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Home >Domande/Risposte >04/09/2008
 
Buongiorno. Sono una ragazza di 31 sposata da un anno, dopo 15 anni di fidanzamento, premesso che sono una persona molto ansiosa, che circa 3 anni fa ha sofferto di attacchi di panico e di disturbi dell'alimentazione. Non sono diventata anoressica ma sono arrivata a pesare 45 chili, attualmente vivo un periodo molto difficile. Prima di sposarmi mi sono accorta di provare attrazione di tipo sessuale verso un mio carissimo amico, questa cosa si protrae ancora, non riesco ad avere più una vita normale e sessuale con mio marito. Sono ossessionata da questa persona, vivo in un continuo stato di ansia ed oppressione, non riesco mai a rilassarmi. Io non ho intenzione di lasciare mio marito per mettermi con questo amico, in quanto lui non ha nessun interesse per me e io penso che la mia attrazione sia una cosa legata a problematiche mie interiori e a qualche cosa legato al nostro rapporto che deve essere modificato o addirittura cambiato. Io con mio marito ci sto bene non abbiamo problemi di comunicazione, andiamo molto d'accordo, litighiamo molto poco, condividiamo interessi comuni, forse un aspetto che negli ultimi tempi abbiamo sotto valutato e proprio l'intesa sessuale, i cui problemi c'erano anche prima del matrimonio ma da entrambi molto sottovalutati. Vorrei sapere se c'è possibilità di soluzione, se è il caso che io faccia una terapia individuale oppure una terapia di coppia. Non voglio distruggere il bellissimo rapporto che c'è tra me e mio marito, mi auguro che ci siamo delle strade per poterlo salvare. Datemi una mano. Grazie Anticipatamente.
Matilde
 
Risposte dei nostri esperti

Credo sia importante parlarne con un terapeuta se suo marito è d'accordo e fare un percorso insieme, altrimenti può consultare un terapeuta individuale per esporgli la sua richiesta. Cordialmente
(04/09/2008) Dott.ssa Samanta Menichetti

Salve, forse trovarsi di fronte a interrogativi di questo tipo è già un modo per manifestare il proprio desiderio a capire di più di sé e soprattutto cosa poi si vuole fare del rapporto con l’altro. E’ strettamente vostra però la decisione di affrontare un percorso individuale o/e di coppia. In ogni caso però questo post l’ha spedito in prima persona lei ed è giusto che forse rifletta bene proprio su questo punto: voglio lavorare su di me o voglio lavorare con mio marito su di noi, se lui è d’accordo a farlo? Da questa risposta che le verrà chiara intuirà anche cosa le serve. Chiede se c’è soluzione? Mi permetta: nessuno fallisce mai completamente se decide che - o da solo o in coppia – è il momento di darsi l’occasione per guardarsi dentro e per conoscersi/conoscere l’altro meglio. Cordialità
(04/09/2008) Dott. Marco Santachiara

Gentile Matilde, da quanto descrive nella sua domanda, sembrerebbe vivere la forte contraddizione dell'interesse per il rapporto con suo marito, ma anche una attenzione molto forte per l'altra persona. La tematica quindi sembrebbe prevalentemente sua: di scelta e gestione delle sue scelte. Certo potrebbero esservi anche aspetti legati alla vostra intesa matrimoniale, ma questo sembra essere un elemento di secondo piano, un po' anche fisiologico in una vita matrimoniale di breve durata, anche se preceduta da una conoscenza prolungata. Inoltre i disturbi segnalati (forte dimagrimento, attacchi di panico) sembrano confermare la nacessità prioritaria di un suo personale chiarimento interiore. Si rivolga con tranquillità ad uno psicoterapeuta e si faccia aiutare in tal senso.
(04/09/2008) Dott. Mauro Milardi

