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Domande di Psicologia

Domanda di Depressione

Mi sembra di fare tutto male

Michele

11-09-2016

Salve. Mi chiamo Michele. Ho 24 anni. é davvero difficile pensare di essere arrivato a chiedere aiuto su un sito di psicologi. Però, purtroppo, penso che sia giunto il momento di farlo. La situazione che sto per presentare sembrerà non così esagerata, va da sè, tuttavia, che sono davvero, davvero giù, in questo momento. Mi sono laureato qualche mese fa, regolarmente, in Giurisprudenza. Mi sono spostato da casa mia al sud per andare a Roma, per frequentare un Master. Nello stesso tempo ho iniziato una pratica legale. Dopo due mesi, spinto dalla mancanza di una retribuzione e dai toni e comportamenti disprezzanti, immotivatamente, del mio capo, ho lasciato, pensando di trovare una sistemazione in maniera veloce e facile. Sono stato due mesi senza trovare nulla, adesso ho uno stage che non mi soddisfa. Da quei due mesi in cui sono stato giornate intere senza far nulla, mandando cv a destra e sinistra, ho iniziato a sentire crescere dentro di me un senso di fallimento e di sconforto. Sono partito senza pensare. Avevo un gruzzolo che mi serviva per questo Master, ma adesso non sono più convinto di quello che sto facendo. E, da qui, sono iniziati i problemi. Nonostante la mia famiglia mi supporti moralmente, nonostante una fidanzata presente, i miei pensieri sono diventati oscuri e disperati. Penso di aver sbagliato tutto, di aver sprecato i soldi che avevo e che, a fine master, saranno finiti. Riguardo la mia vita come in un rewind e penso di aver sbagliato tutto, facoltà, città, specializzazioni. Mi sembra di fare tutto male, svogliato, e non ho più una stella polare ad indicare il nord. Vomito ogni mattina per lo stress, e spesso il vomito si ripete durante la giornata. Faccio pensieri poco positivi, e elaboro piani di morte. La notte mi sveglio più volte e la mattina mi sveglio stanco, affaticato e poco invogliato a fare qualunque cosa. Non so cosa fare. Ripeto, come mi dicono tutti i miei amici, i miei familiari, a cui non ho detto proprio “tutto“, la situazione non è così tragica “hei amico, non ti lamentare“. Lo so, è così probabilmente. Ma è proprio questo che mi dilania dentro. Se non riesco a combattere le piccole sfide quotidiane della vita in maniera serena, se non riesco a scegliere: che ne sarà di me? Ero forte e simpatico fino a qualche mese fa. Ora sono un continuo lamento, non riesco a ascoltare o suonare più, una delle mie passioni più grandi. Non so chi leggerà queste parole. So solo che avevo bisogno di scriverle.



Le risposte dei Professionisti

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Risultati trovati: 12
13-09-2016  

Salve Michele, a me sembra troppo severo nei confronti di se stesso.

E' vero che la sua situazione non è tragica, ma non è neanche semplicissima ed il suo malessere è perfettamente comprensibile. Si è dovuto allontanare geograficamente dalle persone più care (cosa di per sé già difficile da gestire per molte persone), per trovarsi ad affrontare situazioni lavorative complesse. Quelle che lei affronta quotidianamente a me non sembrano delle piccole sfide, non si sottovaluti e non si faccia problemi a chiedere aiuto se ne ha bisogno.

Per quello che riguarda la sua grande confusione (l'idea di aver sbagliato facoltà, specializzazione, ecc..) è possibile che sia dovuta al fatto che sta vivendo un momento difficile. Pensa che se avesse trovato uno stage o un lavoro soddisfacente avrebbe avuto comunque questi dubbi?

Non si vergogni se il suo malessere è forte. Il primo passo per superarlo è riconoscerlo.



14-09-2016  

Buongiorno Michele, la ringrazio per aver contattato questo sito dove sicuramente potrà trovare un aiuto alla sua situazione. Sicuramente è da un po' di tempo che provava certi sentimenti di tristezza accompagnati da pensieri che le provavano un malessere sia fisico che emotivo e poi c'è il lato fisico. Il suo sconforto che la accompagna in tutte le sue giornate chiede un aiuto psicologico che le permetterà di uscire da questa situazione. Sono a disposizione per qualsiasi informazione su come potrei aiutarla. Cordiali saluti 



14-09-2016  

Buongiorno gentile Michele,

si sta scontrando con la difficile realtà, quella che porta in un banco di prova estremo le nostre motivazioni profonde verso un progetto, e tutto vacilla. E' come se a questo Lei non sia mai stato preparato, come se le mancassero i pezzi di un puzzle complesso ma anche inaspettato. Dirle che si dovrebbe fare forza e combattere a denti stretti coltivando la pazienza e sopportando la frustrazione potrebbe sembrare banale ma è così che si portano avanti i sogni. Uscire da uno stato adolescenziale dove il "tutto e subito" ha la meglio significa diventare adulti e forse per Lei è proprio questa una difficoltà. Il suggerimento è verso un percorso psicologico in presenza dove con calma ritrovare la sua forza interiore verso il suo cammino professionale, nel far chiarezza ritroverà anche la sua autostima e la sua sicurezza tanto da calmare anche lo stato di agitazione somatica. Chiedere aiuto è un punto di forza e non una debolezza.

Resto a sua disposizione se lo riterrà necessario, ti saluto.

