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Domande di Psicologia

Domanda di Stalking

Il mio compagno continua a minacciarmi

Raffaella

31-03-2013
Salve, sono una donna di 38 anni con una bimba di quasi 5, nata da una convivenza. Dopo la nascita di sara, io e il mio compagno ci siamo lasciati e lui mi ha perseguitato;ora è sotto processo per stalking. Il tribunale dei mimori mi ha affidato la bimba lasciando il diritto di visita per il padre, ma le cose non sono poi cosi cambiate...continua a minacciarmi, continua a strattonarmi, spesso chiama le forze dell'ordine per intimidirmi, parla male di me alla bimba con il solo scopo di distruggermi psicologicamente...continua a dirmi che prima o poi si prenderà la piccola. Sono esausta e ho paura...aiuto!!


Le risposte dei Professionisti

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Risultati trovati: 12
04-04-2013  
Gentile signora dovrebbe cercare sul suo territorio uno dei vari centri che si occupa di gestire queste specifiche problematiche.Puo' fare lei stessa qualche ricerca su internet. Li troverà vari professionisti che possono consigliarla e seguirla sia psicologicamente che legalmente.

04-04-2013  
Gent.le Sign, nonostante le poche parole che riporta è riuscita a dipingere un quadro articolato e importante. Nella difficoltà e l'articolata situazione che sta vivendo si possono differenziare due significativi capi. Da una parte gli aspetti psicologici dall'altra quelli legali.L'intervento psicologico che potrebbe chiedere ad un collega della sua zona potrebbe aiutarla a gestire gli aspetti emotivi in maniere più sana e funzionale aiutandola a scaricare gli aspetti di stress ed ansia. Inoltre potrebbero aiutarla a fare chiarezza rispetto all'articolata situazione che vive. Questo di riflesso la potrebbe aiutare nell'essere più tranquilla nelle decisioni delicate e importanti riguardo gli aspetti legali. buona giornata,

04-04-2013  
Gentile signora, avendo iniziato già pratiche legali a sfavore del suo compagno per stalking, le conviene rivolgersi al consultorio della sua zona per discutere della sua situazione. Tramite gli psicologi e gli assistenti sociali consultoriali, potrà trovare la strada giusta per trovare la soluzione più adatta a lei. Sinceri saluti

04-04-2013  
Buongiorno Raffaella, onestamente non so cosa dirle dal punto di vista psicologico, se non di circondarsi di persone (familiari e amici) che le facciano compagnia il più spesso possibile, ciò al fine di alleviare l'ansia legata alla presenza minacciosa del suo compagno. Detto ciò, le consiglierei anche di affidarsi ad un bravo avvocato esperto nel campo, e non rimanere sola anche da questo punto di vista. Vi sono diverse associazioni e cooperative che si occupano di difendere le donne dalla violenza e dal maltrattamento psicologico e fisico. Se vuole potrei darle quale indicazione in proposito, personalmente sono in contatto con la Cooperativa E.V.A., che ha più di uno sportello in Campania, e si occupa da tutti i punti di vista (legale, psicologico etc) della violenza sulle donne. Se vuole può contattarmi

Dott.ssa Libera Cappabianca
Napoli (NA)
Collaboratrice di Psicologi Italia
04-04-2013  
Salve, si è mai rivolta ad un centro antiviolenza? Se conosce qualcuno nella sua città? A volte i Comuni ne sono a conoscenza a comunque on line li può trovare Non le può portar via la bimba

