logo
Dott. Riccardo Focaccia

Psicologo

Dott. Riccardo Focaccia

leggi (6)

Dott. Riccardo Focaccia

Psicologo

  • Ravenna
  • consulenza online

Rapporto conflittuale con mia madre

Sono una ragazza di 23 anni, e ho da sempre un rapporto conflittuale con mia madre. Premetto che sono cresciuta con lei e mia sorella, mio padre non è mai stato presente, per cui lei si è fatta carico di tutte le responsabilità familiari, quindi questo sicuramente ha inciso sul benessere e la stabilità in casa nostra. Mi ritrovo a scrivere qui perché oggi abbiamo avuto l’ennesima discussione, e io sono arrivata ad un punto in cui la sua sola presenza mi è intollerabile, per la maggior parte del tempo che passo in casa con lei sento un macigno sul petto. Mi ha consigliato di contattare uno psicoterapeuta perché secondo lei non sono una “figlia normale” e sono una “narcisista come mio padre” (parole sue). Questo essenzialmente perché non riesco a mostrare affetto nei suoi confronti soprattutto quando siamo in pubblico, e questo è vero. In generale non riesco ad esprimere emozioni e ad essere spontanea davanti a lei, provo un grande disagio ad abbracciarla o anche a sorridere quando siamo in pubblico. Ma questo mi accade solo quando sono con lei, quando invece sono con altre persone (con i miei amici in università, con i colleghi a lavoro) sono una persona totalmente diversa, solare, positiva, sorridente. Io non so da cosa deriva questo disagio, e sicuramente non aiuta il fatto che lei me lo rinfaccia e me ne fa una colpa sin da quando sono piccola, senza mai mettersi in discussione e interrogarsi se forse anche lei abbia in parte contribuito a ciò che mi ha portato ad essere così. Nella discussione che abbiamo avuto oggi gliel’ho detto, ma lei ritiene di non aver mai sbagliato niente, di essere stata la madre perfetta che tutti vorrebbero, che sono sempre stata io quella “oppositiva”, che la “scredita” davanti agli altri. Ritiene che sin da quando ero bambina ho sempre cercato di “fargliela pagare” per qualche cosa. Ora, sicuramente avrò sbagliato anche io e non sarò stata la figlia perfetta che non ha mai dato problemi, però non trovo giusto lei mi attribuisca tutta la colpa degli atteggiamenti che avevo a 9/10 anni, posto che a quell’età quasi mai si agisce con cattiveria, ma si agisce di conseguenza, per cui probabilmente ero io la prima ad essere stata ferita. Un’altra cosa che spesso mi rimprovera è il fatto che, a detta sua, io la contraddico per screditarla. Non vuole mai essere contrariata, e quando lo faccio lei lo percepisce come un attacco personale, e comincia a mettermi in bocca parole che non ho detto, ad esempio che le dò della stupida. E ciò vale anche per le cose più insignificanti (ad esempio, l’altro giorno dovevamo andare a cena fuori, lei voleva partire da casa un’ora prima, io le ho fatto notare che non c’era bisogno di fare di corsa perché il ristorante dista circa mezz’ora, e lei se l’è presa sul personale e mi ha risposto male dicendomi che la contraddico sempre). Inoltre, un’altro suo atteggiamento che mi dà estremamente fastidio è che quando litighiamo mi vomita addosso le peggiori cattiverie che una madre potrebbe dire ad un figlio (una volta mi ha detto che si è pentita di aver fatto figli, che se tornasse indietro non si sposerebbe e non metterebbe su famiglia), e poi, il giorno successivo, senza chiedere scusa né chiarire la situazione, torna ad essere una madre amorevole, e spesso, poiché sa di aver esagerato, per cercare di sistemare le cose torna a casa da lavoro con un regalo (ad esempio, l’ultima volta mi ha comprato un paio di scarpe che desideravo da mesi), e pretende che tutto ritorni come prima, come se le sue parole non avessero alcuna conseguenza sul mio umore. Quando fa così mi sento in trappola, perché da un lato non riesco a fare finta di niente dopo tutto quello che mi ha detto, però dall’altro se non la ringrazio e mi comporto in maniera fredda e distaccata (come mi verrebbe naturale fare) ho il terrore di ricominciare a litigare e di sentirmi dire che sono un’ingrata, per cui mi ritrovo costretta a dover fingere che non sia successo nulla. In sintesi, il nostro rapporto è diventato insostenibile ed estremamente teso. Io ormai cammino sulle uova per paura che una parola detta male possa scatenare una sua reazione eccessiva e dare luogo all’ennesima discussione. Come faccio a gestire questa situazione? Non vedo altra via di uscita se non andarmene via di casa, ma attualmente non posso permettermelo.

