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Domande di Psicologia

Domanda di Ansia

Fortissima angoscia e paura di farsi male

Sara

Buongiorno. Sono una ragazza di 27 anni. Al termine di un periodo lavorativo intenso ma con esiti positivi (dai quali tuttavia non ho tratto particolare soddisfazione) ho avuto un crollo psico-fisico del tutto inatteso. Durante questa fase avevo difficoltà a mangiare, coliti frequenti e sensazione di nausea ed angoscia già dal risveglio. Nel giro di un paio di settimane sono riuscita a riprendermi del tutto, per poi ricadervi dopo poche settimane. Questa volta, tuttavia, accanto alle medesime manifestazioni provo occasionalmente dei momenti di fortissima angoscia in cui ho una forte paura (ma non l'ho mai fatto!!) di poter giungere a farmi male da sola fisicamente. Non capisco perchè e queste "scariche" mi lasciano del tutto snervata e con un grandissimo senso di colpa. Ho anche timore di avere un atteggiamento sbagliato nei confronti di queste emozioni e, non ultimo, di rivolgermi ad un medico in quanto equivarrebbe ad ammettere di avere problemi che non so gestire. Grazie per l'ascolto.



Le risposte dei medici

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05-02-2008  

Cara Sara, per poterle essere d'aiuto sarebbero necessarie molte altre informazioni relative alla sua vita lavorativa, la sua storia personale ecc. Ciò che posso dirle in questa sede è che potrebbe essere utile incontrare un medico e/o uno psicoterapeuta per parlargli di questi stati d'animo così angoscianti e fare maggiore chiarezza. Non credo che rivolgersi ad un professionista significhi ammettere di non riuscire a gestire la situazione da sola, anzi! Si ricordi che uno psicoterapeuta non ha la bacchetta magica, ciò che può fare è aiutare una persona a trovare quelle risorse che già gli sono proprie, ma che in quel momento non sono immediatamente accessibili. Per questo ritengo che rivolgersi ad un professionista sia segno di grande responsabilità. Le auguro di superare presto questo brutto momento, cari saluti



Dott.ssa Lucia Ricci
05-02-2008  

differenziale, vale a dire un primo obiettivo sarebbe quello di capire se il tuo "crollo" fisico fosse inizialmente dovuto a fattori di natura clinica (gastrite, influenza, stato di malessere dovuto a condizione medica generale insomma) o, invece, quella sintomatologia derivasse proprio da una forte attivazione ansiosa ove ciò che provavi e se non ho capito male continui a sperimentare, non è che uno dei molti effetti fisiologici provocati da stati emotivi intensi, ansia e paura "in primis". Uno dei moltissimi effetti dell'attivazione ansiosa, oltre al colon irritabile o "più irritabile del solito", è sulla digestione, vale a dire che si inizia a produrre meno saliva, il cibo si ferma nello stomaco e può dar luogo a una sensazione di nausea o di nodo allo stomaco non necessariamente solo dopo pranzo. Tutto questo ha una logica e ti garantisco che è assolutamente normale, fisiologico perchè deriva dalla secrezione di catecolamine (una di queste è l'adrenalina), ma non mi sto a soffermare ora sulla biochimica. Ti dico solo che ansia e paura sono emozioni di allarme che sono assolutamente utili anzi indispensabili in molte occasioni e fanno sì che quando le percepiamo il nostro organismo convoglia il sangue nei distretti più utili per l'occasione (per esempio affluisce meno sangue in alcuni distretti come nello stomaco, a favore di altri come gli arti). Tuttavia queste emozioni possono divenire nostre "nemiche" quando i loro effetti ci spaventano e così vengono da noi percepite e amplificate in maniera esagerata o distorta rispetto allo stimolo. Questo ci porta ad avere un'attenzione selettiva verso qualsiasi stimolo del nostro corpo derivante proprio da quella data emozione, per esempio molti temono di soffocare quando percepiscono un senso di costrizione al petto o se percepiscono un nodo alla gola pensano di avere un tumore all'esofago e così, attraverso una serie di pensieri continui che facciamo proprio su ciò che ci potrebbe accadere,continuiamo a mantenere in atto quel circolo vizioso ansiogeno che mantiene il nostro star male perchè non fa nient'altro che aumentare il nostro livello d'ansia. Un'altra cosa che dici è che hai paura di farti del male fisicamente. Non ho ben chiaro se intendi che sei assalita da determinati pensieri che ti provocano angoscia perchè pensi di poterti fare del male. Se fosse così Questo è un punto molto importante e meriterebbe un approfondimento perchè ci potrebbe essere il rischio che questi pensieri che si chiamano pensieri intrusivi, inducano in te un forte rimuginio ansioso che potrebbe avere delle conseguenze negative. Ricordati per adesso che pensare una determinata cosa non significa metterla in atto!. Ti auguro di risolvere il tuo problema e spero seppur in minima parte di esserti stato utile. Qualora lo ritenessi opportuno, sono felice di aiutarti.



