Attacchi di panico quando scoppiano petardi, palloncini, musica ad alto volume

Claudio

Salve. Abbiamo un problema con nostro figlio. Si chiama Flavio e ha 5 anni. Ed è figlio unico. noi abbimo 40 anni. Allora, il bambino da tempo manifesta degli attacchi di panico in situazioni che hanno come comune denominatore lo scoppio di petardi, palloncini, o musica ad alto volume, insomma rumori comunqeu violenti. Le sue reazioni sono pianto e talvolta convulsioni o come all'ultimo capodanno vero e proprio terrore. Questi attacchi durano fino al perdurare dei rumori, a spesso quando questi cessano il bambino torna a giocare con gli altri come se non fosse successo nulla. noi continuiamo comunque a portarlo a feste e quant'altro ma non sò se stiamo sbagliando. Ovviamente parliamo con lui cercando di spiegargli e domandandogli di cosa esattamente ha paura. Lui dice che lo scoppio di palloncini o petardi gli fò tanto male alle orecchie. Abbiamo fatto fare anche delle analisi all'udito per vedere se aveva delle sensibilità particolari ma niente di tutto questo. Il nostro pediatra ha parlato di una forma di bassa tolleranza alle frustrazioni. Vi chiedo gentilmente un parere

10 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Claudio, direi che è impossibile poter definire cosa succede a suo figlio senza osservare le manifestazioni sintomatiche che presenta in alcune situazioni e senza capire se questi "sintomi" siano legati a situazioni particolari o siano la risposta del bambino a un disagio interiore. Che cosa intende per attacchi di panico? E come si manifestano le convulsioni? Sono legate al terrore che prova il bambino in conseguenza a rumori violenti oppure sono scosse involontarie in tutto il corpo? Per procedere, penso sia opportuna una visita presso un neurologo che possa fare una diagnosi differenziale, perlomeno escludere l'insorgenza di un qualche disturbo di tipo organico. Se il bambino sta bene, sarebbe opportuno definire con uno/a psicoterapeuta, quali sono le frustrazioni che il bambino non riesce a tollerare.
Dott.ssa Mirella Caruso

Dott.ssa Mirella Caruso

Roma

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Buongiorno. Quello che mi sento di dirvi, nei momenti in cui il bambino manifesta queste reazioni a rumori forti, è di abbracciarlo, in modo che si sente al sicuro e non solo. Per eventuali resto a disposizione.
Salve Claudio, probabilmente il suo pediatra ha ragione, ma io in casi come quello del suo bambino prima di fare una diagnosi di questo tipo farei comunque altri approfondimenti medici, solo per sicurezza, per scongiurare dei problemi di natura biologica. Detto questo, potrebbe trattarsi di una bassa tolleranza alle frustrazioni, poichè ogni bambino ha un proprio temperamento con delle caratteristiche peculiari. Una bassa tolleranza agli stimoli sensoriali, nel caso di Flavio, a stimoli di natura uditiva, può portare il bambino allo sviluppo di fobie vere e proprie. Lei e sua moglie fate benissimo a continuare a portare Fliavio alle feste, che rappresenta un momento di socializzazione fondamentale per il suo sviluppo. Esistono delle griglie osservative per i genitori, in modo da poter valutare il livello sensoriale del bambino e stabilire poi un trattamento terapeutico graduale per far aumentare la soglia sensoriale di vostro figlio. Vi posso consigliare magari di rivolgervi ad uno psicologo dell'età evolutiva che sicuramente vi saprà guidare in questo percorso. Un caro saluto,
Gentile utente, il bambino ha avuto modo di assistere negli anni precedenti, anche subito dopo la nascita, ad eventi o discussioni che comportavano grida o rumori violenti? Nel caso potrebbe aver sviluppato una sensibilità e paura particolari nei confronti dei rumori. Difficile comunque avanzare ipotesi senza conoscere altri dati sulla struttura e la storia della famiglia. Tenga presente che comunque una sensibilità ai petardi è molto comune nei lattanti.
Dott.ssa Valentina Sciubba

Dott.ssa Valentina Sciubba

Roma

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Buongiorno Claudio, credo che per risolvere al meglio la situazione che riguarda suo figlio si debba rivolgere ad un buon centro di neuropsichiatria infantile, per una attenta valutazione. Le crisi di cui parla non sono veri attacchi di panico, ma crisi di tipo fobico, che in alcuni casi portano anche a una conversione somatica(convulsioni). Tuttavia, ripeto, vanno escluse cause di tipo fisiologico. L'intervento di uno psicoterapeuta potrà essere d'aiuto in un secondo momento, quando cioè la diagnosi avrà messo a fuoco esattamente di che tipo di disturbo si tratti. Non si capisce, qui, perché il pediatra abbia parlato di bassa tolleranza alle frustrazioni. Questa condizione non è di per sè sufficiente a spiegare quanto gli sta accadendo. Le consiglio di far effettuare la valutazione prima possibile. Molti auguri
Dott.ssa Francesca Fontana

