In asilo di mio figlio ci dicono che fa scarabocchi

davide

Buongiorno. in asilo, di mio figlio Giovanni (nato ad 8 mesi ad agosto 2011) ci dicono che fa scarabocchi, invece di disegni compiuti e che non colora bene come gli altri bimbi, ne' fa attività ginnica, se non sollecitato e seguito. ma davvero conta che ogni bimbo faccia copia e incolla? il bambino, per vari motivi (postura e dieta), è stato visto da un neurologo e da un pediatra a piu' riprese e entrambi lo hanno definito senza alcun problema, dal punto di vista psicomotorio e relazionale. A casa disegna, colora, salta, balla al suono delle canzoncine dell'asilo (anche quando, per motivi legati al lavoro di noi genitori , è con i nonni) sara' il caso di cambiare asilo (penso che, vista l'eta' avanzata delle insegnanti, le metodologie sono rimaste indetro..) o di preoccuparci davvero per un bimbo sereno e intelligente (coniuga già i verbi nel parlare, ad esempio..)? a maggior ragione visto che queste osservazioni vengono fatte, dalle suore dell'asilo, a noi 2 genitori in presenza dei bimbi (che chiamano Giovanni 'scarabbocchione', forse perchè lo han sentito dire..). grazie per il supporto.

9 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile sig. Davide, credo che la storia di ogni bambino sia originale e ognuno abbia caratteristiche peculiari, che spesso i grandi tendono a voler incasellare dentro categorie ben definite e classificabili, solo per una maggiore semplificazione. Siamo in un'epoca di maggiore attenzione verso ogni differenza dalla "norma", e subito si tende a voler inquadrare dentro categorie diagnostiche ogni differenza individuale. Francamente se il bambino risulta socievole, allegro, riceve le giuste attenzioni, i giusti contenimenti e perdipiù altri specialisti non riscontrano nulla di anomalo, lascerei da parte le preoccupazioni e attenderei quantomeno l'inizio delle elementari.

Auguri per tutto, mi faccia sapere

Dott.ssa Federica Giromella

Dott.ssa Federica Giromella

Roma

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Buongiorno, 

lei ha già posto molti elementi riguardo la situazione e ha cercato di renderli oggettivi (le maestre sono vecchio stampo, a casa il bambino svolge tutte le attività che le insegnanti indicano come carenti, degli specialisti hanno definito il bambino normale da un punto di vista neurologico). E' importante che voi siate convinti della normalità del bambino, ma  mi verrebbe da approfondire l'aspetto relazionale ( il bambino, al di fuori dall'asilo,  gioca con altri compagnetti? in che modalità?). Tolti questi dubbi, si tratterebbe di avere un colloquio con le maestre chiedendo che si eviti di utilizzare nei confronti del bambino certi appellativi che probabilmente possono essere la causa dell'inibizione del bambino a scuola.

Saluti

Gentile papà, direi che ci sono tutti i presupposti per stare tranquilli, confermati peraltro dal pediatra e gli esperti che hanno visitato il bambino. I bambini hanno tempi diversi, non è possibile ridurre il loro sviluppo a schemi rigidi e qualità le maestre non fossero in grado di accogliere queste diversità / caratteristiche e mantenere un ambiente sereno e accogliente sentitevi liberi di valutare un cambio scuola.

Gentile papà, se le valutazioni degli esperti sono avallate da un aspetto sereno del bambino, le direi di non preoccuparsi. Se invece il bambino manifesta insofferenza per la scuola, malesseri o altro allora la questione va approfondita e lo scarabocchio a scuola potrebbe indicare un disagio, altrimenti potrebbe essere una piccola affermazione di personalità in un ambiente che magari sente un po' oppressivo.

Dott.ssa Patrizia Mattioli

Dott.ssa Patrizia Mattioli

Roma

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Gentile Davide,

mi sembra che la questione non riguardi tanto lo sviluppo psicologico del bambino, giudicato corretto e nella norma dalle figure preposte a tale ruolo, quanto le modalità educative delle insegnanti dell’asilo, forse in buona fede ma evidentemente poco accorte nel rispettare la sensibilità del piccolo. Se nota in suo figlio segni di disagio e riluttanza a recarsi all’asilo, prenda in considerazione anche la possibilità di cambiare la scuola.

Un cordiale saluto

Dott.ssa Caterina Carloni

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Roma

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Egregio signor Davide premesso che il disegno ha un significato importante ad ogni tappa evolutiva del bambino che  già a 2 anni/2 anni e mezzo inizia a fare gli "scarabocchi" dimostrando una presenza di intenzionalità rappresentativa e solitamente a 4 anni esce da tale fase per entrare in quella figurativa in cui il bambino inizia a rappresentare anche un abbozzo di figura umana.  Ora quanto suddetto si può tenere in buon conto ma soltanto in linea teorica poichè nella fattibilità pratica non siamo tutti uguali ed ogni tappa evolutiva può variare (nei tempi e nelle modalità) da soggetto a soggetto. Per quel che riguarda il piccolo Giovanni, voi genitori dovete sentirvi confortati dai pareri del neurologo e pediatra che non hanno riscontrato problematiche sotto gli aspetti psicomotorio e relazionale. Il mio consiglio è quello di fare esercitare un po' il bambino sul disegno magari standogli a fianco e facendo qualcosa insieme a lui, che a lui piaccia, scelto da lui. Dovete cercare di farlo interessare al disegno;  dovreste provare a farglielo fare come un gioco e non come un compito. Piano piano potrebbe appassionarsi e imparare a disegnare e colorare meglio di ora. Purtroppo nelle scuole non vi é la possibilità di seguire un bambino ad personam,  per cui i genitori alcune volte devono sopperire a tale carenza. Devo precisare invece che è senz'altro il caso che -  con le dovute ed adeguate accortezze - dovreste chiedere alle maestre che non permettano ai bambini di 'etichettare' Giovanni come lo 'Scarabocchione' questo è un compito che rientra nel loro ruolo di educare!! ricordando che anche i bambini piccoli hanno  il diritto-dovere del rispetto reciproco. Sperando di esservi utile vi saluto cordialmente  

