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Dott.ssa Anna Lamo

Psicologa psicoterapeuta

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Come comportarmi

Ho perso mio marito da quando è nato il nostro bimbo, si è perso. Per non sentirsi inutile si è cercato un’amicizia femminile, che è diventata molto insistente nella sua vita. Questa cosa mi ha fatto molto preoccupare e stare male, tanto da litigarci tutti i giorni per quattro mesi.

Ieri mi ha detto che ha detto a questa ragazza che non si sentiranno più, per farmi sentire di essere al primo posto, ma ha cominciato a lamentarsi tutto il giorno, inveendo contro di me e dicendomi che sono la causa di tutti i suoi mali, che gli ho tolto tutto, anche quel po’ di felicità che si stava costruendo da solo.

Mi ha detto che ora non sono più una sua priorità e che la mia condanna sarà vederlo stare male tutti i giorni sul divano a fumare; che non siamo più una famiglia e che, se resta a casa, è solo per il piccolo.

Come devo comportarmi? Come posso fare a recuperarlo?

Buongiorno Eleonora, 

Quello che sta vivendo è doloroso e confuso, e merita di essere guardato con lucidità. Le strategie che si sono create tra voi — litigi quotidiani, accuse reciproche, ultimatum — sono come tirare una corda già troppo tesa: non avvicinano, ma rischiano di spezzarla. E lo strappo non fa parte del “pacchetto” dell’amore, che invece ha bisogno di spazio, ascolto e responsabilità condivisa.

Oltre a interrogarsi su come recuperare la relazione, può essere utile fermarsi e domandarsi: dove mi sono persa io dentro questa dinamica? Non è una ricerca di colpe, ma di comprensione. Nelle crisi di coppia spesso ci si muove come in una stanza buia: si urta contro i mobili e si finisce per ferirsi a vicenda pur cercando l’uscita. La psicoterapia serve proprio ad accendere la luce, aiutando a riconoscere i meccanismi che vi stanno intrappolando e a costruire modalità più sane di relazione.

Un’azione parallela che può creare dentro di sé un terreno per affrontare con più lucidità la situazione è  riprendersi degli spazi esclusivi per sé, momenti dedicati a comprendere cosa si sta provando e chi si è diventati dentro questa esperienza, cosa si desidera. Iniziare un percorso di psicoterapia può essere un primo passo concreto in questa direzione: uno spazio protetto in cui rimettere ordine nei pensieri e ritrovare il proprio centro e sentirsi sostenuti.

Se volesse iniziare da un lavoro più superficiale ma nel quale è necessaria molta perseveranza, potrebbe partire proprio dall’osservazione e dalla modifica di piccoli comportamenti quotidiani: esercitarsi nell’ascolto, scegliere momenti di dialogo non conflittuale, esprimere bisogni in modo diretto e non accusatorio. È come allenare un muscolo: gesti ripetuti e consapevoli, nel tempo, cambiano la qualità della relazione. Ciò richiede molto allenamento è facile ricadere in vecchi schemi relazionali.

Anche nelle fasi più critiche una relazione può diventare un’occasione di crescita personale. Piccoli cambiamenti coerenti, portati avanti con costanza, hanno un impatto più grande di quanto sembri. Si conceda tempo e fiducia. 

 Mi sembra che stia cercando con impegno una modalità per fare le cose nel modo più giusto possibile; al di là delle strade che sceglierà, questa sua attivazione racconta quanto tiene profondamente alla relazione

Buone cose

Dott.ssa Anna Lamo 

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Psicologa psicoterapeuta - Venezia - Padova

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