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Domande di Psicologia

Domanda di Nevrosi

Reagisco come una “pazza isterica“ alle situazioni più diverse, in particolare qualora ci sia qualcosa che non va come vorrei

nico

23-01-2014

Buongiorno a tutti, da qualche anno a questa parte mi capita, devo dire piuttosto spesso, di “reagire“ come una “pazza isterica“ alle situazioni più diverse, in particolare qualora ci sia qualcosa che non va come vorrei, quando non ho completamente il controllo delle decisioni famigliari o più semplicemente quando sono in disaccordo con il mio compagno e pertantop inizia una discussione. Questi attacchi si manifestano con urla, pianti, ed episodi, anche se lievi, di autolesionismo. Volevo sapere se avete dei consigli per aiutarmi a controllarmi, così facendo infatti sto perdendo l'affetto delle persone a me care. Grazie.



Le risposte dei Professionisti

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24-01-2014  

La mia personale esperienza mi suggerisce che tuo comportamento è in relazione a un accumulo di eventi frustranti caratterizzati da " rabbia trattenuta e sensi di colpa "  che si sono verificati nel corso della tua vita ( specie intorno ai 12-15 anni ). Pertanto ti consiglio di affidarti a uno Psicoterapeuta, possibilmente ch utilizzi l'Ipnosi Terapia, al fine di resettare il tuo passato. Se vuoi puoi telefonarmi per poi incontrarci tramite Skype. Ciao, a presto.



24-01-2014  

Gentile utente,

penso che la sua situazione sia fonte di forte disagio per lei, e non deve essere semplice dover affrontare questi scoppi di rabbia incontrollata da ormai due anni. É chiaro che questi scoppi di rabbia non nascono dal nulla ma sono il prodotto di tensioni accumulate negli anni, di non detti che probabilmente hanno creato delle crepe nel suo modo di relazionarsi con gli altri. Accumulare la rabbia senza esprimerla in maniera sana, spesso porta a questi scoppi di ira che sembrano senza significato e che sono condotte senza pensiero. Il consiglio che posso darle é quello di cercare una comunicazione piú assertiva e diretta con il suo partner e con le persone che le stanno vicino, evitando di arrivare al limite della sopportazione accumulando problemi. Bisognerebbe poi approfondire la questione, ad esempio cosa intende lei quando dice "quando non ho completamente il controllo delle decisioni familiari'? Ritengo inoltre che possa essere molto utile una consulenza psicologica su queste tematiche, per capire piú a fondo quali sono le dinamiche che la portano ad una situazione di disagio da ormai due anni.

cordiali saluti



24-01-2014  

Gentilissima Nico,

dalla descrizione che ha fatto mi sembra di capire che si sente turbata dalle Sue reazioni, reazioni che forse percepisce come eccessive. Lei stessa ha già individuato una delle circostanze che innescano queste reazioni: il perdere il controllo della situazione. Se la perdita di controllo Le suscita ansia o agitazione, urla, pianti e autolesionismo potrebbero essere un modo attraverso cui il Suo malessere viene fuori. Un approfondimento maggiore potrebbe essere utile sia per capire meglio con che frequenza Le accade tutto ciò e in quali circostanze specifiche, ma soprattutto per cercare di individuare quali sensazioni sta vivendo e come affrontarle.

Rimanendo a disposizione per ulteriori chiarimenti, Le porgo i più cordiali saluti.



24-01-2014  

Buongiorno, Nico! Sono la dott.ssa Elisa Berardi. Da quello che mi pare di avere intuito Lei è da diverso tempo, più di 6 mesi, che soffre di questi "attacchi isterici", quindi il problema o disagio psicologico comincia ad essere decisamente importante ed invalidante. Io non posso e non devo darle dei consigli ma la invito intanto a riflettere se i suoi comportamenti o atteggiamenti sono più o meno costanti, aggressivi o autoaggressivi in tutte le aree della sua vita quotidiana, anche nel lavoro. L'amicizia è un settore a sè. Dovrebbe solo col pensiero e con rigor di logica, ma non utilizzando un eccessivo autocontrollo sulle azioni, concentrarsi sulle relazioni familiari e sentimentali che hanno preceduto la sua attuale relazione. Innanzitutto questa attuale è stabile o no? Che tipo di gesti autolesivi ha compiuto, se sono ripetuti, dimostrativi o specificatamente per colpire se stesso di eventuali sensi di colpa rimossi o derivati dal suo passato, soprattutto infantile e/o adolescenziale. La sua identità di genere è decisamente omosessuale, etero o bisessuale? Rifletterci può essere uno dei primi passi. Annoti tutti i suoi movimenti solo di pensiero, anche temperamento e cioè umore, nell'arco di ogni sua singola giornata. A che livello ritiene di accettarsi? Ritiene che gli altri lo accettino a prescindere dalle sue reazioni? Rifletta in un secondo momento sulle sue emozioni e si concentri solo su se stesso e su quello che lo fa veramente sentire più sollevato da un presunto "dovere" teorico di piacere agli altri o avere la loro compiacenza.

