Il mio approccio

Come Counselor ad orientamento rogersiano, il rapporto che instauro con le persone che si rivolgono a me si basa su tre condizioni fondamentali: assenza di giudizio, comprensione dei vissuti e accettazione incondizionata della persona e di ciò che esprime della sua esperienza. 

Come psicologa, il mio quadro teorico di riferimento attinge al modello sistemico-relazionale. Il sintomo o il problema che mi viene presentato non assume solo una valenza clinica ma esprime una precisa richiesta di aiuto e di cambiamento che va letta all'interno di un contesto più ampio: la famiglia attuale e/o quella di origine. La lettura più ampia del sistema di appartenenza dell'individuo consente di rintracciare regole, confini, miti, mandati familiari e  vissuti che, pur essendo presenti, non sono sempre visibili e influenzano inevitabilmente le modalità relazionali, comportamentali e più in generale il modo di stare al mondo. Questo non significa che nel mio studio debba essere presente la famiglia al completo in quanto l'intervento è rivolto anche ai singoli individui o alle coppie. 

Come insegnante, dedico un'attenzione ed un interesse particolare ai soggetti più vulnerabili dal punto di vista emotivo e relazionale  ossia i bambini e gli adolescenti. Le modalità di lavoro vengono naturalmente declinate in rapporto alla loro diversa età e prevedono l'impiego di strumenti diversi (dal disegno, gioco a forme varie di arteterapia, test).

Cosa mi entusiasma di più del mio lavoro?  ...."La vita va avanti e al terapeuta resta l’entusiasmo di essere stato coinvolto in un’esperienza umana ricca di sentimenti”. (Carl A. Whitaker)