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Dott.ssa Paola Liscia >Obesità
 
Obesità
Nella società moderna è sempre più frequente vedere persone che superano abbondantemente il loro peso forma. Si parla di obesità quando il sovrappeso supera di almeno il 20% il peso normale. Non si tratta infatti solamente di un problema estetico, ma piuttosto di una vera e propria malattia, che se non viene curata può danneggiare cuore, arterie, fegato, articolazioni, sistema endocrino e respiratorio. Le conseguenze sono pesanti: si corre il rischio di contrarre malattie come il diabete; di subire un infarto; di avere un ictus cerebrale; o lesioni articolari per il sovraccarico di peso corporeo. Quanto esposto evidenzia il perché l’obesità può diventare un problema serio.
 
Spesso si trascura ciò che si sa di positivo e salutare per se stessi, ad esempio chi dovrebbe maggiormente ridurre il soprappeso come le donne in menopausa e gli uomini di età matura, non se ne curano, considerandolo solo un inestetismo, al contrario i giovani possono vivere il problema in modo eccessivamente problematico, tanto da farne un'ossessione. La soluzione più economica sono le "diete fai da te", con perdita e/o aumento continuo di peso, cosa che aggrava ancora di più il problema, dato che se non ben bilanciate possono portare a una diminuzione della massa proteica. Si tratta sicuramente di un fenomeno dove le cause genetiche ed ambientali si intrecciano con modalità più complesse, che coinvolgono aspetti sociali, fattori familiari, abitudini di vita, motivazioni psicologiche, stress, ecc. Sul piano psicologico, va evidenziata la confusione tra i diversi tipi di malessere che erroneamente vengono placati con il cibo, come se l'alimentazione possa soddisfare ogni bisogno.
 
Il cibo è associato infatti a sensazioni di sicurezza, soddisfazione, amore e piacere. Ma non sempre l’origine di tale comportamento è corretta, cattive abitudini familiari come quella per cui i genitori imparano a rispondere col cibo ad ogni pianto del bambino, determinano nel bambino un comportamento maladattivo, e nel genitore l’incapacità di riconoscere l’effettivo bisogno che sta dietro il pianto. Oppure reazioni individuali agli stress, per cui il mangiare può compensare una difficoltà affettiva o sostituire un'aggressività che non può essere espressa, non fanno che tamponare una sensazione di malessere più profondo come può essere l’angoscia o la depressione.
 
Nella cultura occidentale è interessante evidenziare come questo fenomeno ha assunto connotazioni differenti, in base ai diversi periodi storici. Nella prima metà del XX secolo, anni di grossa sofferenza a causa delle guerre, il magro e il grasso avevano significati diversi rispetto al vivere quotidiano: l'abbondanza era associata a un vero benessere, in contrasto con la fame sofferta negli anni precedenti. La modernizzazione nella nostra società ha portato ad abitudini nocive e difficili da mutare, tanto che la terapia per combattere questo tipo di disagio, viste le cause multifattoriali, prevede un trattamento multidisciplinare integrato.
 
I professionisti che si occupano sinergicamente dell’obesità sono un dietologo, uno psicoterapeuta, un medico. Si può suggerire inoltre l'importanza di un'attività di terapia di gruppo, che possa permettere ai singoli di confrontarsi con altre persone aventi lo stesso problema, e dare un sostegno al progetto individuale, alleviando il peso dei sensi di colpa e l'ansia connessa al difficile compito di modificare abitudini amate/odiate. Si tratta di un compito difficile ma non impossibile, la cui base deve essere una solida volontà di cambiamento.
 
Articolo inviato il 13/05/2008 dalla Dott.ssa Paola Liscia

 
 
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