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Dott.ssa Simona Di Meglio

Psicologa e psicoterapeuta in formazione

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Da un po' di tempo ho pensieri negativi nella testa che mi impediscono di stare bene

Salve scrivo perché sento il bisogno di sfogarmi e esternare quello che provo ma non riesco a farlo con le persone dal vivo. Da un po' di tempo ho dei momenti in cui mi sento molto triste e la mia testa è invasa da pensieri e scenari negativi che mi fanno sentire come se non sarò mai felice, e a questo si uniscono anche pensieri suicidari ma rimangono pensieri, che fanno comunque male. A volte sono molto intensi che potrei cedere ma non lo faccio perché poi la mia famiglia sarebbe triste, quindi questo me lo impedisce pero allo stesso tempo non mi fanno vivere. Sento come se avessi sbagliato tutto nella mia vita e vorrei ricominciare. Tutto questo e come se fosse io stesso a punirmi e come se io non mi merito di essere felice perché ho sbagliato, o penso di aver sbagliato, e quindi mi vengono questi pensieri. sono anche ricaduto nell'autolesionismo ma non troppo.

Ti rispondo con molta attenzione, perché quello che stai descrivendo è serio e merita cura.

Il fatto che tu abbia pensieri suicidari, anche se “rimangono pensieri”, e che tu sia ricaduto nell’autolesionismo, indica che la sofferenza è intensa. Non è un capriccio della mente, non è debolezza: è un livello di dolore emotivo che sta cercando una via di scarico.

C’è una cosa molto importante però: una parte di te vuole vivere. Lo dimostra il fatto che non agisci quei pensieri perché pensi alla tua famiglia. Questa non è solo “paura di farli soffrire”, è un legame. È una parte sana che sta ancora lottando.I pensieri che descrivi — “ho sbagliato tutto”, “non merito di essere felice”, “mi sto punendo” — hanno un tono molto colpevolizzante. Quando la mente entra in uno stato depressivo o fortemente ansioso, tende a costruire una narrazione globale e assoluta: tutto è sbagliato, io sono sbagliato, non c’è futuro. Ma questi sono pensieri, non sentenze. L’autolesionismo spesso non nasce dal desiderio di morire, ma dal bisogno di interrompere un sovraccarico emotivo o di punirsi. Funziona nel brevissimo termine, ma rinforza il ciclo di colpa e vergogna dopo. È importante che tu non resti solo con questo. Ti faccio una domanda diretta, perché è importante: in questo momento hai un piano concreto per farti del male o sono pensieri intrusivi che arrivano a ondate? Se senti che potresti perdere il controllo, è fondamentale chiedere aiuto immediato — pronto soccorso o numero di emergenza della tua zona. Se sei in Italia puoi chiamare il 112 o il Telefono Amico 02 2327 2327. Se sei in un altro paese dimmelo e ti do i riferimenti giusti.

Al di là dell’urgenza, questa situazione richiede un aiuto professionale. Non perché sei “grave”, ma perché quando compaiono ideazione suicidaria e autolesionismo non è più qualcosa da gestire solo con forza di volontà. Uno psicologo o uno psichiatra possono aiutarti a interrompere questo schema di auto-punizione e a lavorare sulla colpa che senti.

Nel frattempo, quando arrivano le ondate forti:

  • sposta il focus sul corpo (respirazione lenta, acqua fredda sulle mani, camminata veloce)

  • rimanda l’azione di 10 minuti (“non ora, tra 10 minuti ci ripenso”)

  • scrivi i pensieri così come vengono, senza censura, e poi rileggili come se fossero di un’altra persona

Non devi risolvere la tua vita adesso. Devi solo superare l’ondata quando arriva.

Vorrei anche dirti questo: il desiderio di “ricominciare” non è un segno che tutto è perso. È il segnale che dentro di te c’è ancora una parte che vuole cambiare, che non si è arresa.

Se vuoi, possiamo capire meglio:
– Da quanto tempo durano questi pensieri?
– È successo qualcosa prima che iniziassero?
– Qual è l’errore che senti di aver fatto e che ti fa pensare di non meritare felicità?

Non devi affrontare questo da solo qui dentro. Parliamone.

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