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Disturbi della personalità 



Isterismo (o isteria)

L'isteria è una forma psiconevrotica caratterizzata da manifestazioni somatiche e psichiche

Che cos'è l'isterismo?

L'isteria è una forma psiconevrotica caratterizzata da manifestazioni somatiche e psichiche che insorgono generalmente sulla base di una personalità isterica, i cui tratti più tipici sono: labilità e immaturità affettiva, intensa partecipazione affettiva, suggestionabilità, dipendenza, teatralità, esibizionismo, tendenza alla drammatizzazione e all'esagerazione. È legata a uno spostamento sul piano organico di problematiche psicologiche; è anche detta isteria di conversione.


Quali sono i sintomi dell'isteria?

Le manifestazioni somatiche possono interessare qualsiasi organo o apparato:

  • paralisi,
  • disturbi della sensibilità,
  • spasmi muscolari,
  • tremori,
  • disturbi della parola,
  • disturbi gastrointestinali e del respiro, ecc.


Tra i sintomi psichici si possono osservare:

  • disturbi della coscienza e della memoria,
  • depressione,
  • euforia, oltre ai tratti caratteristici della personalità.



La crisi isterica
, un tempo tra le più diffuse manifestazioni psiconevrotiche, è oggi rara, mentre sono più frequenti manifestazioni meno clamorose quali svenimenti o espressioni motorie. Il decorso è generalmente cronico per le implicazioni a livello del carattere.


Come si cura l'isterismo?

La cura si basa essenzialmente sulla psicoterapia; utili possono essere farmaci come ansiolitici o antidepressivi e interventi a livello ambientale e sociale.


Un esperimento sull'isteria

L'attivazione di aree encefaliche preposte alle emozioni giustifica i sintomi fisici «inspiegabili» di chi soffre della patologia. Ora la chiamano «disturbo da conversione» perchè chi ne soffre «converte» un disagio psichico, spesso inconscio, in un sintomo fisico. Ma questa patologia è più nota col nome di «isteria» e Sigmund Freud l'aveva già ben compresa circa un secolo fa. A dar ragione alla visione del medico viennese dopo tanto tempo è uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica Neurology, condotto da riceratori dell'università di Toronto.

L'ESPERIMENTO - I medici canadesi hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale (un esame che permette di vedere quali aree cerebrali si attivano in deterinate condizioni) tre donne che avevano avuto diagnosi di disturbo da conversione. Tutte avevano problemi di perdita di sensibilità a un arto senza che fosse stato possibile trovare una causa . Gli studiosi hanno allora pensato di controllare che cosa accadeva nel cervello delle tre donne quando veniva stimolato l'arto addormentato. Normalmente, se si tocca un braccio o una gamba si attiva una precisa area «di sensibilità» corrispondente nell'emisfero opposto del cervello (emisfero destro per arto sinistro e viceversa). Nelle donne in questione invece, tale area non si attivava affatto, mentre se ne «accendeva» un'altra, di tipo «emozionale». Non solo, quando i ricercatori hanno provato a stimolare entrambi gli arti contemporaneamente, hanno osservato che le aree sensoriali si attivavano per entrambi gli arti, ma , insieme, si mettevano in funzione anche quelle emozionali e le pazienti continuavano a non avere sensibilità nell'arto «isterico».

STRESS E TRAUMI - «Questi risultati indicano chiaramente che è l'attivazione di precise zone del cervello che governa i sintomi dell'isteria» ha spiegato Anthony Fenstein, uno degli autori della ricerca. E chiariscono anche perchè un trauma o uno stress possono essere all'origine di sintomi fisici. Quello che succede è probabilmente è che traumi o stress inducano attivazionidi zone encefaliche he «hanno la meglio» sulle normali funzioni cerebrali. Il prossimo esperimento di Fenstein e colleghi sarà quello di provare a «distrarre» le pazienti durante la stimolazione degli arti insensibili per verificare se si può riuscire a «distrarre» il cervello.

Nota: Tratto da www.Corriere.it



Appunti sul caso della “signorina Anna O.” - Dott.ssa Laura Ravaioli

Il caso è stato seguito dal luglio 1880 al giugno 1882 da Breuer; Anna O. , ovvero Berta Pappenheim, aveva allora circa 22 anni; esso può essere considerato il primo caso di isteria trattata psicoanaliticamente tanto da far affermare a Freud, nel riassumerlo nella prima delle Cinque Conferenze sulla ...continua



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