Il mio approccio

La psicoterapia Cognitivo Comportamentale parte dal presupposto che le emozioni e i comportamenti delle persone sono influenzati dal loro modo di interpretare gli eventi e le situazioni. Ciò significa che non è la situazione in sè a determinare ciò che gli individui provano, ma i pensieri che fanno rispetto alla situazione stessa (Beck, 1964; Ellis, 1962).

Possiamo distinguere due tipi di pensiero: quello volontario, tipo il ragionamento, e quello involontario detto anche Pensiero Automatico. I Pensieri Automatici (ad es. "non sono in grado di fare nulla") si presentano automaticamente, in modo involontario e spontaneo in forma abbreviata, con stile telegrafico, sono fugaci e transitori. Si può trattare di frasi, parole singole o immagini, coerenti con l’assetto di personalità e con lo specifico stato affettivo del momento. I pensieri automatici possono essere considerati il livello di cognizione più superficiale, e sono il risultato di cognizioni più durature: le credenze.

Le credenze possono essere intermedie o di base (core beliefs). Le credenze intermedie sono costituite da opinioni (es. "solo io non riesco a superare questa prova"), regole (es. "devo dare sempre il massimo") e assunzioni (es. "se non supero la prova allora tutti mi derideranno").

Le credenze di base o core beliefs sono convinzioni su se stessi, sugli altri o sul mondo, sviluppate a partire dall'infanzia, e sono considerate come verità assolute, il modo in cui stanno le cose (es. "sono diverso", "sono inadeguato", "non sono amabile"). Costituiscono il livello di credenza più profondo e sono globali, rigide e ipergeneralizzate (J. Beck, 1995). 

Il modello Cognitivo ipotizza che le distorsioni cognitive siano alla base di tutti i disturbi psicologici e responsabili del protrarsi delle emozioni dolorose e della sintomatologia del paziente. Il trattamento prevede, quindi, un lavoro sui Pensieri Automatici, sulle credenze intermedie e profonde, allo scopo di regolare le emozioni dolorose, interrompere i circoli viziosi che mantengono la sofferenza nel tempo e creare le condizioni per la soluzione del problema.

La terapia cognitiva è fondata scientificamente: Studi scientifici controllati hanno dimostrato l’efficacia della terapia cognitiva nel trattamento della maggior parte dei disturbi psicologici, tra cui la depressione maggiore, il disturbo di panico, la fobia sociale, il disturbo d’ansia generalizzato, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi dell’alimentazione, le psicosi. È stato anche provato che questo tipo di terapia è efficace indipendentemente dal livello di istruzione, stato sociale e reddito della persona che richiede il trattamento.

La terapia cognitiva è orientata allo scopo: Dopo la prima fase di valutazione diagnostica, terapeuta e paziente stabiliscono insieme gli obiettivi della terapia ed il piano terapeutico da adottare. Generalmente si interviene primariamente sui sintomi che generano maggiore sofferenza e quindi possono interferire con il benessere e le risorse dell’individuo, per poi lavorare sugli altri aspetti del disturbo. 

La terapia cognitiva è centrata sul problema attuale: Lo scopo della terapia è la risoluzione dei problemi attuali del paziente e l’attenzione del terapeuta è rivolta soprattutto al qui ed ora. In modo particolare il terapeuta pone la sua attenzione su ciò che nel presente contribuisce a mantenere la sofferenza, pur considerando gli eventi passati e le esperienze infantili come utili fonti d’informazione circa l’origine, il mantenimento e l’evoluzione dei sintomi. Alcuni esempi di problemi attuali sono la riduzione dei sintomi depressivi, la gestione dell’ansia che porta agli attacchi di panico e la risoluzione dei comportamenti compulsivi.

La terapia cognitiva è basata sulla collaborazione attiva tra terapeuta e paziente: Terapeuta e paziente collaborano costantemente ed attivamente per comprendere il problema e sviluppare delle strategie adeguate al padroneggiamento della sofferenza generata dal disturbo. Entrambi decidono l’argomento della seduta e lavorano per identificare, mettere in discussione e sostituire i pensieri disfunzionali che portano allo sviluppo dei problemi emotivi.

La terapia cognitiva utilizza un molteplicità di tecniche: La terapia cognitiva fa uso di una serie di tecniche che servono a gestire gli stati emotivi dolorosi del paziente. Le tecniche che vengono utilizzate variano in base al tipo di problema presentato e alla fase della terapia. 

La terapia cognitiva mira a far diventare il paziente terapeuta di se stesso: Il terapeuta istruisce il paziente sulla natura del suo disturbo, sul processo della terapia e sulle tecniche cognitive e comportamentali. Il paziente, quindi, viene allenato a prendere consapevolezza del proprio funzionamento mentale e ad utilizzare le tecniche apprese durante il percorso di psicoterapia per gestire la propria sofferenza. L’acquisizione delle abilità di gestione delle emozioni dolorose permette al soggetto di beneficiare del trattamento anche dopo la conclusione della terapia.