Dott. Ezio Vittorio Rebattini
Milano (MI)
05-02-2008  

Buon giorno Sara, grazie per aver pubblicamente manifestato il suo disagio: non è forse già questo un riconoscere dei suoi stati d’animo che Le creano una qualche sofferenza? Sarebbe per Lei utile che comunicasse questi suoi malesseri ad uno psicologo per cercare di dare un senso a quello che Le succede. Ne troverà giovamento.



Dott. Franco Tramarin
05-02-2008  

Buonasera Sara, mi ha colpito l'ultima sua frase, "grazie per l'ascolto". Apparentemente banale, ma significativa. Perchè sembra proprio che il suo corpo, o meglio la sua parte più profonda, le stia gridando a gran voce - attraverso questi sintomi - di essere ascoltato, perchè c'è qualcosa di importante da dirle, da farle capire. Di cosa si tratti è impossibile dirlo in base a quanto scrive, e verosimilmente non è ben chiaro neanche a lei. Proprio per questo sarebbe utile rivolgersi a qualcuno che possa aiutarla a capire "decodificando" insieme a lei questi importanti segnali di malessere. E ammettere di avere bisogno di aiuto, ammettere di avere problemi che non si è in grado di gestire, è segno di coraggio, non di debolezza! Ci rifletta. Un saluto con simpatia.



05-02-2008  

Gentile Sara credo lei sia già stata coraggiosa nel rivolgersi a degli esperti su un sito comunicando il suo disagio. La paura ad affrontare i propri problemi e le proprie emozioni rientra nelle fasi di un percorso di crescita e conoscenza di sè. Il suo tentativo di controllare queste emozioni, come ha potuto verificare, la porta a sperimentare vissuti di angoscia e di spostamento sul corpo del disagio. Abbia fiducia nelle sue possibilità di curarsi e in quelle di chi potrebbe accompagnarla in questa scoperta di sè aiutandola a "gestire" i suoi problemi. Affettuosi saluti.



Dott.ssa Simona Adelaide Martini
Pero (MI)
Collaboratrice di Psicologi Italia
05-02-2008  

Cara sara, quello che ti e' capitato mi pare un segno di una certa gravita' e credo proprio che dovresti andare a parlarne direttamente con uno specialista. www.trasformazioni-studio.it se hai un nominativo di un professionista di tua fiducia ti puoi rivolgere a lui/lei, altrimenti puoi anche andare ad un buon sevizio pubblico, come ad esempio il servizio di psicoterapia di affori. Non vuoi rivolgerti a qualcuno perche' questo sarebbe segno di una tua incapacita' a gestire la situazione: e' esattamente il contrario, sara' proprio la tua capacita' di gestire la situazione che ti fara' cercare la consulenza di un bravo medico o psicologo. se rimani in panne con la tua auto, sei brava a gestire la situazione proprio se riesci a trovare un meccanico... se hai male ad un dente vai dal dentista... mentre per quello che ti capita vorresti essere tu la tua stessa psicologa? dai sara, mi sembri una ragazza intelligente e capace, ragiona e cerca qualcuno che ti possa aiutare.



Dott.ssa Alessandra Gabrielli
05-02-2008  

Cara Sara, temo che riuscire ad avere esiti positivi nel lavoro non le basti piu' e non le serve piu' capire che riesce perfettamente a gestire molte situazioni: c'è una parte della sua personalità che le sfugge, si impone e merita di essere accolta e resa comprensibile. Sono emozioni che per ora non trovano spazio nella sua psiche cosi' che prendono la via dell'angoscia libera e della scarica somatica, attraverso sintomi che suonano come un campanello d'allarme. Le consiglierei di rivolgersi ad un medico e fare le indagini cliniche di rito, per escludere una qualsiasi eziologia di tipo organico. L'incontro con uno psicoterapeuta/psicoanalista potrebbe aiutarla a trovare le parole per esprimere quelle emozioni dimenticate, a capirle, ad appropriarsene. La sua paura di farsi del male fisicamente, anche se percepisce essere una paura infondata, potrebbe essere in relazione alla sua difficoltà ad ammettere di aver bisogno di aiuto: non resista, potrebbe trovare all'interno di se' la sua parte migliore che finalmente le darà quella soddisfazione piena che ancora non riesce a trovare. Saluti.



Dott.ssa Mirella Caruso
05-02-2008  

Cara Sara, credo che l'elemento dell'imprevisto, dell'inatteso l'abbia messa in uno stato di confusione e paura. Evidentemente era abituata a contare molto sulle sue capacità di tollerare lo stress. Direi che la cosa migliore sia innanzitutto escludere l'incidenza degli elementi organici andando dal suo medico di fiducia e, successivamente, effettuare una consultazione psicologica per affrontare gli aspetti emotivi connessi al suo attuale modo di vivere. Certe volte abbiamo bisogno che il corpo dia qualche segnale di intolleranza per renderci conto che stiamo eccedendo nel sottoporci allo stress e, alcune volte, in relazione a cose che non ci ripagano nemmeno con una appagante senso di soddisfazione. Si scatena così una sensazione di panico che è bene non sottovalutare.



Dott.ssa Fiora Pezzoli
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