04-04-2013  
Buongiorno Raffaella, la sua situazione richiede molta lucidità e una capacità di pensare con maggiore efficacia al suo ruolo genitoriale. Il suo compagno è evidentemente in uno stato di grande confusione e dolore che esprime con comportamenti aggressivi, non sapendo fare altrimenti. Provi innanzitutto a spiegare questo, con parole "piccole" a sua figlia: il papà è in difficoltà. Soprattutto in questi casi, infatti, non è opportuno confliggere apertamente, ma è utile lasciare un po' di tempo anche a lui per comprendere. Questo sforzo di comprensione può sembrare una debolezza: in realtà restituisce forza e controllo anche a lei, della vostra relazione genitoriale. Il mio consiglio è di non vedervi direttamente, almeno nel prossimo periodo: porti la bimba dai nonni, da un'amica comune e lasci che il padre vada a prenderla li. Attenda la sentenza per lo stalking e si attenga scrupolosamente alle indicazioni del dispositivo, che permetteranno a lui di allontanarsi da lei su ordine di un'autorità superiore. Appena quest'uomo si sarà calmato tuttavia, non trascuri di chiedergli di parlare, di concordare le cose che riguardano vostra figlia. Se necessario, fatevi aiutare da un professionista dei conflitti. Tenga presente che, nei prossimi 20 anni avrete necessariamente a che fare l'uno con l'altra: dovrete solo decidere se questo momenti siano di guerra (che lascia sempre alle spalle danni di ogni genere, soprattutto sui più piccoli) o, se non di pace, almeno momenti di una buona "tregua". Buona vita, mi faccia sapere!

04-04-2013  
Se ha già fatto tutto quello che serve per proteggere la sua bimba e lei non abbia timore. La giustizia ha il suo corso sicuramente ma lei non si perda d'animo. Ricorra anche lei maggiormente alle forze dell'ordine affinchè al suo ex compagno possa essere data quanto prima una giusta punizione. Per quanto riguarda la sua vita con Sara continui a starle il più vicino possibile per evitare che la piccola non si spaventi troppo di suo padre. Non si preoccupi, i bambini sanno riconoscere l'amore dalla violenza per cui lei sicuramente non sarà mai svilità agli occhi e al cuore di sua figlia ma anzi la sofferenza che sta vivendo nel sapere che sua figlia è sottoposta a continui tentativi di denigrarla sia per lei una forza in più da utilizzare per amare ancora di più la piccola Sara. Ci sono cose che non si possono dire ma si riesce solo a esprimere attraverso l'esempio. Si ricordi che ad oggi per Sara lei è tutto e cerchi di non farsi scoraggiare dal suo ex compagno perquanto sia difficile. Soffrirà ma alla fine con l'aiuto di Dio vincerà. Un caloroso abbraccio e un bacio alla piccola Sara.

04-04-2013  
Carissima Raffaella, la situazione che riporti è molto grave. Mi chiedo come sia possibile che il tribunale continui a permettere le visite del padre alla bambina nonostante sia in corso un processo per stalking che lo vede imputato. Credo varrebbe la pena non restare sola in questo momento, per garantire l'incolumità tua e della piccola. Hai qualcuno che ti può stare vicino? I tuoi genitori, amici? Cerca di stare con gli altri il più possibile, soprattutto quando sai che il tuo ex marito dovrà venire a fare visita a Sara. Ogni volta che lui si avvicina a te in modo molesto non esitare un secondo e avvisa subito la polizia di ciò che sta accadendo. Questo graverà sul processo e forse accelererà i tempi per la sentenza, garantendo la sua lontananza da te. Siccome mi rendo conto che la cosa sia molto difficile da gestire ti consiglio anche di affidarti al sostengo di uno psicologo della tua zona, potrà sicuramente aiutarti a gestire la situazione al meglio e ti saprà indicare il modo migliore di intervenire laddove la situazione dovesse peggiorare. Puoi anche pensare di rivolgerti a un centro di sostengo e auto mutuo aiuto per le donne in difficoltà, ce ne sono parecchi e potresti informarti su internet per trovarne uno vicino a te. Non sei sola, non sentirti sola, vedrai che se chiedi aiuto le cose miglioreranno.

Dott.ssa Gloria Baisini
Piancogno (BS)
Collaboratrice di Psicologi Italia
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