Cara Nina, ti ringrazio per aver condiviso con me questo vissuto così denso e doloroso. Leggendo le tue parole, sento distintamente il "macigno sul petto" di cui parli: è il peso di anni passati a cercare di respirare in un ambiente dove l'aria è carica di giudizio, proiezioni e una tensione costante. Tua madre, avendo portato da sola il peso enorme di una famiglia senza un compagno, ha probabilmente accumulato una rabbia e un senso di solitudine che non è riuscita a elaborare. Di conseguenza, proietta su di te l'immagine del "nemico" (il padre, il narcisista), trasformando te nel capro espiatorio dei suoi fallimenti relazionali.

Dici di non riuscire a essere affettuosa o spontanea con lei, specialmente in pubblico, e lei te ne fa una colpa. Il tuo disagio, il non riuscire a sorridere o ad abbracciarla, è un segnale di protezione del tuo sistema nervoso. Se una persona ti "vomita addosso cattiverie" e poi pretende un abbraccio il giorno dopo, il tuo organismo percepisce quel contatto come falso o pericoloso. Non sei "anormale"; sei coerente con ciò che senti.  Il fatto che tu sia solare e positiva con gli altri dimostra che la tua personalità è sana e integra. La "freddezza" scatta solo con lei perché è l'unico modo che hai per non farti ferire ulteriormente.

Il comportamento di tua madre — insulti feroci seguiti da regali senza scuse — è una dinamica manipolatoria che crea una profonda confusione emotiva. Chiamarti "narcisista come tuo padre" è un colpo basso che serve a lei per non mettersi mai in discussione. Se la colpa è del "gene" di tuo padre che è in te, lei può continuare a credere di essere la "madre perfetta". Questo atteggiamento ti nega il diritto di essere vista per chi sei veramente: una ragazza di 23 anni che sta cercando di costruire la sua identità. Dato che al momento non puoi andartene, l'obiettivo deve essere il Distacco Emotivo Funzionale.

Accetta (anche se fa male) che lei, al momento, non è in grado di mettersi in discussione. Ogni volta che cerchi di spiegarle le tue ragioni, le offri "munizioni" per attaccarti. Rispondi in modo neutro, con frasi brevi, senza entrare nel merito della discussione. Diventa il più possibile poco interessante ai suoi occhi durante i conflitti. Se lei ti provoca o ti insulta, non reagire emotivamente. Non contraddirla nemmeno sulle piccole cose (come l'orario del ristorante): dalle ragione a parole, ma mantieni la tua verità nel cuore. Meno "nutrimento" le dai con le tue reazioni, meno forza avranno i suoi attacchi. Se lei decide di offendersi perché hai fatto un'osservazione logica, è un problema suo, non tuo. Non sentirti obbligata a "riparare" il suo umore dopo un litigio. L'università e il lavoro sono i tuoi spazi di libertà. Nutri al massimo quelle relazioni: sono la prova vivente che tu sei una persona solare e capace di amare, contrariamente a ciò che lei dice.

Tua madre ti ha consigliato uno psicoterapeuta con l'intento di "aggiustarti", ma io ti incoraggio a contattarne uno per te stessa. Un percorso terapeutico (umanista o sistemico-relazionale) ti aiuterà a de-programmare le cattiverie che ti sono state dette e a capire che non hai alcuna colpa per le ferite di tua madre. Sei una giovane donna che ha dovuto crescere troppo in fretta in un ambiente emotivamente instabile. Hai tutto il diritto di proteggere la tua gioia di vivere.

Un caro saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

domande e risposte articoli pubblicati

Dott.Riccardo Focaccia

Psicologo - Ravenna

  • IFS - Internal Family System
  • Arteterapia
  • Costellazioni sistemiche e familiari
  • Valutazione e consulenza psicodiagnostica
  • Life Coaching
  • Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  • Terapia focalizzata sulla compassione
  • Terapia a Seduta Singola (TSS)
  • Terapia familiare
  • Mindfulness
  • Ansia
  • Stress e Insonnia
  • Problemi di coppia
  • Problemi relazionali
  • Stress da lavoro correlato
CONTATTAMI
prenota appuntamento