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Domande di Psicologia

Domanda di Bulimia

Questo incremento del peso ha destabilizzato tutti i miei schemi

Chiara

11-12-2015

Ciao a tutti. Mi chiamò chiara e ho 21 anni. Studio presso la facoltà di psicologia e mi è successo di trasferirmi per circa due mesi fuori per potermi concedere la possibilità di frequentare le lezioni universitarie. Ad un certo punto, ho cominciato ad avvertire un forse sento di disagio interiore a causa di un'aumento incredibile di peso (circa 10kg), a forti attacchi di panico/ansia. Cominciavo a mangiare a dismisura in tutti gli orari della giornata per lo più alimenti dolci (torte, pasticcini, dolcetti, biscotti). Questo incremento del peso ha destabilizzato tutti i miei schemi dal momento che sono una ragazza che tiene molto a cuore la cura del suo aspetto fisico, quasi come un'ossessione peccando talvolta anche di narcisismo. Questa mia condizione non ha fatto altro che causarmi stati frequenti di ansia che automaticamente mi facevano riversare sul cibo entrando così in un circolo vizioso dal quale non riesco tutt'ora a venir fuori. Talvolta cercavo, per avere minori sensi di colpa, di fare sport o addirittura eliminare ciò che avevo assunto. Oggi sono tornata a casa, nel nucleo familiare, ma la situazione è cambiata ben poco. È come se non riuscissi proprio a controllare questo mio bisogno incessante di dopamina presente (secondo il mio punto di vista del tutto ignorante) all'interno dell'alimento “dolce“. Questa situazione ha fatto abbassare la mia autostima, calare l'approccio ch avevo nell'ambito sociale, chiudere completamente in me stessa e quindi risentirne anche al livello emotivo causandomi degli Stati d'animo ambivalenti (dal l'estrema felicità all'estrema tristezza). Ho un enorme bisogno di aiuto e non so a chi rivolgermi dal momento che a casa non comprendono l'entità del problema, un po' perché non sono brava io ad esporlo un po' perché ci sono altri problemi a cui pensano. Grazie in anticipo per l'attenzione



Le risposte dei Professionisti

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14-12-2015  

Gentile Chiara, allontanarsi dal nucleo familiare per concedersi delle possibilità che incideranno sulla propria vita adulta, può essere un momento molto delicato. Una parte di noi può sentirsi profondamente in colpa per aver lasciato sole le persone che amiamo. Sembra che in seguito al suo allontanamento fisico dalla famiglia, lei abbia avvertito un allontanamento della sua famiglia da lei e questo può causare sofferenza. Una sofferenza difficile da comunicare alle persone che ora sentiamo lontane. Chieda con fiducia una consultazione ad un/una collega. Le sarà di sicuro aiuto per comprendere di che cosa ha così voracemente fame in questo momento. Spero di esserle stato d'aiuto. Cordialmente. 



14-12-2015  

Gent.le utente,

Le consiglio una consulenza endocrinologica per escludere una ragione organica al suo problema spesso accompagnata da una concausa di natura psicologica. 

Poichè non sappiamo nulla di Lei, sembrerebbe attribuire al trasferimento l'inizio del suo disagio con l'allontanamento da casa che descrive come un ambiente inadeguato a contenere i suoi bisogni, ma il mio sospetto è che ci fossero già delle difficoltà di comunicazione affettiva all'interno della sua famiglia di cui può essersi fatta carico. In questo caso, il cibo ne è solo un "dolce" rappresentante.

Ci tenga aggiornati.

Cordialmente.



15-12-2015  

Ciao Chiara, come hai ben capito, hai bisogno di aiuto. Sicuramente il tuo problema inizia in tempi lontani e la separazione dal tuo, apparente, nido familiare e' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A quanto pare essere bellissimi o mostrare disagio, sempre attraverso il corpo che muta, non sembra essere una buona strategia per attrarre le attenzioni a cui aneli. Forse potresti fare qualcosa di più utile per te stessa e chissà magari provare a dare anziché focalizzarti sul chiedere. O forse potresti iniziare a comunicare il tuo malessere con la voce anziché con il corpo e potresti chiedere specificamente ciò di cui senti il bisogno. Un percorso di psicoterapia sarebbe necessario. Perché così come il malessere e' frutto di un percorso, anche riconquistare il benessere ha bisogno di un percorso. In fondo ti vuoi nutrire di dolcezza, di affetto....chiediti in che modo puoi ottenere questo risultato sul piano concreto, delle azioni quotidiane... fa bene a tutti noi assumere comportamenti maturi, costruttivi, di potere, di azione.....Inizia a chiederti minuto per minuto cosa desideri veramente e cosa puoi fare tu per raggiungere il tuo desiderio. La crescita interiore richiede impegno e assunzione di responsabilità.....

Buon inizio



20-12-2015  

Ciao Chiara, ti sei appena iscritta alla facoltà di psicologia ed hai fatto una cosa che ti tornerà utile anche in futuro,ti sei messa in discussione. Lo psicologi non è una persona perfetta come non lo è il terapeuta,il medico,la maestra....ma una persona che dà il meglio di sè riconoscendo i propri limiti.

Io mi sono fatta subito una domanda,se veramente è questa la facoltà che il tuo cuore ha scelto o i tuoi desideri vanno verso altre direzioni. 

Una donna che tiene al proprio fisico lo maltratta quando " vuole punirlo", perchè qualcosa non le piace. Il corpo è ciò che appare,a volte,di quello che siamo dentro. Mangiare dolci non è male se non sono sintomo di altro, una frustrazione per esempio. Sei sicura che questa facoltà faccia per te o magari hai bisogno di studiare presso una facoltà più stimolante per te?

Devi parlare e mettere fuori ciò che ti preoccupa ma non con persone qualsiasi,prima di tutto con te stessa. 

Non aver paura di dire a te stessa la verità e non aver paura di dire ai tuoi genitori che stai vivendo un disagio perchè se vorrai continuare a studiare psicologia dovrai essere convinta di quello che fai,altrimenti nessuno ti esporrà le sue problematiche.

Spero di aver risposto,resto a disposizione.

Un abbraccio



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