Cara Matilde, da ciò che ha scritto, mi sembra più importante in questo momento un approfondimento individuale. Nella sua crescita ci sono stati già diversi momenti di difficoltà, che coraggiosamente lei ha saputo superare da sola, anche se piuttosto al limite del rischio per la sua salute. Ora credo sia giunto davvero il momento di lasciarsi aiutare; nel cammino psicoterapeutico può darsi che scopra aspetti di lei o della sua storia familiare che ha bisogno proprio di condividere con un esperto, ma da sola. Del resto le problematiche riguardanti la sessualità nella sua coppia, verranno comunque in parte evidenziate anche nei colloqui individuali (almeno per quanto concerne lei) e questo le permetterà di affrontare la vita coniugale in maniera più serena rispetto al momento che sta vivendo. Successivamente, se anche suo marito ne sentirà la necessità, potrete fare insieme una psicoterapia di coppia (con un altro terapeuta) per far luce sulla vostra unione e su ciò che in essa vorreste modificare. Un augurio sincero
(04/09/2008) Dott.ssa Manuela Chiocchetti
Cara Matilde, penso che in questo momento sarebbe opportuno affrontare le tue "problematiche interne" in terapia individuale. Quando sarai più serena, conoscerai meglio i tuoi bisogni intimi, le ragioni di questa "ossessione", potrai, se ancora ne sentirai bisogno, coinvolgere il tuo marito e iniziare una terapia di coppia. Sono convinta che occorre prima "star bene con se stessi per stare meglio con gli altri". Ti faccio tanti auguri
(05/09/2008) Dott.ssa Jolanta Burzynska
Gentile Matilde, la sua condizione non è insolita. Può infatti capitare di essere attratti da qualcuno in maniera inspiegabile o irrazionale. Questa persona potrebbe rappresentare per lei un aspetto della sua stessa personalità che ancora non riesce a vedere dentro di sè. Con l'aiuto di una psicoterapia individuale, potrebbe scoprire questa componente nascosta dentro di sè. L'attrazione, ha infatti lo scopo di mettere in contatto due persone, al fine di "assorbire" dall'altro alcune caratteristiche psicologiche che noi riteniamo importanti per il nostro benessere psicologico. Ma alla fine, scopriamo che l'altro ha il nostro stesso volto: siamo noi stessi che lo avevamo visto in maniera personale, proiettando su di lui qualcosa che è nostro, ma che non vedevamo ancora come nostro. Le auguro un buon percorso terapeutico
(05/09/2008) Dott. Roberto Ruga
Gentile Matilde, la difficile situazione che sta vivendo attualmente potrebbe essere affrontata sia attraverso una psicoterapia individuale, che attraverso una terapia di coppia. Naturalmente in questo ultimo caso dovreste sentirvi entrambi motivati a seguirla. La psicoterapia individuale le permetterebbe di fare maggiore chiarezza in sé e circa il tipo di rapporto che sta vivendo con suo marito. In seguito, qualora la vostra relazione di coppia non migliori (soprattutto dal punto di vista sessuale e della attrazione reciproca) potreste pensare di iniziare una psicoterapia di coppia con un altro terapeuta. Al contrario potreste intraprendere anche direttamente una psicoterapia di coppia qualora entrambi vi sentiate di dover chiarire qualcosa nel vostro rapporto e siate convinti di poterlo e volerlo fare insieme. Segua il suo istinto. Cordiali saluti
(05/09/2008) Dott. Danilo D'Adamo
Salve signora Matilde, la soluzione per la problematica da lei esposta è stata individuata correttamente anche da lei. Quando in una coppia c’è un problema sessuale è indice che qualcosa non va per il verso giusto, lei e suo marito avete sottovalutato il problema, potrebbe esservi utile chiedere una consulenza di coppia per affrontare il problema sessuale. Questo passo potrebbe permettervi di scoprire se esistono altre problematiche che non emergono apertamente, il fatto stesso che lei abbia attrazione per un altro uomo indica che lei non è completamente soddisfatta del suo matrimonio. In bocca al lupo
(05/09/2008) Dott. Paola Liscia
 
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