logo
Dott. Riccardo Focaccia

Psicologo

Dott. Riccardo Focaccia

leggi (6)

Dott. Riccardo Focaccia

Psicologo

  • Ravenna
  • consulenza online

Figlio tossicodipendente cosa fare?

Buonasera. Sono una mamma di un ragazzo di 22 anni che fa uso di crack, cocaina, hashish ecc. È borderline con cenni di schizofrenia (a dire dello psichiatra del CSM, conseguenza dell’abuso di sostanze), autolesionista, portato diverse volte in ospedale ed è stato ricoverato perché risultava positivo agli stupefacenti. È stato quindi rimandato al Sert. Nessuno lo ricovera. Lui vorrebbe essere ricoverato in ospedale o in una clinica psichiatrica, ma nessuno lo prende perché dovrebbe andare in comunità e lui non vuole, almeno per il momento. Non so più cosa fare. Grazie

Cara, quello che stai descrivendo non è solo una situazione difficile, è un vero e proprio campo di battaglia emotivo e burocratico. Ti senti sola davanti a un muro di gomma istituzionale, mentre cerchi di salvare la vita a un figlio che è preda di un turbine di sostanze e sofferenza mentale.

Il problema è che il crack e la cocaina agiscono come benzina sul fuoco della sua fragilità borderline, creando quegli spunti schizofrenici che ti spaventano tanto. Il motivo per cui "nessuno lo ricovera" stabilmente in ospedale è che il reparto di psichiatria (SPDC) è strutturato per gestire l'acuzie (il momento del pericolo immediato), ma non la riabilitazione. Tuo figlio rientra in quella che chiamiamo "Doppia Diagnosi" (dipendenza + disturbo psichiatrico). Per questi casi esistono strutture specifiche che non sono le "comunità" classiche che lui immagina (e teme), ma dei Centri Residenziali per la Doppia Diagnosi. Spesso chi soffre come lui cerca l'ospedale perché è un luogo che deresponsabilizza: "mi curano loro". La comunità, invece, richiede una partecipazione attiva che in questo momento lo terrorizza. Non arrenderti ai "no" del SerD o del CSM. Devi agire sulla integrazione dei servizi: Tu sei in una posizione di "codipendenza forzata". Vivi nell'ansia costante della sua prossima crisi.

Cerca subito un'associazione di familiari di persone con disturbi psichiatrici o dipendenze (come l'ARAP o simili). Hai bisogno di parlare con chi ha già abbattuto quei muri burocratici. Per quanto sia doloroso, devi capire fin dove puoi arrivare. Se la convivenza diventa pericolosa per te, devi proteggerti. Non è abbandono, è sopravvivenza. Tuo figlio ha 22 anni, è giovanissimo. La sua mente è ancora plastica e, se si riesce a fermare l'abuso di crack, molti dei sintomi schizofrenici potrebbero rientrare. Ma serve un intervento coordinato. In questo momento, c'è qualcuno che ti aiuta a portare questo peso (un compagno, altri figli, amici) o senti di essere l'unica responsabile della sua vita?

Un caro saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

domande e risposte articoli pubblicati

Dott.Riccardo Focaccia

Psicologo - Ravenna

  • IFS - Internal Family System
  • Arteterapia
  • Costellazioni sistemiche e familiari
  • Valutazione e consulenza psicodiagnostica
  • Life Coaching
  • Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  • Terapia focalizzata sulla compassione
  • Terapia a Seduta Singola (TSS)
  • Terapia familiare
  • Mindfulness
  • Ansia
  • Stress e Insonnia
  • Problemi di coppia
  • Problemi relazionali
  • Stress da lavoro correlato
CONTATTAMI
prenota appuntamento