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Dott.ssa Gabriella Chiavaroli

psicoterapeuta (sistemico-relazionale)

Dott.ssa Gabriella Chiavaroli

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Dott.ssa Gabriella Chiavaroli

psicoterapeuta (sistemico-relazionale)

  • Città Sant'Angelo
  • consulenza online

informazioni su di me

presentazione

Sono la dott.ssa Gabriella Chiavaroli, psicologa clinica iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Abruzzo (n.1169) e psicoterapeuta sistemico-relazionale e famigliare. 

Lavoro nel mio studio da circa 10 anni e svolgo prevalentemente attività di psicoterapia con individui, coppie e famiglie. La mia esperienza clinica si è focalizzata in particolare sul trattamento di:

Sono la dott.ssa Gabriella Chiavaroli, psicologa clinica iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Abruzzo (n.1169) e psicoterapeuta sistemico-relazionale e famigliare. 

Lavoro nel mio studio da circa 10 anni e svolgo prevalentemente attività di psicoterapia con individui, coppie e famiglie. La mia esperienza clinica si è focalizzata in particolare sul trattamento di:

-disturbi individuali, su adulti e adolescenti; 

-problematiche relazionali, individuali e/o familiari.

La mia formazione professionale e la pratica clinica accumulata negli anni mi hanno consentito di trattare psicoterapeuticamente situazioni di vario tipo: disturbi d'ansia; disturbi dell'umore; disturbi alimentari; disturbi psicosomatici; dipendenze; conflittualità genitoriale; conflittualità di coppia; crisi individuali e/o famigliari nelle fasi di passaggio (adolescenza, matrimonio, genitorialità, separazione, lutti); ritiro sociale; conzioni di sofferenza emotiva  e psicologica legate alla pandemia da covid 19.

APPROCCIO AL PAZIENTE:

Accolgo il paziente in un primo colloquio conoscitivo di consulenza, a mio parere particolarmente utile per lasciare alla persona l’occasione di valutare l’impatto emotivo della stanza e della relazione con me. Durante questo primo incontro cerco di conoscere chi ho davanti, facendomi guidare da empatia e interesse, e ascolto attentamente la richiesta. E’ una richiesta per sé? Per un componente della famiglia? Per la coppia? Per tutta la famiglia? Solo dopo aver valutato tutte le sfumature, propongo un possibile lavoro terapeutico, non perdendo mai di vista che la grande protagonista rimane sempre e comunque la persona. Chi richiede aiuto assume un ruolo attivo nel suo processo di cura. Il terapeuta diventa uno strumento, che mette a disposizione la sua pratica e il suo sapere per il miglioramento delle condizioni di vita!

Nei casi in cui sono i bambini a presentare un malessere, si preferisce lavorare con la coppia genitoriale, prima di accogliere il minore in un eventuale setting familiare. Non seguo individualmente i bambini, che richiedono una specifica preparazione in psicoterapia infantile. Posso indirizzare l'intervento, però, sul principale sistema di riferimento del bambino stesso, la famiglia.

Per quanto riguarda gli adolescenti, invece, solitamente alterno incontri individuali a incontri con i genitori o con tutta la famiglia.

Gli eventuali sintomi sono sono un modo di comunicare un malessere. Sta a noi scoprirne il significato nascosto, trovare strategie e modi alternativi per sostituire quella comunicazione disfunzionale con una più sana, e dare il giusto spazio all’espressione delle relative emozioni.

 MODALITA' DI LAVORO:

Lavorando con le coppie e le famiglie ho potuto vedere come la stanza terapeutica a volte acquisisca il potere di:

-rimettere in circolo gli affetti e sostituire modi di comunicazione vecchi;

-sbloccare situazioni di stallo;

-elaborare vissuti traumatici

-risignificare i sintomi e riavviare processi di crescita;

-migliorare le relazioni

-dare il giusto spazio all’elaborazione delle emozioni.

Ovviamente l’intervento del terapeuta è reindirizzato ogni volta, in base alle richieste della persona e/o famiglia. La terapia è un abito che va cucito addosso a ogni specifica situazione.

