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Dott.ssa Maria Rosaria Pascarelli

Psicologa

Dott.ssa Maria Rosaria Pascarelli

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Esame difficile e blocco psicologico

Gentili dottori, Scrivo perché stanotte, per la seconda volta, ho fatto una nottataccia perché non riuscivo a non pensare all’esame che dovrò sostenere mercoledì prossimo, l’ultimo di una lunga serie in cinque anni. Frequento il secondo anno fuoricorso di lingue e mi sarei laureata molto prima se avessi scelto una lingua più desiderata rispetto all’inglese e avessi tentato filologia romanza prima, senza ridurmi all’ultimo, ma purtroppo non è stato così e mi ritrovo a fare i conti con questo mostro. Ho tentato a febbraio di darlo, dopo solo due settimane in cui non sono riuscita a integrare correttamente i libri di linguistica di cui uno suo. e accorgendosi mi ha rimandata al prossimo appello che sarebbe stato un mese dopo. Andai lì per farmi conoscere, dirgli che era il mio ultimo esame e che desideravo materiale aggiuntivo per gli argomenti di linguistica che non riuscivo a integrare. Alla fine sono stata liquidata con frasi fredde e poco empatiche che mi aspettavo da lui in quanto tutti temono la sua imprevedibilità e rigidezza. È molto lunatico e oserei dire questa cosa mi spaventa perché forse mi metterà in difficoltà. Andai a parlare dopo il fallimento dell’esame e mi disse “deve chiedere scusa a se stessa. L’università è una sua scelta” poi però ha anche aggiunto “si deve attenere ai libri e al programma”. Successe che all’appello successivo dimenticai di prenotarmi e dopo due giorni dalla chiusura e una settimana prima dell’esame, gli mandai una mail per essere inserita senza risposta. Quindi il giorno dopo mi recai da lui a ricevimento e senza accogliermi in aula rispose “sei quella della prenotazione? No, ritorni la prossima volta”. Tentai di riprovare ma disse che sono stata negligente e quindi di nuovo non mi avrebbe accettato. Il salto d’appello prevede che sarei dovuta ritornare a giugno in sessione estiva. Eccomi qui, a pochi giorni dall’esame e tanta voglia di rimandare perché mi sembra di non sapere nulla e ho paura di dimenticare. Sono in preda a sentimenti bruttissimi. Ansia forte, insonnia, pensieri di paura e panico associati all’evento. Vorrei rimandare, ma ho paura che questo meccanismo me lo porti in avanti

Cara studentessa, la sofferenza che descrivi è molto intensa e può essere compresa come una profonda crisi della tua stabilità personale di fronte a quello che percepisci come un "mostro". L'ansia e l'insonnia che provi non sono semplici sintomi da eliminare, ma rappresentano il modo in cui ti senti rispetto a un evento imminente. Il tuo obiettivo è diventato così minaccioso da saturare tutto il tuo presente, impedendoti di vedere qualsiasi altra possibilità d'azione che non sia la fuga o il fallimento. Quando definisci l'esame un "mostro", stai descrivendo un mondo che ha perso la sua familiarità e che ti appare solo come una fonte di pericolo per la tua integrità. La tua serenità sembra dipendere totalmente dall'umore "lunatico" e dalla "freddezza" del docente. Sembra che tu ti definisca attraverso il suo riconoscimento, quando lui ti liquida con frasi poco empatiche o ti definisce "negligente", il tuo senso di valore personale vacilla.  Ti racconti una storia di fallimenti e ritardi ("mi sarei laureata molto prima se..."), e questo spazio d'esperienza negativo colora il presente di colpa e vergogna. La sensazione di non sapere nulla, nonostante anni di studio, è spesso una "narcotizzazione" dell'esperienza reale dovuta al panico.  Il desiderio di rimandare è un tentativo del tuo organismo di ri-posizionarsi per evitare un'emozione insopportabile. Tuttavia, come tu stessa temi, questo "congelamento" del progetto di sé rischia di trasformare la stabilità in una trappola. Rimandare potrebbe darti un sollievo immediato, ma affrontare mercoledì — qualunque sia l'esito — ti permetterebbe di riappropriarti della tua storia.    Un caro saluto Dott.ssa Maria Rosaria Pascarelli

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