Conseguenze del bullismo in età matura

Salve, sono qui a delineare un mio problema oramai consolidato negli anni.
Da ragazzo, esattamente. In prima media sono stato oggetto di insulti, schiaffi e molestie da parte di miei compagni di classe. Purtroppo, per il fatto di essere stato sempre coccolato dalla mia famiglia sin da bambino, nessuno mi ha insegnato a difendermi e di conseguenze non ho avuto mai il coraggio di rispondere o di agire. Ho sofferto tanto e mi sono sentito sempre fuori luogo in qualsiasi occasione. Negli anni ho maturato sempre più rabbia dentro di me che non sono riuscito mai a tirare fuori. Questi episodi di bullismo mi hanno segnato nel tempo, ed oggi che ho 43 anni, ho famiglia e lavoro, mi trascino questi problemi con i colleghi. A volte quando mi parlano non riesco a stare attento e chiedo sempre di ripetere ciò che mi dicono. Oppure pur di non fare brutta figura, dico che ho capito invece no. Alcune persone, per il fatto che sono sempre disponibile ed educato mi punzecchiano verbalmente e mi chiedono sempre favori non ringraziandomi mai. Sento sempre l'esigenza di stare solo o solamente con persone che mi apprezzano per ciò che sono. Questo mi fa soffrire e far stare male, anche perché sono una persona emotiva, a volte arrossisco e non riesco ad essere veramente me stesso con tutti. Spesso mi sforzo di piacere a tutti per non deludere nessuno. Mi sento chiuso in un guscio e vorrei tanto spiccare il volo, ma non ci riesco. Ho tanta rabbia dentro che mi vorrei sfogare o fare del male a tutte queste persone che negli anni mi hanno insultato e deriso. In questo periodo sento spesso brividi, forti emozioni e piango senza motivo. Sento come se tutto stia andando a rotoli ed ho tanta paura del futuro. Mi consigliate come uscirne? Grazie.

Domanda posta da Giovanni (47 anni)

La mia risposta

Buongiorno Giovanni,

quando la paura del giudizio degli altri, oppure la paura di non saper gestire la relazione con l’altro  prendono  il sopravvento, la persona può arrivare a rinunciare o ad evitare di affrontare le situazioni che lo mettono in difficoltà, incamerando nel tempo grosso carico di frustrazione e rabbia, come sembra essere il suo caso.  

Lei collega il suo stato di insicurezza ad episodi di bullismo vissuti in giovanissima età che l’hanno portata (lo deduco dalla sintesi della sua narrazione) ad accrescere lo stato di chiusura nel rapporto con gli altri, fino a farlo sentire oggi incapace di affrontare tali situazioni.

Trovo positivo che Lei abbia fatto un’ autoanalisi sul suo stato interno attuale. La rabbia che Lei sperimenta è un’emozione importante che, se viene ben usata, le potrà essere di grande aiuto! La rabbia, infatti, va ben canalizzata in funzione del suo obiettivo: stare al mondo per come Lei intende starci! Ma per andare verso ciò che il suo sentimento di frustrazione sembra suggerirle, deve fare un passo importante: AUTORIZZARSI AL COMPIMENTO DEL PROPRIO DESIDERIO E LASCIARE NELLO SFONDO LA PAURA. La rabbia che Lei sente premere dentro è quella grande energia che, se viene ben utilizzata e canalizzata, potrà consentirle di uscire da quel cono d’ombra che a lungo le è servito per sentirsi protetto e che oggi, invece, sembra farla sentire risucchiato, creandole così un forte stress emotivo.

Tenga a mente che l’incontro soddisfacente con l’Altro è frutto di un processo che può maturare solo attraverso la sperimentazione della relazione.  Se da solo ciò Le può apparire impossibile o si sente incapace di farlo, allora non esiti a chiedere un aiuto professionale diretto, poiché con il giusto sostegno Lei  potrà conquistare quegli strumenti relazionali che finora sembrerebbero esserLe mancati.  Lei si sente pronto a fare questo passo?

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