Garantirsi uno spazio neutro dove poter lavorare su se stessi, sui propri vissuti emotivi e/o sulle relazioni, diventa un regalo prezioso per aprire nuovi scenari o semplicemente per migliorare la propria vita.

Le storie delle persone e le loro relazioni, le dinamiche individuali e relazionali, l’espressione delle emozioni, sono i grandi caposaldi che guidano il mio lavoro.

La psicoterapia sistemica si avvale di strumenti affascinanti: la rinarrazione della storia personale e famigliare, l’elaborazione delle fasi di passaggio, la risignificazione dei sintomi all’interno del sistema, le sculture di coppia, l’analisi e il cambiamento della comunicazione, ecc.

L’obiettivo è quello di creare un contesto di cambiamento e di apprendimento di strumenti da poter riutilizzare all’esterno della stanza.

DISPONIBILIA' AD AFFETTUARE COLLOQUI ON LINE

 

 

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il mio approccio

L'approccio teorico che mi guida nello svolgimento dell'attività professionale è quello della scuola sistemico-relazionale e famigliare. Tale modello consente di lavorare efficacemente sia con gli individui, sia con i sistemi (coppia, famiglia, contesti scolastici, contesti lavorativi), in quanto il focus del lavoro non è solo sul mondo interno dell'individuo, ma anche sulle sue relazioni significative.

L'approccio teorico che mi guida nello svolgimento dell'attività professionale è quello della scuola sistemico-relazionale e famigliare. Tale modello consente di lavorare efficacemente sia con gli individui, sia con i sistemi (coppia, famiglia, contesti scolastici, contesti lavorativi), in quanto il focus del lavoro non è solo sul mondo interno dell'individuo, ma anche sulle sue relazioni significative.

Il sintomo non appartiene solo all'individuo, ma è un modo di comunicare un malessere dell'intero sistema di riferimento. Per questo motivo l'obiettivo della psicoterapia sarà quello di dare nuovi significati ai sintomi del singolo e di attivare cambiamenti nel sistema.

Negli ultimi anni mi sono occupata soprattutto del trattamento di disturbi d'ansia, disturbi dell'umore, disturbi alimentari, dipendenze, disturbo bipolare, conflittualità genitoriale e/o coniugale, crisi di coppia; problemi relazionali; disagio giovanile, ritiro sociale; supporto nelle fasi di passaggio evolutive (matrimonio, genitorialità, lutti, separazioni, cambiamenti lavorativi, ecc.) per riordinare le emozioni ed affrontare i cambiamenti necessari.

Inoltre, in seguito all'emergenza socio-sanitaria causata dal covid, le richieste di aiuto psicologico si sono rese sempre più urgenti e necessarie.

Il mio metodo di lavoro prevede un primo incontro di consulenza, durante il quale il paziente ha l'occasione di conoscere il terapeuta e di accomodarsi nella stanza. Il primo impatto è per me molto importante, preferisco sempre che sia la persona a scegliere se inizare il percorso terapeutico con me. Se si sente a proprio agio, se mi trova accogliente ed empatica, se sente di potermi regalare "pezzi della sua storia", allora concordiamo insieme l'eventuale lavoro da svolgere. Laddove è possibile, e le circostanze lo richiedono (per i motivi di cui sopra, rispetto alla considerazione del sintomo come appartenente al sistema), cerco di allargare la convocazione ad altri membri del sistema di riferimento: coppia, famiglia. Ogni situazione va valutata con la giusta attenzione, tenendo in considerazione le necessità di chi richiede l'aiuto. Il progetto terapeutico va co-costruito insieme e la consulenza serve proprio a valutare tutti questi aspetti.

Una volta concordato il lavoro da fare, gli incontri hanno solitamente cadenza inizialmente settimanale, successivamente quindicinale, per arrivare poi a diluire ulteriormente i tempi. Anche questo aspetto va valutato insieme, in relazione alla gravità dei sintomi, all'andamento dei miglioramenti e alle effettive necessità del paziente o della famiglia.

