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Stress


Sarà capitato a molti che il medico ci abbia detto che qualche nostro malanno era causato dallo stress e che ci abbia prescritto come cura il riposo. Una diagnosi di questo tipo fa però storcere un po’ il naso a qualcuno

La percezione dello stress è cosa comune e, bene o male, tutti quanti, se ci venisse chiesto, sapremmo stilare un elenco di eventi stressanti: il troppo lavoro, le scadenze economiche, i traslochi, il traffico, ma anche eventi piacevoli come il matrimonio. Quando si parla di stress e salute, le cose si complicano un po’. Sarà capitato a molti che il medico ci abbia detto che qualche nostro malanno era causato dallo stress e che ci abbia prescritto come cura il riposo. Una diagnosi di questo tipo fa però storcere un po’ il naso a qualcuno. Il sospetto è che il medico abbia voluto liquidarci in fretta, vendendoci la favoletta dello stress invece di visitarci accuratamente e prescriverci degli esami approfonditi. Anzi, magari lo fa perché ci considera dei malati immaginari.

Ma che cos’è lo stress? E, soprattutto, ci si può ammalare di stress? Partiamo dalla seconda domanda, la cui risposta è: sì, di stress ci si può ammalare; o meglio, per essere più precisi, lo stress fa sì che si contraggano malattie. La prima domanda richiede, invece, una risposta più articolata. Lo stress è una risposta fisiologica che il nostro corpo mette in atto per far fronte a eventi del mondo perturbanti che, d’ora in avanti, chiameremo stressor. Pensiamo ad una gazzella nella savana: è tranquilla e sta placidamente brucando l’erba quando, all’improvviso, compare nel suo orizzonte ottico un leone. Il leone rappresenta in questo caso lo “stressor” e, per farvi fronte, la gazzella può fare solo una cosa, scappare. Per poter battere il leone in velocità è necessario che le attività del corpo della gazzella si modifichino drasticamente. I muscoli devono ricevere molto sangue ricco di ossigeno per poter sostenere lo sforzo che la fuga comporta. Perché ciò avvenga è necessario, ad esempio, che il cuore pompi più velocemente e con più forza il sangue e che la frequenza del respiro aumenti. Al contempo, funzioni che consumerebbero energia senza dare apporti alla fuga, come la digestione e la sessualità, vengono temporaneamente sospese. Queste modificazioni fisiologiche sono solo alcune delle modificazioni che costituiscono la risposta allo stress. Questo complesso meccanismo di risposte è organizzato dal cervello, il quale lo fa attraverso due canali di comunicazione: a) le fibre nervose del sistema nervoso autonomo che raggiungono gli organi in periferia e b) l’immissione nel circolo sanguigno di ormoni (ad es. l’adrenalina). La risposta da stress è, dunque, una risposta d’emergenza che consente alla gazzella di salvarsi la vita.

Per noi esseri umani le cose sono più complicate. Abbiamo infatti mantenuto lo stesso tipo di risposta agli “stressor”, anche se questi ultimi sono diventati molto numerosi e raramente sono minacce alla nostra vita. Per cui, se dobbiamo parlare di fronte a un pubblico (stressor) e non siamo abituati, il nostro organismo si attiva così come farebbe se ci inseguisse un leone. Addirittura (per l’approccio cognitivo in realtà questo aspetto non è così sorprendente), il solo pensiero di dover parlare in pubblico (in questo caso lo “stressor” diventa il pensiero) può attivare la risposta da stress. Nella savana gli “stressor” durano molto poco: la gazzella o si salva grazie a una sgroppata oppure viene uccisa. Per noi esseri umani possono esserci “stressor” che durano mesi oppure anni (pensate a una relazione coniugale infelice o a una condizione disagevole sul lavoro). Ci si trova così ad attivare il corpo come se ci fosse un’emergenza costante. A lungo andare la risposta allo stress può diventare dannosa: pensate al fatto che se si deve scappare da un pericolo mortale avere la pressione arteriosa a 180/100 è molto adattivo,ma averla tutti i giorni a 180/100, per mesi, perché in ufficio litighiamo costantemente con i colleghi, può essere veramente dannoso per la salute. Ne consegue che lo stress psicologico nell’uomo, può, a lungo andare, procurare dei seri guai fisici.

Ecco che lo stress non è più qualcosa di misterioso, una scusa usata da certi medici. Lo stress è qualcosa di molto concreto, una risposta fisiologica dell’organismo a un evento perturbante. Molto importante, poi, il fatto che la risposta da stress può essere attivata da fattori sociali (ad es. la nostra condizione lavorativa) e psicologici (ad es. la preoccupazione per un esame). Mente e corpo non sono separati, ma fortemente collegati. Non possiamo più pensare che una malattia del corpo sia solo una malattia del corpo, così come le malattie della mente si curano anche prendendosi cura del corpo.
 

Che cosa fare:
Abbiamo visto che lo stress psicologico cronico può essere dannoso anche per il corpo. L’intervento Cognitivo-Comportamentale è molto utile nel gestire lo stress psicologico in quanto:

aiuta la persona a valutare in modo più funzionale le situazioni stressanti così da ridurre la risposta allo stress;

fornisce strategie di problem solving per la risoluzione strutturata dei problemi;

utilizza tecniche di rilassamento, come il rilassamento muscolare progressivo, che contribuiscono ad abbassare il livello generale di tensione.



Dott. Flaviano Canfora
Modena (MO)

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