Gentilissima, dalle sue osservazioni mi sembra di cogliere una duplice posizione: da una parte la famiglia e gli esperti che dicono che Giovanni non ha alcuna difficoltà, dall’altra le maestre che segnalano delle problematiche, che fra l’altro a casa non sembrano manifestarsi. Francamente non conosco Giovanni e non ho strumenti per valutare aspetti del suo sviluppo psicologico, né lo scarabocchio o il non fare ginnastica sono aspetti sintomatici. Sembrerebbe più preoccupante il clima di sfiducia che si è venuto a creare e che di certo non fa bene a Giovanni. Lei fa riferimento a un’etichetta con cui il bambino già a questa età viene definito. Lo “scarabocchione” sembra un personaggio da fumetto o d’ animazione (anche simpatico se non fosse riferito a un bambino vero!!!!!) che se si irrigidisce, potrebbe rischiare di perdere di vista il bambino reale, con le sue sfumature e potenzialità. Per accompagnare un bambino nell’esplorazione e nella crescita occorre aprire spazi, rispettare tempi e modi, dare ascolto alla soggettività. Credo sia importante che come genitori valutiate se ci sono i margini per ripristinare (se mai ci sia stato prima!)un rapporto di fiducia con la scuola, basato sul dialogo, la collaborazione e che vada nella direzione di mettere Giovanni al centro, al di là di diagnosi o etichette. Di certo il bambino ha bisogno di sentire adulti affidabili che camminano insieme per accompagnarlo nella sua crescita.

In bocca a lupo e un cordiale saluto 

Gentile papà comprendo bene che per i genitori non esistono manuali e le scelte per il bene dei figli non sono facili da prendere. Il disegno del bambino percorre una serie di  tappe legate al percorso evolutivo di ciascun individuo. Come psicologa dell'età evolutiva (che è spesso a contatto con le maestre) mi chiedo cosa si intende con l'espressione "disegni incompiuti". Attualmente Giovanni ha 4 anni e 5 mesi, perciò dovrebbe aver raggiunto degli step precisi in diverse aree della motricità grossolana e fine, del linguaggio, etc. Lo sviluppo delle abilità grafo-motorie è complesso, ed inoltre è anche il riflesso di altre dimensioni che evolvono in ogni bambino. Le tappe evolutive non vanno interpretate con troppa rigidità e bisogna sicuramente chiedere alle maestre di evitare gli appellativi perchè inutili e dannosi, ma bisogna tener presente che le maestre hanno anche un'esperienza di tanti anni (quindi hanno potuto osservare molti bambini), e per il bene di Giovanni occorre stabilire un rapporto di fiducia. Avete tutto il tempo necessario per intervenire con calma e valutare se c'è effettivamente una difficoltà oppure no.

Mi sembra che la consultazione del pediatra e del neurologo abbiano dato dei responsi positivi, ma allo stesso tempo, come specialista nell'area dell'apprendimento vi consiglio, in caso di necessità, di consultare uno psicologo (specializzato nella valutazione dell'età evolutiva) o un neuropsichiatra infantile, perchè la valutazione di queste aree segue dei protocolli diagnostici. 

Sperando di essere stata utile a voi e a Giovanni vi auguro di fare la migliore scelta per lui

Gentile Davide,

penso che sia importante tenere conto dell'opinione delle insegnanti senza perdere di vista che il loro compito non prevede competenze di tipo psicologico/diagnostico e che talvolta la preoccupazione di una maestra è quella di non riuscire a "portare avanti la classe".

Mi perdoni per questa opinione così diretta ma comprendo le preoccupazioni di un genitore che si sente dire che suo figlio ha un comportamento diverso dagli altri bambini. E comprendo le conseguenze di tutto questo su un bambino che si vede portare da un esperto ad un altro e osservato con attenzione in tutto ciò che fa.

Ciò che spesso viene considerato anomalo e "da medicalizzare" è parte di un normale processo di crescita.

E' opportuno mantenere un'attenzione discreta e costante e impegnarsi affinché il bambino viva in un ambiente sereno e nel caso certi aspetti comportamentali si mantengano o peggiorino nel tempo, (ad esempio assumano la forma di un atteggiamento oppositivo o iperattivo) approfondire.

E' possibile che il bambino non sia interessato a disegnare in classe perché si sente chiamare "scarabocchione" per esempio? E che questo appellativo gli sia stato attribuito troppo frettolosamente? 

Ogni bambino ha i suoi tempi e le sue attitudini e necessita di un tempo per esprimersi. 

Le consiglio di concedere un pò di tempo a questa situazione e di non preoccuparsi per il momento.

Le faccio i miei auguri e resto in ascolto.