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Formazione professionale

Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo socio-psico-pedagogico "G.Marconi" di  Pescara, mi sono iscritta al corso di laurea quinquennale in Psicolgia Clinica presso l'università "G.D'Annunzio" di Chieti. Ho conseguito il titolo nel 2005 ed ho subito iniziato l'anno di tirocinio, successivo alla laurea, per poter poi fare l'esame di abilitazione alla professione. Durante il primo semestre di tirocinio ho svolto la mia pratica all'interno di un consultorio famigliare, dove mi occupavo di osservazione e discussione di casi clinici, corsi di preparazione al parto, progetti finalizzati alla prevenzione realizzati all'interno delle scuole. Il secondo semestre l'ho svolto presso il Centro di solidarietà Ceis, all'interno di un programma (denominato "Gruppi speciali") che si occupava del recupero di adolescenti con comportamenti devianti. In questo contesto semi-residenziale ho avuto la possibilità di lavorare a stretto contatto con ragazzi che presentavano problematiche di dipendenze, primi comportamenti criminali, disagi emotivi e relazionali-familiari. Ho potuto partecipare ai gruppi di auto-aiuto e seguire i piani terapeutici stabiliti con l'intera equipe.

Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo socio-psico-pedagogico "G.Marconi" di  Pescara, mi sono iscritta al corso di laurea quinquennale in Psicolgia Clinica presso l'università "G.D'Annunzio" di Chieti. Ho conseguito il titolo nel 2005 ed ho subito iniziato l'anno di tirocinio, successivo alla laurea, per poter poi fare l'esame di abilitazione alla professione. Durante il primo semestre di tirocinio ho svolto la mia pratica all'interno di un consultorio famigliare, dove mi occupavo di osservazione e discussione di casi clinici, corsi di preparazione al parto, progetti finalizzati alla prevenzione realizzati all'interno delle scuole. Il secondo semestre l'ho svolto presso il Centro di solidarietà Ceis, all'interno di un programma (denominato "Gruppi speciali") che si occupava del recupero di adolescenti con comportamenti devianti. In questo contesto semi-residenziale ho avuto la possibilità di lavorare a stretto contatto con ragazzi che presentavano problematiche di dipendenze, primi comportamenti criminali, disagi emotivi e relazionali-familiari. Ho potuto partecipare ai gruppi di auto-aiuto e seguire i piani terapeutici stabiliti con l'intera equipe.

Completato l'anno di tirocinio, ho potuto effettuare l'esame di abilitazione alla professione e ho conseguito il titolo di psicologo iscritto all'Albo degli Psicologi della regione Abruzzo (n. 1169) nel 2007.

Subito dopo ho avviato il mio percorso di specializzazione post-universitaria presso la scuola IPRA di Pescara, per poter diventare psicoterapeuta ed esercitare la pratica clinica non solo come psicologa.

Gli anni formativi all'interno della scuola sono stati caratterizzati da attività settimanali di training in gruppo, lezioni teoriche, seminari e tirocini annuali. Il training è stato finalizzato all'acquisizione dei criteri teorici dell'approccio sistemico-relazionale, all'apprendimento della capacità di conduzione degli incontri terapeutici  e della rielaborazione del processo terapeutico generale. Sono stata guidata  verso l'apprendimento della pratica clinica grazie ad esperienze pratiche di terapie effettuate con singoli, coppie e famiglie.

Ho svolto attività di tirocinio annuali in contesti differenti: 

-centro psicodiagnostico-terapeutico Piccolo Principe (Ceis) , dove ho avuto l'occasione di osservare le varie fasi di intervento clinico a favore di minori e famiglie che vivono situazioni di disagio, svantaggio, trascuratezza, maltrattamento.

-Servizio di Neuropsichiatria Infantile, dove ho fatto esperienza di somministrazione test a bambini ed adolescenti ed ho avuto modo di seguire gli interventi (dalla valutazione/diagnosi alla terapia individuale e famigliare) svolti con i bambini e lo loro famiglie.

-Consultorio famigliare, dove ho approfondito l'esperienza riguardo le attività di prevenzione individuali e all'interno delle scuole.