Spero di esserle stata utile almeno un po', e per il momento. La invito a riflettere con molta attenzione senza rimuginare troppo sui comportamenti. Infine Lei sente più ansia, angoscia di separazione o abbandonica, o sentimenti di vuoto o vergogna?

La saluto.

Cordiali saluti.



Dott.ssa Elisa Berardi
Roma (RM)
24-01-2014  

Buongiorno. Al quanto pare Lei si presenta sigillata dentro un'etichetta, quella di “pazza isterica“, a cui segue una descrizione concisa delle situazioni che darebbero àdito al suo comportamento, così definito. Ha in tal modo operato un distacco da sè stessa, presentandosi nel duplice ruolo di “attrice“ e “spettatrice“ degli scenari in cui ha luogo la “rappresentazione“. Chiede, poi, dei consigli per incrementare quello che, quando è nel ruolo di spettatrice, reputa essere un carente controllo di sè stessa. Tale richiesta la motiva, infine, con lo stare perdendo, a causa di tali comportamenti, l'affetto delle persone care. Non credo di poterle dare alcun consiglio, a tal fine. Mi chiedo tuttavia se sia poi davvero così: ovvero se Lei stia perdendo l'affetto dei suoi cari, per queste ragioni. Forse con il suo comportamento lo sta solo sollecitando, tale affetto. In un modo che, tuttavia, “urta“ con quelli che sono certi “ideali“ di condotta in cui Lei vorrebbe, esclusivamente, riconoscersi. Un saluto



24-01-2014  

Buonasera Sig.ra Sembrerebbe che lei abbia difficoltà a gestire la sua rabbia, nel suo caso sia auto diretta che etero diretta. La rabbia è un’emozione non funzionale e ci si arrabbia perche si è sicuri di aver subito un danno, un’ingiustizia, e ciò comporta reazioni aggressive ( sia verbali sia non verbali) di cui solitamente ce ne pentiamo. Quindi a cosa serve arrabbiarci se ormai il danno l ‘abbiamo già subito e se poi stiamo più male di prima? Non sarebbe magari meglio imparare a contare sino a 10, gestire l’impulsività e trovare il modo giusto di esprimerci per far capire all’altro che non siamo d’accordo e che non ci sentiamo considerati? Potrebbe provare a riflettere sugli elementi che potrebbero avere in comune  le situazioni che la portano a reagire con rabbia, se questo è un periodo particolare della sua vita, se ci sono stati dei cambiamenti importanti che la rendono più vulnerabile a certe situazioni  inoltre non sono gli eventi che generano le nostre emozioni ma il significato che attribuiamo a ciò che ci succede; tale significato è dato dalle nostre interpretazioni soggettive che nascono dalle nostre credenze e convinzioni , ma ancor più in superficie dai nostri pensieri automatici che si attivano non appena accade un evento causando reazioni negative come, nel suo caso la rabbia. Il primo passo che potrebbe fare è quello di porre attenzione ai suoi pensieri ed emozioni che nascono inseguito all’evento e i comportamenti associati ad esso. La rabbia si può gestire e prevenire previo allenamento su  noi stessi. Sono  a Sua disposizione per chiarimenti. Cordialità



24-01-2014  

Rispondere alle vostre domande non è mai semplice, anche perché il compito di noi Psicologi è far trovare a Voi le risposte aiutandovi a guardarvi dentro.

In ogni caso, le sarebbe utile pensare al periodo in cui sono iniziate queste reazioni, potrebbero essere una difesa ad una situazione passata. Inoltre, dovrebbe far attenzione alle persone con cui le succede, in quali situazioni e quale scopo gli attribuisce.

Provi a rispondere a queste domande, potrebbero aiutarla a dare un significato al suo comportamento.

Si ricordi, comunque, che essersi resa conto di reazioni che non le appartengono  è un punto di partenza per comprenderle e superarle.

Resto a sua disposizione.



24-01-2014  

buona sera

sono la dott.ssa filomena lopez psicologa, psicoterapeuta, da un anno lei dice di avere questi comportamenti di aggressività di instabilità emotiva, mi sento di dirle, di contattare un terapeuta, poi che cosa è successo un anno fa nella sua vita per scaturire questo comportamento, poi perchè cerca di tenere tutto sotto controllo...

si scrivi in palestra facendo box l'aiuta a scaricare le tensioni ... si prenda cura di se cerchi un terapeuta che la segue



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