà nei momenti in cui mi trovo a mangiare fuori casa con una ragazza o dei nuovi amici. Quasi sempre mi capita, quando sono a cena fuori, o quando sono a bere qualcosa al bar con una ragazza, che all'improvviso inizio ad avere tachicardia e mi viene senso di vomito (il più delle volte sono costretto ad andare in bagno a vomitare). Nel momento in cui vomito e mi ritrovo quindi a stomaco vuoto, mi tranquillizzo e la serata o l'incontro prosegue normalmente Per evitare questi spiacevoli inconveniente sono spesso costretto ad uscire la sera senza cenare, in questo modo, sapendo che non potrò vomitare, la serata trascorre tranquillamente. Questo problema si verifica esclusivamente nei momenti in cui mi trovo a relazionarmi con delle ragazze che mi piacciono o a cui so che io piaccio a loro mentre prima di esami universitari importanti, conferenze o spettacoli a cui partecipo in prima persona non mi succede niente e resto tranquillo.
Alberto
 
Risposte dei nostri esperti

Caro Alberto, una volta eliminato qualsiasi riscontro fisico di patologia organica in atto o latente, la tachicardia e il vomito, si possono ascrivere a dei segnali che “intelligentemente” il suo corpo le sta inviando, per aiutarla ad acquisire consapevolezza rispetto a tutte quelle “situazioni” per lei “difficili” da gestire, che probabilmente la fanno sentire troppo esposto e in balia di un mondo interno, forse, poco conosciuto, ma incredibilmente potente. E’ come se, fosse indispensabile, per far fronte a eventi emotivamente nuovi, imparare a riconoscere, comprendere, a fare propri, ma anche a fare i conti con impulsi, desideri, paure, conflitti a volte inaccettabili o inammissibili. Sono quindi segnali preziosi, da non sottovalutare, ma da utilizzare come indicazioni per scoprire e ricostruire dentro di sé autonomia, forza e fiducia, oltre che imparare a convivere con la propria vulnerabilità. Le auguro “buon lavoro”! Un cordiale saluto.
(11/06/2008) Dott.ssa Eva Lucchesi Tagliabue
Credo che in questo sia molto importante il rapporto con tua madre.....che non deve essere necessariamente conflittuale, ma che incide sulla tua sfera affettiva, comunque, e nella relazione con il femminile. Credo che ti occorra una psicoterapia. Con affetto
(11/06/2008) Dott.ssa Asirelli Lisa
Caro Alberto, quello di cui soffri e' un disturbo da attacchi di panico. Ma questa è una definizione assai generica. Occorrerebbe andare maggiormente in profondità e per fare questo ti suggerirei di rivolgerti ad uno psicoanalista. Per trovarne uno nella tua zona puoi contattare direttamente la Societa' Psicoanalitica Italiana www.spiweb.it oppure contattarmi a.gabrielli@spgstudio.it. Non sottovalutare il problema, capisco quanto soffri ed e' bene che tu possa affrontare e risolvere questo tuo disagio.
(11/06/2008) Dott.ssa Alessandra Gabrielli
Gentile Alberto, la sua descrizione dei sintomi che compaiono nei momenti in cui si relaziona con le ragazze o con gli amici, fanno pensare a un disagio della sfera emotiva. Il cuore e lo stomaco sono infatti gli organi più colpiti dallo stato d'ansia che coglie le persone quando devono affrontare situazioni non controllabili razionalmente e che appartengono alla sfera più profonda delle emozioni. A volte queste forme d'ansia hanno origine dalla modalità con cui sono state vissute le relazioni primarie, cioè quelle che s'instaurano con le figure parentali, padre e madre, nei primi anni di vita. Il mio consiglio è di parlare di questo suo disagio con una persona adatta, uno psicologo-psicoterapeuta, prima che la situazione si cronicizzi e possa impedirle di vivere serenamente i suoi rapporti affettivi. Auguri
(17/06/2008) Dott.ssa Marina Ferzetti
 
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