- Ambulatorio di Psicologia, all'interno del quale ho avuto la possibilità di seguire terapie famigliari ed individuali, sia con la supervisione della responsabile dell'ambulatorio, sia autonomamente.

Ho completato le esperienze di tirocinio nel 2012, ma ho proseguito con un ulteriore anno di volontariato all'interno dell'Ambulatorio di Psicologia appena menzionato, per poter completare le terapie avviate durante l'ultimo anno di tirocinio, per approfonidre ulteriormente la mia pratica clinica e per mettere a servizio la mia preparazione.

Contemporaneamente ho iniziato a lavorare privatamente nel mio studio e ho conseguito il titolo di psicoterapeuta nell'Aprile 2015.

Da Ottobre a dicembre 2015 ho frequentato un corso di alta formazione in Tutor dell'apprendimento per studenti con DSA, in quanto durante gli anni della specializzazione e del lavoro privato, ho portato avanti, parallelamente, il mio lavoro di assistente all'autonomia e integrazione con alunni diversamente abili all'interno delle suole di diverso ordine e grado, per circa 10 anni (dal 2007 al 2016).

Nel 2016 ho iniziato una nuova avventura, portata avanti sempre parallelamente all'attività clinica privata: sono stata insegnante presso una scuola dell'infanzia per due anni. Mi sono occupata di attività didattiche, ludiche, ricreative e psicomotorie con i bambini della mia classe di riferimento e in intersezione con le altre classi.

Dal 2018 mi sono dedicata esclusivamente all'attività psicoterapeutica privata, non rimunciando mai, ovviamente, alle costanti attività di aggiornamento annuali con corsi, convegni, lezioni.

 

 

 

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Ambiti di intervento

Gli ambiti di intervento verso i quali il mio approccio clinico si rivolge sono prevalentemente:

disturbi d'ansia; disturbi dell'umore; disturbi alimentari; disturbi psicosomatici; dipendenze; conflittualità genitoriale; conflittualità di coppia; crisi individuali e/o famigliari nelle fasi di passaggio (adolescenza, matrimonio, genitorialità, separazione, lutti); ritiro sociale.

Gli ambiti di intervento verso i quali il mio approccio clinico si rivolge sono prevalentemente:

disturbi d'ansia; disturbi dell'umore; disturbi alimentari; disturbi psicosomatici; dipendenze; conflittualità genitoriale; conflittualità di coppia; crisi individuali e/o famigliari nelle fasi di passaggio (adolescenza, matrimonio, genitorialità, separazione, lutti); ritiro sociale.

L’intervento può essere rivolto al singolo oppure alla coppia e alla famiglia; si sceglie in relazione alla situazione clinica che si ha davanti e alla disponibilità mostrata dai pazienti ad allargare o meno l’intervento ad altri membri della famiglia.

Dalla mia esperienza clinica ho imparato quanto sia efficace allargare lo zoom al sistema di riferimento (coppia, famiglia) della persona che si è fatta portavoce del sintomo, per una serie di motivi:

- parlare direttamente ed ascoltare le richieste reciproche può sbloccare situazioni di stallo;

- si può avere l’occasione di imparare un nuovo modo di comunicare, allenandosi direttamente con il terapeuta che fa da ponte, in sostituzione di una modalità vecchia e molte volte disfunzionale o che si è irrigidita.

- si possono sbloccare situazioni affettive, ascoltando e vivendo, nel qui e ora della seduta, le emozioni, i vissuti e le considerazioni dell’altro.

- si possono rielaborare le storie accogliendo e integrando i vissuti e i punti di vista di diversi partecipanti.

- si possono “smascherare” alcuni giochi disfunzionali della coppia o della famiglia;

- si possono scoprire fraintendimenti, intorno ai quali i componenti della famiglia o della coppia hanno costruito dei muri comunicativi o relazionali che sono diventati, spesso, insormontabili senza l’ascolto attivo reciproco.

 

Inoltre la quantità di informazioni che arrivano al terapeuta, osservando direttamente la dinamica relazionale della coppia o della famiglia, gli consente di intervenire più velocemente e in maniera più incisiva.

