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Famiglia e bambini 



La comunicazione intrauterina mamma-bambino

Come lo sviluppo psichico dell'individuo sia determinato da apprendimenti precoci relativi all'epoca fetale ed ai primi mesi di vita

Le attuali ricerche di psicologia evolutiva convergono nel rilevare come lo sviluppo psichico dell'individuo sia determinato, nella sua qualità ed efficienza, non tanto da fattori biologici, quanto da apprendimenti precoci, relativi all'epoca fetale ed ai primi mesi di vita. Tale qualità ed efficienza delle funzioni psichiche è in ultima analisi ciò che determina il destino di un uomo ed il suo adattamento sociale.
La massima attenzione delle ricerche è dunque concentrata su quei fattori psichici e sociali che determinano, nelle prime fasi di vita, la "costruzione" dell'apparato mentale che caratterizzerà il singolo individuo. Gli apprendimenti precoci, che vengono indicati come i primi elementi nella costruzione progressiva delle strutture mentali e delle funzioni psichiche, dipendono dalla relazione del feto, poi neonato, con i suoi "caregivers", e dalle esperienze ambientali in cui egli si trova immerso, che condizioneranno la formazione delle sue capacità percettive e comunicative nel gioco dell'interazione dinamica tra fattori costituzionali e ambientali.
Si ritiene che, già nel grembo materno, il bambino risponda a stimoli tattili e sonori e inizi a sviluppare la personalità.

Negli ultimi anni, la vita prenatale è stata oggetto di lunghi e accurati studi. Oggi sappiamo che il bambino, già nella pancia della mamma, sente e impara a riconoscere suoni e rumori provenienti dall'esterno. Sente il battito cardiaco della mamma e si succhia il dito, risponde agli stimoli tattili come le carezze dei suoi genitori sul pancione, reagisce agli stimoli sonori come la voce della mamma, il ritmo della sua lingua, la musica che ascolta.
Egli è sensibilissimo ai suoni, soprattutto alla voce della mamma. Il bambino sente tutto e se le note musicali, melodiche, hanno su di lui un effetto rilassante; altri rumori o suoni che per la mamma sono senza senso per lui potrebbero essere irritanti. Attraverso il liquido amniotico, il piccolo riconosce anche i sapori e gli aromi caratteristici della dieta materna e queste sensazioni legate al gusto influenzeranno il suo successivo comportamento alimentare.

La madre vive i nove mesi dell’attesa carica di ansie, aspettative, desideri, emozioni. Le scelte che fa rispetto allo stile di vita influenzano già da questo periodo la relazione con il proprio bambino. E’ un fatto ormai noto che le interazioni e le comunicazioni tra la madre e il bambino, nei primi anni di vita, sono possibili in quanto, immediatamente dopo la nascita, è già presente nel bambino una forma e una capacità di intersoggettività molto prima che il bambino sia capace di comunicazione verbale e di elaborazioni simboliche.
Si tratta di una forma di intersoggettività primaria, come è stata definita da Trevarthen, una competenza le cui basi sono geneticamente determinate, che si esprime nel bambino in molti modi, e, tanto per fare un esempio, è testimoniata dalla capacità di imitazione precoce che ha il neonato.

Bowlby, nella sua teoria dell’attaccamento, sottolinea come in diversi stili di attaccamento dipendano dalle complesse dinamiche che si creano tra le caratteristiche temperamentali del bambino e la predisposizione alla relazione delle figure di accudimento. Ma grazie alle ultime ricerche in campo neuropsicobiologico, che sottolineano come alcune sintonizzazioni affettive dopo la nascita siano il risultato anche di scambi comunicativi precedenti, risulta necessario collocare l’origine dell’attaccamento anteriormente. Il bambino, secondo studi recenti, sembra riconoscere da subito la voce materna distinguendola dalle altre. Si sente rassicurato e calmato quando la madre gli racconta o canta nenie che cantava durante la gravidanza. Riconosce gli odori e i sapori che hanno caratterizzato la vita intrauterina. Nasce conoscendo già, in modo primario e sensoriale, la sua mamma.
Il resto del percorso, per quanto difficile e tortuoso, ma ricco di emozioni e gratificazioni, può dirsi già in parte costruito.

Bibliografia

Bowlby, J. (1969,1973,1979), Attachment and loss, Basic Books, New York ; tr. Attaccamento e perdita, Boringhieri, Torino, 1982, voll. I, II e III

Bowlby, J. (1988), A Secure Base, Basic Books, New York ; tr. Uma base sicura, Cortina, Milano, 1989

Trevarthen Colwyn, Empatia e Biologia. Psicologia cultura e neuroscienze, Raffaello Cortina Editore, Milano 1998



Dott.ssa Simona Adelaide Martini
Pero (MI)

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