Dott.ssa Francesca Fontana

Monza e della Brianza

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Signor Claudio, considerando che la frustrazione è la mancata gratificazione di un desiderio o il mancato soddisfacimento di un bisogno e che le frustrazioni possono essere anche di tipo fisico, ritengo che l’ipotesi diagnostica di ‘bassa tolleranza alla frustrazione e/o allo stress (aggiungo io) fatta dal pediatra possa essere presa in considerazione. Tuttavia credo che sia opportuno considerare anche la possibilità che possa trattarsi di un piccolo ‘trauma da rumore stressante’ (un vissuto di pericolo) che il bimbo può aver esperito in passato e che nessuno lo abbia notato o a cui non è stata data importanza. Il bambino - data l’età - non ha (e non aveva) ancora le adeguate risorse per elaborare e gestire in modo idoneo tale episodio e, nel momento in cui, si ripresenta un rumore simile - si può ipotizzare - che la reazione di Flavio derivi dal fatto che egli percepisca lo stesso pericolo avvertito in precedenza. In considerazione di quanto esposto consiglio di consultare uno psicologo che valuti la possibilità di un percorso atto a desensibilizzare le eventuali frustrazioni o traumi vissuti dal bambino. Sperando di esservi stata utile vi saluto cordialmente
Salve Claudia, le reazioni del piccolo Flavio ai rumori violenti del presente mi fa pensare al fatto che si riattivino nel bambino precedenti esperienze legate ad episodi “traumatici”, vissuti da spettatore o/e da protagonista nel corso dei quali è stato compromesso l’equilibrio del vissuto emozionale. Possono essere anche situazioni di forti litigi oppure un episodico incidente od anche situazioni dovute a problematiche relazionali nei rapporti educativi come ad esempio una sgridata vissuta in modo minaccioso od altro. Comunque sia, le reazioni di pianto e le convulsioni conseguenti alle situazioni del presente, nel caso in cui l’analisi all’udito risulti negativo, non vanno sottovalutate ma vanno individuate nelle sue origini, psicologiche, emotive, fisiche od altro. Pertanto vi consiglio di farvi sostenere, come genitori da uno psicologo esperto in età evolutiva. Cordiali saluti
Dott.ssa Maria Zampiron

Dott.ssa Maria Zampiron

Padova

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Salve claudio. Innanzitutto mi sento di rassicurarla in quanto il fatto che Flavio manifesti una reazione di terrore a rumori forti non significa che soffra di un disturbo da panico o che le sue crisi siano definibili attacchi di panico in quanto manca un elemento importante ovvero l'assenza di una fonte di stress o pericolo. Flavio vive questi forti stimoli come possibili pericoli per lui e quindi ha una reazione di paura. Noi adulti spesso fatichiamo a comprendere le reazioni dei piccini poiché tendiamo a interpretare razionalmente i loro comportamenti. Credo che Flavio abbia semplicemente paura. Sicuramente è particolarmente sensibile a questi stimoli ed ha una risposta amplificata. E' plausibile pensare che ci sia stata nella sua vita qualche esperienza che lo ha segnato in tal senso al punto da interpretare come pericoloso qualsiasi forte rumore. Continuare a portare il piccolo in situazioni rumorose va bene. E' molto importante il vostro comportamento in quei momenti, dovete infondergli tranquillità con reazioni serene e non preoccupate. Mettetevi con lui leggermente da parte a osservare cosa fanno gli altri, evitate inizialmente le situazioni troppo rumorose ( eviterei ad esempio petardi... Inizialmente) lui deve sentire (e non solo capire) che non c'è alcun pericolo e lo può fare sentendo la vostra tranquillità esponendosi gradualmente a queste situazioni. Un caro saluto.
Dott.ssa Giuliana Dughiero

Dott.ssa Giuliana Dughiero

Venezia

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Credo che la valutazione diagnostica debba farla un neuropsichiatra infantile. Non penso (da psicologa e psicoterapeuta) che si possa parlare di un dist di attacchi di panico a 5 anni! Inoltre la LFT (low frustration tollerance) viene usato come deficit sempre negli adulti...
Gentile sig. Claudio Apprezzo la vicinanza e i modi che lei utilizza rispetto al suo bambino, compresa anche l'esposizione ai palloncini durante le festicciole cui partecipa. Solitamente l'approccio verbale, cioè le spiegazione che lei offre al bambino, sono insufficenti a permettergli di governare il suo stato d'animo del momento. Le propongo quindi di giocare con suo figlio al gioco dei palloncini, magari inizialmente gonfiandoli molto poco, così da fare un piccolo botto. In tal modo il bambino, incuriosendosi, potrà avvicinarsi e partecipare a tale esperienza con interesse, più che con paura. Le auguro buona giornata e buona sperimentazione.
Dott. Giulio Grecchi

Dott. Giulio Grecchi

Monza e della Brianza

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