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Esperienze lavorative

Subito dopo il conseguimento della laurea ho svolto due esperienze lavorative, di tirocinio:

-i primi 6 mesi  presso il Consultorio familiare di Montesilvano, dove mi sono occupata  di osservazione e discussione di casi clinici, attività di prevenzione sul territorio: corsi di preparazione al parto, progetti allinterno delle scuole.

Subito dopo il conseguimento della laurea ho svolto due esperienze lavorative, di tirocinio:

-i primi 6 mesi  presso il Consultorio familiare di Montesilvano, dove mi sono occupata  di osservazione e discussione di casi clinici, attività di prevenzione sul territorio: corsi di preparazione al parto, progetti allinterno delle scuole.

- i successivi 6 mesi il Centro di Solidarietà Associazione Gruppo Solidarietà CEIS di Pescara, all'interno del programma "Gruppi speciali": qui mi sono occupata dell'osservazione del percorso terapeutico e riabilitativo di ragazzi che manifestavano coportamenti devianti o primi gesti delinquenziali, partecipazione ai gruppo di auto aiuto e alle attività quotidiane dei minori nel centro semiresidenziale.

Dopo aver effettutato le esperienze di tirocinio necessarie allo svolgimento dell'esame di abilitazione, ho conseguito il titiolo di psicologo iscritto all'albo della Regione Abruzzo, n.1169.

Ho iniziato a lavorare come psicologo autonomo, svolgendo inizialmente attività di consulenza e supporto psicologico presso il mio studio privato.

Contemporaneamente mi sono inserita presso una cooperativa sociale che si occupava di assistenza scolastica all'autonomia e integrazione con alunni diversamente abili  e ho iniziato a lavorare all'interno di scuole di diverso ordine e grado. Mi occupavo di facilitare la comunicazione e l'inserimento dell'alunno, di supporto didattico, di realizzazione di progetti individualizzati relativi alle specificità di ogni singolo allievo, di programmazione didattica, (concordata con gli insegnanti di sostegno e con gli altri insegnanti della classe), di lavoro integrato di rete con la famiglia e con le altre figure educative di riferimento, partecipazione ai gruppi H. Ho svolto questo lavoro con passione e dedizione per circa 10 anni, mettendo a frutto, seppur in un contesto diverso, tutti gli apprendimenti che andavo via via acquisendo durante il mio percorso di formazione specialistico post-universitario. 

Subito dopo l'abilitazione e contemporaneamente al lavoro come assistente scolastica, ho iniziato e concluso la scuola di specializzazione sistemico-relazionale e familiare, IPRA di Pescara. 

Durante i cinque anni di training ho svolto ogni anno tirocini in diversi contesti (vedi C.V.): queste esperienze mi hanno consentito di affinare la pratica clinica e di mettere a frutto tutti gli apprendimenti teorici e i caposaldi della terapia sistemica. 

Nel 2005 ho conseguito il titolo come psicoterapeuta e ho affiancato, da allora fino ad oggi, l'attività di psicoterapeuta a quella di psicologo (che già svolgevo) nel mio studio privato.

Per un periodo di due anni circa ho svolto un'altra esperienza professionale, parallelamente all'attività clinica che non ho mai interrotto. Ho insegnato in una scuola dell'infanzia. Ho dovuto poi lasciare l'affascinante lavoro di insegnante, perchè l'impegno dei due contesti lavorativi non era più conciliabile e ho proseguito solo con la psicoterapia.

 

 

 

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motto

"Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni" P. Coehlo
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo col n. 1169 dal 18/05/2007

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aree di competenza

  • Psicoterapia individuale, di coppia e familiare
  • Disturbi d'Ansia e dell'Umore
  • Disagi esistenziali, blocchi evolutivi, superamento eventi stressanti/traumatici
  • Dipendenze (affettive, sesso, cibo, gioco d'azzardo, ecc.)
  • Problemi psicosomatici
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Supporto Psicologico Online

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recensioni dei pazienti

Carlo | 22/12/2021

paziente verificato

Professionale, seria, disponibile e empatica. La consiglio!

Letizia | 13/10/2021

paziente verificato

Dottoressa seria e competente, la consiglio vivamente.