Giramenti di testa a scuola, richiesta di chiamare casa
Gentili esperti, sono una mamma di 46 anni un po’ preoccupata (e generalmente non lo sono mai, anzi tendo a sminuire in generale) per mia figlia di 7 anni.
Da qualche tempo, dopo aver profuso tanto impegno nella nuova scuola (2ª elementare), fatico a farle fare i compiti. Ci sono giorni in cui sembra centrare il pezzo, mentre altri fa proprio degli strafalcioni, tanto che anche la maestra l’ha richiamata.
Inoltre, da qualche giorno riferisce malessere arrivata a scuola, tanto da chiedere di potermi avvisare per poter andare a prenderla.
Non sono in grado di capire se abbia magari tanta stanchezza per il duro lavoro di questi mesi oppure se ci sia altro che non riesce a dirmi. Ogni tanto ha pure episodi febbrili sporadici che mi fanno sorgere dubbi su un reale malessere.
Chiedo un aiuto a chi magari ha passato un periodo come il mio.
Grazie, Silvia
Cara Silvia, è assolutamente normale sentirsi disorientate e preoccupate, soprattutto quando una mamma come te – che tende ad avere un atteggiamento rassicurante e positivo – percepisce che qualcosa sta cambiando nel linguaggio del corpo e nelle emozioni della propria bambina.
A 7 anni, durante la seconda elementare, le richieste scolastiche e il livello di concentrazione richiesto aumentano in modo significativo.
Il cambiamento nei compiti (giornate in cui "centra il pezzo" e altre in cui fa strafalcioni) è spesso un indicatore di sovraccarico. La bambina sta investendo tantissima energia per adattarsi alle richieste della scuola primaria, e il suo sistema nervoso può essere semplicemente esausto.
I giramenti di testa e i malesseri all'arrivo a scuola, uniti agli episodi febbrili sporadici, sono il modo in cui il suo corpo manifesta un disagio. I bambini somatizzano molto le tensioni emotive: la richiesta di chiamare la mamma è il sintomo di un bisogno di protezione e di "porto sicuro" quando l'ansia o la stanchezza superano la soglia di tolleranza.
Anche il richiamo dell'insegnante può aver creato un piccolo cortocircuito. La bambina potrebbe sentirsi giudicata o temere di non essere "all'altezza" delle aspettative, generando un circolo vizioso tra l'ansia di sbagliare e il malessere fisico.
Per aiutare la tua bambina, puoi agire come mediatrice e alleata, proteggendo il suo benessere, quando ti dice di stare male o ti chiede di andare a prenderla, non sminuire il suo malessere. Anche se pensi sia stanchezza o un modo per tornare a casa, per lei quel sintomo è reale.
Ricorda che a 7 anni il gioco, il riposo e il tempo libero sono fondamentali quanto lo studio. Se vedi che fa fatica con i compiti, proponile delle pause attive, oppure parlate insieme dei suoi errori con leggerezza, spiegandogli che sbagliare è il modo in cui il cervello impara. Parla con la maestra in modo collaborativo. Puoi raccontarle di questo malessere mattutino e chiedere se durante la mattinata, dopo la telefonata o il pianto iniziale, la bambina riesce a integrarsi nel gruppo classe e a stare bene, così da capire se il disagio è il momento del distacco o se c'è un'insofferenza generalizzata per l'ambiente scolastico.
Cara Silvia, ti auguro di ritrovare la serenità.
Dott. Riccardo Focaccia
Dott.Riccardo Focaccia
Psicologo - Ravenna
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