Adolescenza

Problemi con mio figlio 15enne

Katy

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Salve, sono una mamma di 37 anni separata con un figlio di 15 e mezzo, è sempre stato un bambino sensibile ubbidiente autonomo super...e praticamente cresciuto sempre con me anche prima di separarmi non aveva tanto rapporto il padre. Dall'anno scorso non ci troviamo più, lui e bravo intelligente e più matura della sua età ...fuori lo adorano tutti ..ma a casa con me da 2 anni non ci capiamo ha lasciato il suo sport senza motivo ....ha tirato su muri ...a volte si apre ma poi subito dice che io non capisco niente ..che non me ne frega niente di lui ecc ...io ho un difetto ..che tendo a essere molto litigiosa e aggressiva nelle discussioni....però ho cominciato ad essere più calma da quando lui ne approfitta per cercare litigio. Ieri è successa una cosa molto strana che mi ha lasciato senza parole ..ha preso l'ennesimo 3 a scuola ..e io non capisco il perché ....e neanche i prof, ogni volta che ha qualcosa che non va io penso che me lo riferisce con i brutti voti. A questo 3 in storia ho reagito male chiedendo spiegazioni e mettendolo in punizione che non uscirà più per 2 settimane. Chiedendomi telefonicamente il permesso per andare a comprare un quaderno è uscito e non e più rientrato, telefono spento. Sono andata a controllare il campo vicino a casa della nonna ed era lì con degli amici. La cosa che non mi aspettavo e che appena mi ha visto è scappato correndo e si e nascosto tutta la serata per poi avvisare mia mamma e andare da lei dicendo che a casa non vuol ritornare. Io lì per lì ero molto arrabbiata ma tanto delusa e non sono andata a prenderlo, l ho chiamato in tarda serata e lui mi ha detto che rientrava all'indomani. E' rientrato carico carichissimo di rabbia ..dentro ...sta cercando  qualsiasi cosa per litigare, probabilmente per sfogare ...il mio compagno ci ha parlato ..e mio figlio ha detto: a scuola mi trovo bene adesso ma il problema è mia mamma ma non mi va di parlare con lei non capisce non mi ascolta ....io non so come comportarmi con lui ..perché fino ad oggi il problema è stato solo la scuola che voleva cambiare o le sigarette che trovo nello zaino....ma penso ci sia dell'altro nei miei confronti ...ora sto facendo passare qualche giorno per fargli scaricare la rabbia dentro, per poi cercare di parlarci ...che posso fare ?

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Katy,


ciò che lei descrive mi sembra sia un classico esempio di come l'adolescenza rappresenti una fase evolutiva molto complessa e delicata. I ragazzi a questa età si trovano a dover affrontare una serie di cambiamenti importanti, cambiano i bisogni, cambia il corpo, cambiano i desideri, cambia anche la relazione con i genitori. Ciò vuol dire, spesso, che c'è bisogno anche di litigare un pò con i propri genitori, è una fase caratterizzante dell'adolescenza. 


Attraverso le discussioni con i genitori, i ragazzi vogliono comunicare agli adulti che non sono più dei bambini e che cominciano ad avere idee e ragionamenti "propri". Hanno bisogno di manifestare, a volte "gridando" che stanno crescendo.


Difficile è il compito dei genitori, che devono trovare la giusta distanza, nè troppo vicini, nè troppo lontani.


Come?


Prendendosi del tempo per osservare i propri figli nella crescita, trovando il modo di parlare loro (quando anche loro si rendono disponibili!), riconoscendo il ruolo educativo fondamentale che hanno.


L'adolescenza è una sfida, per i ragazzi, ma anche per i genitori!

Gent. sig.ra, l'adolescenza è un impegnativo giro di boa sia per i figli sia per i genitori. I ragazzi devono affrontare, oltre al cambiamento fisico, anche un cambiamento psicologico che li trova spiazzati, il desiderio di autonomia, la difficoltà di aderire a comportamenti più maturi per i quali non si sentono ancora pronti. Il genitore non sa bene quanto può dar fiducia al figlio, e si oscilla tra il trattarli da bambini e da giovani adulti trovando spesso, come nel suo caso, polemica ribellione.


Comprendo benissimo le sue difficoltà e la sua amarezza. Metta bene in chiaro che il rispetto verso di lei è fuori discussione al di là di qualsiasi sentimento lui provi verso di lei.


E poi? Autorevolezza: cioè dare regole che vanno rispettate con fermezza e cercando di mantenersi il più possibile calma, senza farsi scalfire dalla inconsapevole crudeltà dell'adolescenza, e mettendo in chiaro che la sua fiducia va conquistata, che lei come madre non ha il dovere di dare gratis.


Non si stanchi di parlargli, anche se le pesa oltremodo trovare resistenza e rabbia, e di osservare con discrezione chi frequenta. Se può, si faccia aiutare da un professionista, non penso affatto che per lei sia un periodo facile.


Lei dice che non ha rapporti col padre, vuol dire che non è presente nella vita del figlio? Se non è così, deve far valere ora più che mai il suo ruolo di padre, che è diverso dal suo ma molto importante. Altrimenti, sarebbe auspicabile che vi fosse una figura maschile che suo figlio sentisse come riferimento al fine di confrontarsi come maschio.


Mi riscriva, se crede. Un caro saluto

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