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Dott.ssa Paola Papini

Psicologa clinica e giuridica

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Sto perdendo mio figlio adolescente

Salve, vi scrive una mamma disperata. Ho un figlio di 17 anni che da sei mesi sta con una ragazza che è solo 4 mesi più grande di lui. Abbiamo accolto questa ragazzina con molta tranquillità, ma adesso la situazione è tossica. Mio figlio, da quando sta con lei, dorme poco e male e spesso anche a scuola crolla, perché la ragazza non va a scuola ed è abituata a dormire di giorno e stare sveglia la notte.

In più lui dorme spesso fuori casa o dal fratello di lei o dalla zia di lei, con la scusa che lei gli deve tenere i bambini. Il problema è che hanno il controllo l'uno dell'altro e mio figlio non ha più amici; gli unici rimasti sono quelli di lei. Lui è poco presente in famiglia, mentre prima c'era sempre. E se lui è a casa, c'è comunque lei e non abbiamo più una privacy in famiglia. Lei gestisce ogni cosa di lui e lui fa tutto quello che le dice lei. Spesso, durante le loro discussioni, lei lo insulta pesantemente usando vocaboli orribili.

La famiglia di lei è molto assente nei confronti della ragazza, è stata sempre abituata a dormire in giro dalla compagna, dalla zia, ecc. ecc. Mio figlio pensa che sia la relazione perfetta, ma gli stanno anche cadendo i capelli. Lei lo usa per ogni cosa: farsi accompagnare, farsi prendere, per le sigarette e anche per le ricariche telefoniche che le fa mio figlio.

Noi abbiamo provato anche a spiegargli che si deve prendere i suoi spazi, ma non c'è niente da fare, non comprende. Purtroppo io però adesso sto iniziando a non poter vedere più la ragazza, perché vedo i cambiamenti negativi di mio figlio e anche il suo allontanamento da noi.

Cosa posso fare affinché mio figlio capisca che non va bene? Grazie.

In questo momento la cosa più importante è rinforzare il legame con suo figlio, non lo scontro. So che è difficile, perché quando vediamo nostro figlio cambiare in peggio l’istinto è quello di intervenire in modo diretto e deciso. Tuttavia, più lei attacca la relazione, più rischia di spingerlo a difenderla e a chiudersi. Cerchi invece occasioni solo vostre, anche semplici e quotidiane, in cui non si parli della ragazza. L’obiettivo non è convincerlo, ma mantenere aperto il canale emotivo. 

Allo stesso tempo è fondamentale rimettere confini chiari dentro casa. La privacy familiare è un diritto, non un capriccio. Stabilire regole sugli orari, sui pernottamenti e sulla presenza costante della fidanzata non significa essere rigidi o ostili, ma esercitare il proprio ruolo genitoriale. I ragazzi possono protestare, ma i confini danno sicurezza, anche quando sembrano rifiutarli.

Un altro aspetto delicato riguarda l’autonomia. Se suo figlio utilizza il proprio denaro per sostenere la ragazza può essere utile rivedere insieme la gestione dei soldi. Non come forma di punizione, ma come responsabilizzazione.

Infine, può essere utile valutare un supporto esterno per capire insieme perché suo figlio tende a rimanere o creare questo tipo di relazione. 

In questa fase il suo obiettivo non è farlo capire a tutti i costi, ma restare un punto fermo: accogliente nel legame, chiara nei confini e coerente nelle regole. Spesso è questa combinazione che, nel tempo, aiuta i ragazzi a ritrovare equilibrio.

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Psicologa clinica e giuridica - Rieti - Roma

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