Difficoltà nel primo lavoro da OSS
Buongiorno. Ho appena iniziato un lavoro da OSS in una struttura nella mia città, dove avevo fatto stage e adesso ci lavoro. Ci sono dei ma.
I colleghi, la struttura: non mi sono trovata bene. Non pretendo chissà quale trattamento, ma santo cielo, vengo sgridata per ogni cosa se faccio un errore. Si lamentano che sono lenta e che mi devo svegliare e devo essere più veloce.
Persino una collega più giovane di me, ma più esperta e con grande spocchioseria, mi ha fatto notare alcuni errori che avrei fatto, il tutto negli otto giorni in cui sono lì.
C'è stato un episodio dove ho commesso un errore grave, ma non irreparabile, e una collega mi ha urlato contro dicendo che non sono capace a lavorare, eccetera.
Questo mi rende ansiosa, nervosa e con il mio cervello che va in blocco. E mi lamento con i miei, che non sanno che fare.
Voglio cambiare struttura ma abito in un posto piccolo e non ho la macchina.
Che devo fare?
Capisco bene il tuo stato, quello che descrivi è molto stressante e può far sentire insicuri anche professionisti competenti. Quello che stai vivendo è un ambiente lavorativo molto critico e poco supportivo, e quando il feedback arriva sempre in forma negativa e urlata, è normale che il cervello vada in blocco, che compaia ansia e nervosismo e che tu inizi a dubitare delle tue capacità. In questo momento il primo passo è proteggere te stessa e la tua motivazione, riconoscendo che tutti fanno errori, soprattutto all’inizio, e che un singolo errore non definisce la tua competenza. Cerca di distinguere tra critiche costruttive, che servono a migliorare, e critiche distruttive, che mirano solo a colpevolizzare: le seconde non hanno valore per la tua crescita professionale.
Se restare lì diventa troppo pesante, puoi valutare alcune strategie pratiche. Prima di tutto, cerca di avere un confronto calmo con il responsabile o il coordinatore della struttura: spiega come ti senti e chiedi un feedback chiaro su cosa migliorare e come farlo, in modo da avere indicazioni concrete invece di critiche generiche. Poi, anche se al momento il cambiamento è difficile per motivi logistici, puoi iniziare a esplorare altre opportunità lavorative nella zona, anche con contratti a tempo determinato o part-time, così da avere un piano B senza sentirti intrappolata.
Parallelamente, è utile lavorare su te stessa per gestire ansia e blocchi: respirazione profonda, pause brevi durante il lavoro, scrivere mentalmente o su carta i compiti da fare uno alla volta, concentrandoti su ogni singola azione senza farti travolgere dal giudizio degli altri. Parlare con qualcuno di fidato, anche un amico o un familiare, aiuta a scaricare la tensione senza sentirsi giudicati.
Ricorda che all’inizio è normale sentirsi insicuri, soprattutto in un lavoro così delicato come OSS, ma questo non significa che tu non sia capace. Un ambiente sano valorizza il tuo impegno e ti permette di crescere senza farti sentire costantemente inadeguata. Con piccoli passi puoi proteggere la tua autostima e decidere gradualmente se restare o cambiare struttura.
Se vuoi, posso aiutarti a scrivere una strategia pratica giorno per giorno per affrontare questi primi mesi senza esaurirti emotivamente. Vuoi che lo faccia?
Dott.ssaSimona Di Meglio
Psicologa e psicoterapeuta in formazione - Napoli
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