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Dott. Riccardo Focaccia

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Come si può rinunciare all’ unica persona amata per 40 anni?

Mio marito ha deciso di lasciarmi. Siamo insieme da quasi 40 anni, io ho 53 anni, lui 58, due meravigliosi figli di 22 e 20 anni. Quattro anni fa mi sono resa protagonista di una vicenda assurda per me per la mia persona per la mia educazione. Ho intrapreso molteplici relazioni virtuali con altri uomini. Tramite un gioco sul telefono si passava poi a telegram e poi foto e conversazioni. Io ritoccavo le foto, mi facevo bella con filtri e posavo da vera pornodiva. Scoperta da mio marito e toltomi il telefono è tutto magicamente finito. È stato come vivere una seconda vita parallela alla reale non mi so spiegare perché. Da allora è cambiato tutto e oggi a distanza di 4 anni mi ha nuovamente rinfacciato tutto. Questo è accaduto perché noi lavoriamo anche insieme e io ho combinato pasticci sul lavoro, perciò adesso ha definitivamente deciso di finirla, mi ha detto di raccogliere le mie cose e andarmene. Il mio problema è che non riesco ad accettare che la nostra storia, emblema di romanticismo e perfezione per tutti, possa finire così. Non capisco nonostante ci ho messo tutto l’impegno, che lui non sia riuscito a superare quello che è accaduto. Lo reputo una persona intelligentissima, per me perfetto sotto tutti i punti di vista, come fa a non vedere che sono sinceramente pentita, che non è più accaduto nulla nè mai accadrà. Lui pensa che io sia solo una falsa e bugiarda, ma non è così, dice che non si fida più di me. Ed è difficile pensare che possa finire, quando poi penso che quando si è sereni e tranquilli, si va d’amore e d’accordo.

Cara Paola,

ti ringrazio di cuore per aver condiviso questo tuo dolore così immenso e lacerante. Posso solo immaginare quanto debba essere difficile e doloroso trovarsi a fare i conti con la fine di un percorso lungo 40 anni, soprattutto quando questo rapporto ha rappresentato un pilastro fondamentale della tua vita, della tua famiglia e della tua identità.

È normale che tu ti senta smarrita e disorientata: 40 anni insieme sono una vita intera, e vedere tutto questo sgretolarsi – in particolare a causa di un errore del passato che hai cercato con tutta te stessa di superare – genera un senso di ingiustizia e di impotenza.

Ti poni una domanda molto profonda: come fa una persona intelligente e perfetta come lui a non vedere il mio pentimento e a non riuscire a superare tutto questo?

Dal punto di vista della psicologia transpersonale e dell'approccio olistico, dobbiamo considerare che le ferite emotive e la fiducia non seguono le regole della logica razionale.

Per quanto tu sia pentita – e non dubito della tua sincerità e del fatto che non accadrà mai più – il tradimento della fiducia, soprattutto in una relazione che era percepita come "perfetta" e romantica, crea una ferita profonda nell'altro. La fiducia è come un cristallo: quando si rompe, anche se lo ricomponi, le crepe rimangono visibili agli occhi di chi ha subito la ferita.

Hai raccontato che questa discussione è scaturita da alcuni errori sul lavoro che gestite insieme. Spesso, quando c'è una ferita di base (la storia di quattro anni fa), ogni nuovo errore o tensione (anche lavorativa) agisce come un catalizzatore, riaprendo il dolore del passato e facendo sentire tuo marito sopraffatto, al punto da prendere una decisione drastica.

Quello che hai vissuto quattro anni fa attraverso il gioco e Telegram è stato per te una sorta di "fuga", un modo per esplorare parti di te che forse sentivi represse o bisognose di attenzione e approvazione. Comprendere perché è successo – senza giudicarti, ma con compassione – è il primo passo per integrare quell'esperienza e capire cosa mancava in quel momento della tua vita.

Accettare che una storia d'amore possa finire, specialmente quando nei momenti di serenità andate d'accordo, è una delle prove più dure da superare. A 53 anni, con due figli meravigliosi e un'esperienza di vita così ricca, non sei "falsa" o "bugiarda" solo per aver commesso un errore in un momento di fragilità. Sei un essere umano complesso. In questo momento stai affrontando un vero e proprio lutto. Il dolore che provi è la reazione alla perdita del tuo compagno di vita, della tua quotidianità e dell'immagine di voi come coppia perfetta.

In questo momento di disperazione e smarrimento, è fondamentale dedicare attenzione a te stessa, separando il tuo valore da quello del tuo matrimonio. Non reprimere il pianto o la tristezza. Lascia che escano, ma cerca di non aggrapparti solo al pensiero di lui. Per quanto difficile, cerca di ritagliarti dei momenti di autonomia, anche se a piccoli passi, per riscoprire chi sei al di fuori del ruolo di moglie. Un percorso di supporto psicologico o di coaching olistico può aiutarti a elaborare il senso di colpa, il dolore per la separazione e a ritrovare il tuo centro e la tua indipendenza emotiva.

Ti mando un abbraccio immenso e pieno di luce. Non sei sola e meriti di ritrovare la pace e la serenità.

Dott. Riccardo Focaccia

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