Cordiali saluti



14-09-2016  

Michele, fra le sue parole, che immagino le sia costato mettere nero su bianco, mi colpiscono soprattutto quelle finali, quando si chiede cosa ne sarà di lei se non riesce a combattere le piccole sfide del quotidiano. Intanto il tema del lavoro e delle scelte ad esso connesse non mi sembrano per nulla piccole sfide. E soprattutto alla sua età, essendo appena uscito da un percorso, quello universitario, piuttosto chiaro e definito, le possibilità che le si aprono possono sembrare infinite e senza criteri certi per valutarle. Questo è comune a molti, come il timore di aver sbagliato. Ma, per quanto dolorosi, momenti del genere possono essere occasioni per ascoltarsi nel profondo. Il suo corpo le sta segnalando un malessere che va accolto ed ascoltato per poter fare anche piccole scelte che la possano far star meglio. In questo senso giudicarsi non è utile, ma chiedersi cosa in quetso preciso momento possa darle serenità, proprio accogliendo il malessere e non cercando di combatterlo. La sua paura, il suo dolore sono un dono prezioso per guidarla verso un maggior benessere. Non si può essere certi di qualcosa finchè non si sperimenta: in questo senso non esistono "sbagli" ma possibilità di scoprirci momento per momento



14-09-2016  

Gentile Michele,

lei sta attraversando un periodo difficile, dovuto alla non corrispondenza delle aspettattive post universitarie alla realtà lavorativa attuale. Deve però pensare che questo non è un problema soltanto suo, ma bensì comune a migliaia di giovani. La cosa che la contraddistingue è pero l'enfatizzazione del mancato raggingimento dell'obiettivo. Lasciarsi travolgere dagli insucessi non fa che peggiorare la situazione, dovrebbe invece cercare di reagire con tenacia di fronte alle frustrazioni, le quali nella vita sono sempre dietro l'angolo. Non sto dicendo che è facile farlo, ma è sicuramente necessario sforzarsi di provarci e se non vi si riesce da soli (o con il semplice aiuto dei propri cari, purtroppo distanti), bisogna rivolgersi a dei professionisti qualificati a dare supporto nelle situazioni simili a quelle che lei sta vivendo ora. Vedrà che tutti i sintomi (vomito, mancanza di energie e di interessi) spariranno da sè, non appena iniziare a guardare le cose con occhi diversi. La musica stessa potrebbe essere usata in terapia come incipit di cambiamento.  Vi sono molte canzoni che raccontano di problematiche simili alle sue, si potrebbe analizzarle insieme per usarle come stimolatori di endorfine, necessarie ad affrontare le giornate con il giusto tono. Mi auguro di averle fornito dei spunti di riflessione per agire il suo tanto desiderato cambiamento. Resto a sua disposizione. Cordiali saluti.

 



14-09-2016  

Ciao Michele,

la tua mail mi ha molto colpito soprattutto per il forte senso di fallimento che senti, che mi sembra ti abbia portato a scrivere, e che senti vista la tua situazione lavorativa incerta e difficile. Dalle poche cose che leggo di te ti immagino (ma magari sbaglio) come un ragazzo piuttosto preciso, laureato regolarmente, con l'ambizione di un master, insomma impegnato a realizzare i suoi importanti progetti di lavoro. La vita però ti ha messo davanti degli ostacoli, forse inaspettati per te, che hanno in qualche modo interrotto i tuoi sogni e che ti hanno letteralmente messo in crisi facendoti sentire sbagliato. Questo è l'altro aspetto che tanto mi ha colpito, ovvero la ferocia con cui giudichi te stesso come inadeguato e sbagliato e senza valore, pronto a mettere in discussione te stesso per una scelta avventata. E se anche tu avessi sbagliato? Cosa significa questo per te, che prezzo senti di dover pagare per un errore? Credo che le tue riflessioni debbano iniziare proprio da qui, dal valore che riconosci a te stesso, non solo per quello che fai e raggiungi, ma per quello che sei.

E se vorrai un aiuto per questo percorso,io sono qui.

Un abbraccio.



14-09-2016  

Caro Michele,

si trova certamente in una fase della vita in cui quel futuro che tanto  entusiasma,  intimorisce, si aspetta, o si rimanda, si trasforma pian piano in presente. Allora è legittimo provare confusione e a volte disorientamento di fronte a delle scelte certamente importanti, ma provi a pensarli come risorsa: il conflitto interiore che sta vivendo adesso la invita a fermarsi, a guardarsi dentro e a riflettere. Da ciò che racconta ha già preso in passato decisioni importanti: la laurea e soprattutto  spostarsi in una grande città  e investire nuove risorse ed energie per continuare la sua formazione. Sembra che finora abbia percorso la sua strada a tutta velocità, senza mai fermarsi finchè l'aver deciso di lasciare lo studio dove faceva pratica legale l'ha costretto a rallentare. Se ci pensa, è stata una decisione coraggiosa e "controcorrente" rispetto alle precedenti e pare essere proprio questa ad averla messa in crisi. Ma le ripeto, colga questo momento di crisi come un'opportunità per "rifare un pò d'ordine" : le emozioni, anche quelle negative, sono sempre un segnale prezioso. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione.

Cari saluti.

 



14-09-2016  

Salve Michele, ho letto attentamente le sue parole...  ha fatto bene ad aprirsi e condividere, almeno in parte, il suo dolore che a quanto pare  dilania dentro. Chiedere aiuto è un gesto che denota coraggio oltre al bisogno di stare meglio. Credo che un aiuto da parte di uno specialista ( psicoterapeuta) in questo momento sia molto utile affinchè comprenda le origini del suo malessere ed affinchè riesca ad affrontare le difficoltà che sembrano insormontabili. E' fortunato ad essere compreso e circondato da affetti ma spesso non basta. Resto a disposizione per eventuali informaioni e le auguro buona vita!  



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