Dott.ssa Astrid Zanussi

Dott.ssa Astrid Zanussi

psicologa, psicoterapeuta, terapeuta E.M.D.R.

Fiducia e Relazione terapeutica

Buongiorno,

Il tema che portò in evidenza è “La relazione terapeutica”. Non capisco perché la mia terapeuta mi metta in difficoltà volontariamente. Mi parla che devo avere fiducia nella relazione in lei che devo aprirmi che la terapia si fa in presenza (è una fissa sta cosa della presenza) ma poi mi mette all’angolo del ring e mi colpisce. Sento il lei una totale rigidità e silenzio. Mancanza di confronto e dialogo. Io sono il paziente io sono colui che ha bisogno e son fatto male è chiaro il messaggio. Lei lavora così per cui o mi adeguo o mi cerco un altro terapeuta. Ma dico non è che perché una cosa è difficile si molla. Ma scherziamo.... e poi la stimo è una professionista de coccio!!!!! E io non sono da meno.

Mi sono aperto evidenziando gli aspetti che non so gestire. I miei limiti e difficoltà. E lei mi sta mettendo in difficoltà proprio su tali aspetti. Sono incazzato con i miei limiti frustrato dalle regole imposte dal setting ma determinato a non mollare.

Non critico le regole del setting, della relazione ma voglio capirne il motivo perché agisce così.

Sono consapevole che già di mio faccio una fatica enorme nel dare fiducia nell’aprirmi. La terapista ai miei occhi si sta dando da fare per mettermi in ginocchio. Mi fa star male. Non mi ascolta per per nulla e va dritta per la sua strada.

Non capisco il perché agisce così è cosa posso fare per creare la fiducia. Sono io che non sono capace di stare nella relazione terapeutica? Sono io che sbaglio approccio nei confronti della terapeuta? Mi domando sono un pessimo paziente perché non riesco a fidarmi della terapeuta e non comprendo le sue azioni?
Di mio ho un grosso difetto, non riesco a essere statico nella relazione con la terapeuta; sbaglio faccio errori ma voglio essere parte attiva nella relazione. Meglio chiedere perdono che permesso.

Ringrazio coloro che vorranno rispondere.

È un problema serio quello di cui parla. Sembra che più che non in una relazione di collaborazione (che è il patto terapeutico!) Lei si senta coinvolto in una lotta tira e molla. Ascolti bene se stesso senza farsi troppo influenzare da interpretazioni altrui: è convincente il risultato del vostro lavoro assieme? A volte, per il piacere di mantenere la relazione si perde di vista quale è l'obiettivo concreto che si persegue. I terapeuti sono lì per aiutare a realizzare miglioramenti di salute e benessere  condivisi. Ne parli apertamente con il suo terapeuta: il risultato del confronto deve risultarle/sentirlo convincente per sè.

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Dott.ssaAntonella Lauretano

Psicologa, Psicoterapeuta - Siena - Grosseto

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