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Alzheimer: i primi sintomi


La malattia di alzheimer è una sindrome a decorso cronico e progressivo che colpisce circa il 5% della popolazione al di sopra dei 65 anni e il più precoce ed evidente sintomo è in genere una perdita sostanziosa della memoria. come gestire il malato, consigli pratici

ALZHEIMER: I PRIMI SINTOMI

 la malattia di alzheimer è una sindrome a decorso cronico e progressivo che colpisce circa il 5% della popolazione al di sopra dei 65 anni e il più precoce ed evidente sintomo è in genere una perdita sostanziosa  della  memoria.

frequenti sono anche alterazioni della personalità: più precisamente l’anziano appare meno interessato ai propri hobby o al proprio lavoro, oppure ripetitivo.

talvolta l’inizio della malattia è contrassegnato dalla sospettosità nei confronti di altre persone, accusate di sottrarre oggetti del malato per esempio.

mentre i danni dell’ictus sono immediati e spesso totali, la malattia dell’ alzheimer crea un danno graduale e crescente; ciò che significa che diverse abilità cognitive vengono danneggiate in maniera disomogenea e la persona sarà in grado di fare alcune cose ma non altre. per esempio ricorderà meglio il passato del presente.

per cui appare importante:

=> individuare lo stadio della malattia => gestire il grado di aiuto

tenendo ben presente che  i comportamenti che ci irritano non sono intenzionali e non sono controllabili

la persona non può imparare e a suo modo sta facendo del suo meglio

 

ma quali  le indicazioni per chi presta aiuto?

 

  • Essere informati: più cose si sanno sulla demenza, più facilmente si adotteranno strategie adeguate col paziente
  • Condividere le proprie preoccupazioni col paziente: quando una persona presenta un deficit modesto può essere coinvolta nel trattamento; in casi più gravi coinvolgiamo la famiglia.
  • Cercare di risolvere i problemi più frustranti uno per volta; se siamo arrivati AL NOSTRO LIMITE, possiamo cercare di concentrarci su un problema solo e risolvere quello.
  • Riposare a sufficienza
  • Condurre una vita sana, fare sport e mangiare sano, Assumere magnesio che è un ottimo antidepressivo
  • Usare il buon senso e la fantasia: se il malato insiste nel voler dormire col cappello in testa, lasciamolo fare; se vuole mangiare con le mani, prepariamo piatti che si possano consumare con le mani. La chiave di volta è la nostra capacità di adattamento.
  • Avere una vita sociale attiva
  • Mantenere il senso dell’umorismo
  • Incoraggiare l’assistito a una vita attiva ma senza forzare      
  • Problemi di memoria: lasciate in giro foto di famiglia o cose che possano aiutare a ricordare


Dott.ssa Tiziana Vernola
Milano (MI)

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