logo
Dott. Riccardo Focaccia

Psicologo

Dott. Riccardo Focaccia

leggi (6)

Dott. Riccardo Focaccia

Psicologo

  • Ravenna
  • consulenza online

Cattiveria agonistica

Buongiorno a tutti. Sono mamma di un ragazzino di quasi 12 anni che gioca a calcio. Ama questo sport più di ogni altra cosa. Ha giocato 4 anni in una squadra di paese dalla quale è voluto andare via perché non si sentiva né valorizzato né apprezzato. Ha scelto una squadra molto competitiva, che ha vinto tanti tornei ..una " scuola calcio élite" dov'è il ritmo è sempre alto e la competizione è alle stelle. Ha iniziato il campionato nella squadra " b" lavorando molto tanto da passare nella squadra " a" nel giro di sette mesi. Qui però la situazione è cambiata, alterna partite piene e grinta e ritmo ad altre dove sembra non riuscire a fare nulla! Ha tanto potenziale ma sembra di mancare di sostanza e della cosiddetta " cattiveria agonistica" che ti fa lottare anche quando tutto sembra impossibile. Temo che a lungo andare questa differenza diventi un ostacolo insuperabile. Non so come trasmettergli quella cattiveria necessaria o a fargli avere quella sicurezza indispensabile per esprimersi come potrebbe fare.

Buongiorno a te. Ti ringrazio per aver condiviso questa riflessione così carica di amore materno e di attenzione verso la crescita di tuo figlio. Si sente quanto tieni alla sua realizzazione, non solo come atleta, ma come persona.

Nel mio approccio umanista-transpersonale , non guardiamo mai alla "prestazione" come a un dato isolato. Il campo da calcio, per un ragazzino di 12 anni che sta entrando nella delicata fase della pre-adolescenza, è un vero e proprio "palcoscenico dell'anima", dove vengono messe in scena le sue sicurezze, le sue paure e la percezione del proprio valore.

Tuo figlio è stato bravissimo, ha fatto un salto di qualità enorme in soli sette mesi. Questo traguardo, però, porta con sé un "carico cognitivo" nuovo: la paura di perdere il posto conquistato.

Quando un ragazzo alterna partite brillanti a partite "vuote", di solito non è un problema di talento, ma di energia bloccata . Se entra in campo con il pensiero di "dover dimostrare" o con la paura di sbagliare, il suo corpo si irrigidisce. La "sostanza" manca perché la sua mente non è nel corpo, ma è proiettata al giudizio dell'allenatore o dei compagni.

Spesso noi genitori vorremmo "iniettare" la sicurezza nei nostri figli, ma la sicurezza è un fiore che cresce solo in un terreno privo di pressione eccessiva.

Tuo figlio ha già dimostrato una grandissima forza di volontà volendo cambiare squadra e guadagnandosi la promozione in sette mesi. Ha già la stoffa del combattente. Forse, in questo momento, ha solo bisogno di sentire che può anche permettersi di essere "fragile" senza che questo rovini il suo sogno.

 

Un caro saluto, 

Dott. Riccardo Focaccia

domande e risposte articoli pubblicati

Dott.Riccardo Focaccia

Psicologo - Ravenna

  • IFS - Internal Family System
  • Arteterapia
  • Costellazioni sistemiche e familiari
  • Valutazione e consulenza psicodiagnostica
  • Life Coaching
  • Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  • Terapia focalizzata sulla compassione
  • Terapia a Seduta Singola (TSS)
  • Terapia familiare
  • Mindfulness
  • Ansia
  • Stress e Insonnia
  • Problemi di coppia
  • Problemi relazionali
  • Stress da lavoro correlato
CONTATTAMI
prenota appuntamento