Il mio approccio

Il mio metodo di lavoro si basa sulla psicoanalisi e, dunque, sul principio per cui la nostra coscienza è solo la punta di un iceberg ed il cambiamento comporta modificazioni profonde (ossia inconsce) del funzionamento psicologico. 

In linea generale gli obiettivi principali che perseguo assieme ai miei pazienti sono di vario tipo:

  • esplorare in profondità le fantasie, gli impulsi, i desideri, le angosce, le emozioni e favorire un punto di vista più accettante di sè stessi (rispetto alla propria "persona", alle proprie contraddizioni)
  • facilitare un contatto più autentico con le parti più profonde, inconsce e conflittuali di sé; sviluppare un contatto più complesso e psicologicamente creativo con se stessi  
  • sviluppare una visione più sfaccettata ed equilibrata delle relazioni con gli altri e del proprio mondo interpersonale
  • risolvere le situazioni critiche rispetto all'autostima ed esplorare modalità più empatiche di contatto con l'altro (più ampie rispetto ai propri orizzonti individuali)
  • costruire nuovi significati, nuovi modi di percepirsi rispetto al mondo, modi alternativi di essere rispetto a sé stessi e gli altri

Nel mio metodo di lavoro, ciascuno di questi obbiettivi dipende decisivamente dalla relazione che stabilisco con i miei pazienti. E' per me fondamentale favorire un rapporto di comprensione empatica, una relazione non giudicante con i miei pazienti. Non esistono visioni assolute di sè e del mondo. Esistono piuttosto punti di vista, significati personali attraverso i quali viviamo la nostra realtà.

Queste le caratteristiche essenziali del mio modo di lavorare attraverso il metodo psicoanalitico.

Qui di seguito troverete alcune domande e risposte su particolari concetti psicoanalitici chiave che, se volete, potete consultare per chiarire alcuni punti su cui è bene fugare ogni dubbio:

1. La psicoanalisi esplora esclusivamente il proprio passato? 

No. Il focus sul passato è parte necessaria della psicoanalisi ma non sufficiente. Fondamentale è l'esplorazione psicologica del presente, "qui ed ora"

2. La psicoanalisi consiste in tre o quattro sedute settimanali?

Tale questione è molto dibattuta nel mondo scientifico e non esiste una risposta certa. Nel mio metodo di lavoro mi concentro sopratutto sull'esplorazione dei pensieri, dei sentimenti e delle azioni della persona, ricercando gli schemi e i significati emotivi di questi schemi. La frequenza delle sedute può variare da una a più sedute a settimana. Non conta tanto questo aspetto per me. Ciò che conta è la ricerca degli schemi e dei loro significati affettivi per i miei pazienti.

3. Gli psicoanalisti stanno sempre in silenzio quando lavorano con i pazienti?

No. L’epoca dell’analista silenzioso è ormai tramontata. Gli analisti sono esseri umani proprio come le persone con cui lavorano.

4. In psicoanalisi è obbligatorio per i pazienti distendersi sul lettino?

Assolutamente no. Contrariamente a certi luoghi comuni, nella psicoanalisi contemporanea l’uso del lettino non è più considerato una necessità. Ciò che è veramente necessario è altro: l'ascolto dei pazienti e dei loro vissuti affettivi. 

5. E' vero che il trattamento psicoanalitico non ha mai ottenuto prove oggettive di efficacia?

No. Da anni è stato dimostrato che la psicoanalisi è efficace nel trattamento del disagio psicologico e della psicopatologia. E' stato anche dimostrato che i trattamenti psicoanalitici a lungo termine, più di altre metodologie di intervento, incidono in profondità sulla personalità dei pazienti e assicurano risultati più duraturi.