Pensieri ossessivi

La mia vita sta andando lentamente in nessun posto.

Dave

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Salve a tutti, mi chiamo Davide e ho 29 anni.

Non è facile per me scrivere e parlare sinceramente della mia condizione esistenziale, ma credo che sia arrivato il momento di chiedere aiuto (date le mie nulle risorse economiche ho cercato di chiedere aiuto presso l'ASL, ma ho anche saltato il primo appuntamento). Sprecare la vita e i propri anni penso sia l'errore più grande che possiamo commettere, solo che a parole è facile a dirsi...mentre nei fatti vivo una specie di NON vita. Penso solo al fatto che ai tempi della quarantena ero felice di dover stare dentro casa, in modo da evitare gente e impegni o semplicemente uscire.
Comunque, nel mio piccolo, le mie piccole soddisfazioni me le sono tolte. Ma la cosa che più mi sento rimproverare è che non mi valorizzo abbastanza, sprecandomi inesorabilmente.
Ma ci sono tanti fattori che condizionano le mie giornate. Fattori che quasi nessuno conosce.
Fin da piccolo (o comunque da un certo punto della mia vita) ho sempre sofferto d'ansia (e di obesità). Ansia (mista a scarso impegno) che ha condizionato per sempre la mia esperienza scolastica. Infatti, non ho finito le scuole superiori e questo per me (e i miei genitori) è stato un motivo di assoluta vergogna. Per la vergogna ho iniziato a mentire con amici e conoscenti, dicendo di aver conseguito il diploma (in realtà questo circolo vizioso è nato da mia madre, appunto per la vergogna).
Da questo momento in poi nulla è stato come prima: ho passato periodi tra la completa solitudine e periodi in qui mi sono rimesso in gioco, ritrovando giri di nuove amicizie e le mie prime esperienze sessuali -abbastanza tardive- (avevo tipo 22 anni). Per l'ansia, comunque, penso di soffrire anche di eiaculazione precoce.

Ora tutti i nodi sono ritornati al pettine. Si cresce e le prospettive e i bisogni cambiano. Inizio a pensare, in modo abbastanza ossessivo, al mio futuro. E lo vedo nero e senza speranze.
Mi ritrovo alla soglia di 30 anni senza un titolo di studio, perenne disoccupato e comunque con scarse esperienze lavorative. Una condizione che inizia a tormentarmi.
Non sono più sereno, ho difficoltà ad alzarmi la mattina e non ho motivazioni di nessun genere. Le passioni di un tempo iniziano ad affievolire. Mi sento stanco e penso sempre.
Inizia a comparire l'insonnia (che non ho solo quando mi capita di bere - a proposito, l'alcool non mi dà più il bell'effetto di una volta-), e spesso ho paura ad addormentarmi per timore di morire nel sonno. I miei pensieri, infatti, sono per il 90% negativi e mi capita sempre più spesso di sognare cimiteri e morti.

Ringrazio chiunque mi risponderà.

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Dave, la sua vita può essere ripresa da lei, che ne ha il timone, già da domani. Capisco non sia facile ripartire, ma è molto importante per lei rendersi conto dei grandi condizionamenti che ha avuto e che l'hanno frenata. La paura della vergogna è a mio avviso la paura da cui si è lasciato maggiormente condizionare. Che è in realtà la paura di sentirsi giudicato. Ma da chi devo sentirmi poi giudicato, si faccia questa domanda. Anche la famiglia in qualche modo l'ha condizionata, forse più sua madre. Ma da oggi può ripartire se vuole, trovandosi un lavoro (e se proprio lo vorrà esistono corsi serali per adulti. Se ci terrà ad avere il.suo diploma), e casomai facendosi aiutare in un breve percorso psicoterapico.Proprio perché è vicino ai 30 anni, sta facendo questo bilancio della sua vita. Ma non è affatto tardi per ripartire.


Le faccio tanti auguri 


 


dr.Cameriero Vittorio 


 


Le auguro 

Salve Dave, la sua vita può essere ripresa da lei, che ne ha il timone, già da domani. Capisco non sia facile ripartire, ma è molto importante per lei rendersi conto dei grandi condizionamenti che ha avuto e che l'hanno frenata. La paura della vergogna è a mio avviso la paura da cui si è lasciato maggiormente condizionare. Che è in realtà la paura di sentirsi giudicato. Ma da chi devo sentirmi poi giudicato, si faccia questa domanda. Anche la famiglia in qualche modo l'ha condizionata, forse più sua madre. Ma da oggi può ripartire se vuole, trovandosi un lavoro (e se proprio lo vorrà esistono corsi serali per adulti. Se ci terrà ad avere il.suo diploma), e casomai facendosi aiutare in un breve percorso psicoterapico.Proprio perché è vicino ai 30 anni, sta facendo questo bilancio della sua vita. Ma non è affatto tardi per ripartire.


Le faccio tanti auguri 


 


dr.Cameriero Vittorio 


 


Le auguro 

Buonasera Davide. La ringrazio per aver riportato cose molto intime e personali. È sempre difficile farlo.


Proprio per il grado di intimità, ritengo che sia più opportuno e rispettoso poterne parlare persona, mi contatti.


In questo modo potremmo parlarne in maniera più profonda e cominciare a comprenderne il perché e come poter gestire queste situazioni. Attendo sue notizie.


A Presto

Gent.le utente, non è mai tardi per prendere in mano la propria vita, a 29 anni proprio no. La paura di vivere e di mettersi in gioco è comune a molti giovani, ieri come oggi, e l'incertezza della ns epoca storica non aiuta di certo. A volte conviene dividere lo scoglio che spaventa in tanti piccoli step successivi, quest'esercizio apparentemente banale aiuta molto a focalizzarsi sull'obbiettivo e a motivarsi man mano che ci si avvicina alla meta. Non si faccia influenzare da cosa pensano gli altri e prenda il diploma, magari seguendo dei corsi serali. Questo è il primo passo. Poi affronti il problema della ricerca di lavoro con metodo e razionalità, senza scoraggiarsi e senza temere gli inevitabili rifiuti e tenendo conto delle sue attitudini e risorse. Se crede, si faccia supportare da uno psicologo, magari rivolgendosi ai servizi pubblici, tipo consultori, sportello giovani, associazioni varie. Vedrà che mettendosi in gioco acquisirà la sicurezza che le manca e gestirà meglio l'ansia che l'attanaglia. Il fare vince inevitabilmente sul rassegnarsi passivamente, qualunque sia il percorso che deve percorrere. Mille auguri e buona vita!

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