Il mio approccio

La mia è stata soprattutto una pratica psico-educatica, dall'età di ventidue anni coordino progetti e realtà di particolare compromissione psichica e sociale.
Sono quindi un operatore di prima linea, le aree di grave disagio sono state sempre al centro dei miei interessi, anche se largamente supportata dagli studi clinici attinti dal pensiero teorico che vede in Diego Napolitani il principale riferimento, figura storica della psicoanalisi e della psichiatria fenomenologica italiana.

L'inclinazione per una pratica clinica diffusa e non solo svolta all'interno di un setting privato, mi ha spinto negli ultimi vent'anni ad aderire ad un progetto di coordinamento di una realtà Onlus del Terz'Ordine Francescano ospitante persone gravissime, in un contesto rurale dell'alta Toscana.
Quest'ultima esperienza mi è stata particolarmente cara.

Rientrata a Milano in seno alla mia comunità didattica, frequento le attività con rinnovato interesse e partecipazione. Svolgo attività clinica privata e partecipo a progettualità di quartiere di promozione sociale civile etico e religioso.

Considero la pratica clinica un percorso relazionale a quattro mani, dove l'incontro di due sensibilità può dar luogo a profonde trasformazioni, condizione e occasione per eccellenza per un grande atto creativo relativo alla propria esistenza.

Svolgo un primo colloquio per consentire una prima necessaria conoscenza reciproca e per comprendere e orientare la persona al tipo di lavoro congruo alle proprie necessità, con particolare riguardo anche alla disponibilità economica della persona.

La definizione del rapporto terapeutico e il relativo contratto potrà tenere conto di diverse variabili.

In particolari condizioni è possibile accordarsi anche per un lavoro terapeutico attraverso Skipe.

L'invito è di non temere di rivolgersi a noi specialisti in caso di particolare disagio psicologico.

Molti di noi che si offrono oggi di condividere questo percorso, hanno dovuto fare i conti spesso a partire da una grande sofferenza, con una richiesta d'aiuto che è passata attraverso un contatto, un percorso angosciato e pieno di interrogativi sul come sarà e sul che cosa accadrà, dal suono di un campanello e da una rampa di scale che conducevano ad una porta chiusa.
Buona fortuna.