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Dott. Riccardo Focaccia

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Tradimenti con prostitute

Salve a tutti. Da qualche mese mio marito, indotto da me, mi ha confessato di avermi tradita saltuariamente con prostitute a pagamento in auto, durante le ore serali.
Siamo sposati da 7 anni, più 8 di fidanzamento. Siamo stati sempre bene: una coppia affiatata, con tanto confronto, dialogo, affetto e passione. Abbiamo due bambini piccoli.
Lui con me è sempre stato presente, affettuoso, premuroso, con tutti i suoi difetti certo, ma mi ha sempre rispettata e non mi ha mai fatto mancare nulla. È un padre presente, impeccabile. Lavora sodo e ci ha sempre amati. Anche a livello sessuale siamo sempre stati molto affiatati e mi ha sempre desiderata, non posso dire diversamente.
Negli ultimi anni lui è stato oppresso da tasse e debiti: è una partita IVA, ma lavorando sodo ce l’abbiamo sempre fatta, anche se il carico economico è stato soprattutto sulle sue spalle perché io mi sono dovuta dedicare ai bambini.
Mi ha confessato una sera che negli ultimi due anni si è fermato da qualche prostituta facendo per lo più sesso orale e, qualche volta, rapporti completi. Io sono devastata. Confusa. Non so più chi ho davanti.
Mi ha detto che è pentito, che si è perso per un periodo, che quell’adrenalina gli dava un senso di fuga dalla realtà, ma che subito dopo si sentiva uno schifo. Però, dopo un certo periodo, qualcosa gli diceva di rifarlo e lui lo rifaceva.
Mi ha giurato sui bambini che prima di questi due anni mi è stato sempre fedele e non avrebbe mai pensato di arrivare così in basso. Ma il senso di fallimento nel lavoro e i litigi fra noi lo hanno portato a voler sbagliare, per ribellarsi, per trovare una via di fuga.
Ora dice che è pentito, che questo comportamento è contro i suoi valori di uomo e di essere umano e che, vedendo il danno che mi ha creato, sente che quel comportamento è finito, che non esisterà più e che parlerà con me nei momenti bui.
Io non so se credergli. Ho una paura folle. Sono tra lo schifo e la pena, perché so che gli ultimi due anni sono stati duri. Tra l’altro, nel primo anno di tradimento io ero anche incinta del nostro secondo bambino.
Ma il sesso tra noi non è mai mancato, il desiderio non è mai svanito né calato, anzi. Per questo sono ancora più confusa. Ma due anni sono due anni e, se non lo avessi messo alle strette, oggi io ancora non saprei nulla e lui sarebbe andato avanti.
Si è preso ogni colpa, dice che le ragazze in questione non erano esteticamente migliori di me, anzi, a volte nemmeno gli piacevano.
Allora perché? Possibile tradire solo per 15 minuti di “fuga”, quando a casa hai una moglie che ami e desideri dalla mattina alla sera?
Mi ripete che non l’ha fatto per il sesso in sé, perché non ne usciva nemmeno soddisfatto. Io boh, mi sembra di svegliarmi alla mattina e vivere in un brutto film. Aiutatemi.

Ciao Sara. Quello che stai attraversando è un vero e proprio trauma emotivo. È perfettamente normale sentirsi come in un "brutto film" o provare quella dissonanza cognitiva tra l'uomo premuroso che vedi ogni giorno e l'uomo che si fermava in auto in cerca di una fuga.

Nonostante il dolore, cerchiamo di analizzare i punti che ti mandano in confusione per darti un po' di chiarezza. 

Spesso crediamo che il tradimento sia una questione di mancanza (mancanza di desiderio, di sesso, di bellezza), ma in casi come quello di tuo marito si tratta spesso di gestione delle emozioni. Per un uomo schiacciato da debiti, tasse e responsabilità (il carico di essere l'unico fornitore economico), il sesso con una sconosciuta non è ricerca di piacere, ma una forma di auto-medicazione. Quei 15 minuti servono a "spegnere il cervello", a non essere il padre perfetto, il marito indebitato o il lavoratore stanco. È una regressione infantile e distruttiva. Il senso di fallimento professionale è una ferita enorme per l'ego maschile. L'atto trasgressivo e il "rischio" attivano circuiti di dopamina che regalano un'illusione di controllo o di vitalità in un momento in cui ci si sente morti dentro o sopraffatti.

 Molti uomini riescono a compartimentare. Per lui, quelle donne non erano "persone" e non c'entravano con l'amore per te. Erano oggetti funzionali a un rilascio di tensione. Questo spiega perché dice che non erano nemmeno belle: non cercava bellezza, cercava oblio.

Il fatto che sia iniziato mentre eri incinta è un classico, per quanto doloroso. La gravidanza aumenta il senso di responsabilità del partner ("Ora i figli sono due, come farò a mantenerli?") e può spingere chi non sa gestire lo stress verso vie di fuga solitarie e segrete.

La tua paura è legittima: "Se non lo avessi scoperto, avrebbe continuato?". Probabilmente sì, perché era entrato in un loop di dipendenza (lo faccio -> mi sento uno schifo -> lo rifaccio per non sentire lo schifo). La scoperta, per quanto devastante, ha rotto questo cerchio.

Sara, non cercare la colpa in te stessa o nella vostra intimità. Non ti manca nulla. Il problema è nel suo modo di gestire il "buio" interiore. La pena che provi è il segno che vedi la sua fragilità, ma lo schifo è la tua dignità che reclama spazio.

Datevi tempo. Non devi decidere oggi se perdonarlo per sempre. Ora devi solo capire se lui è disposto a fare il lavoro sporco di ricostruire i cocci che ha rotto, un pezzetto alla volta.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

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