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Dott. Riccardo Focaccia

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Fiducia in se

Mio figlio ha 10 anni e gioca a calcio da quando ne aveva 5. Ha sempre dimostrato qualità e il padre lo ha sempre seguito e spronato, spesso riprendendolo troppo perché a volte indietreggia e sembra che abbia paura del contatto. A settembre è stato selezionato ed ha iniziato a giocare in una nuova squadra. Il bambino è bravo ma ha paura di sbagliare, sente la pressione, i compagni non credono in lui e il padre è sempre lì a sottolineare gli errori ma anche le cose positive. Come possiamo aiutarlo? Come possiamo fare a fargli credere di più in se stesso? Sbagliamo noi genitori?

Cara mamma, ti ringrazio per la fiducia nel condividere questa situazione. Quello che descrivi è un passaggio molto delicato e comune, ma carico di significati profondi per la crescita di tuo figlio.

Il bambino non sta solo giocando a calcio: sta imparando a stare nel mondo, a gestire il giudizio e a misurare il proprio valore. Il campo da gioco diventa così lo specchio delle sue dinamiche interiori.

Nella psicologia transpersonale, il corpo non mente mai. Se tuo figlio "indietreggia" o evita il contatto, non è mancanza di coraggio, ma un segnale del suo sistema nervoso che si sente in stato di allerta.

Il papà lo segue con amore e passione, ma a volte il confine tra "seguire" e "sorvegliare" è sottile.

Anche sottolineare le cose positive insieme a quelle negative può creare confusione. Il bambino, durante la partita, invece di essere nel "flusso" del gioco (corpo e istinto), finisce per essere nella "testa", cercando l'approvazione del padre a ogni movimento.

Se viene ripreso spesso, la voce del papà rischia di diventare la sua stessa voce interiore ("ecco, ho sbagliato di nuovo"), alimentando l'insicurezza.

A 10 anni, il bisogno di appartenenza al gruppo è vitale. Se percepisce che i compagni non credono in lui, si innesca un circolo vizioso: per l'ansia sbaglia, e sbagliando conferma la sua paura di non essere all'altezza.

Non userei la parola "sbagliare". State agendo per amore, ma forse con modalità che in questa fase evolutiva lo stanno sovraccaricando. Siete in tempo per cambiare rotta: trasformare la pressione in sostegno silenzioso è il regalo più grande che potete fargli per fargli ritrovare la grinta.

Un caro saluto,

Dott. Riccardo Focaccia

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