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Dott. Riccardo Focaccia

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Mia Madre e gelosa e molto sensibile per ogni piccolezza

Buongiorno a tutti, sono un uomo (figlio unico) di 40 anni, sposato e con una figlia. Provo a scrivere abbastanza comprensibile, visto che sono cresciuto all’estero.
Ho dei gravissimi problemi con mia madre, che tende a essere molto fragile e anche ipersensibile.
Esempio attuale: mia figlia di 10 anni ha fatto un disegno e l’ha postato sulla chat di famiglia, nella quale ci sono i miei genitori, i miei suoceri ecc. Entrambe le nonne hanno scritto dei complimenti per il disegno. Alla suocera, mia figlia ha scritto “Grazie” con delle emoji di bacio, mentre quando anche mia madre ha scritto i complimenti per il disegno, mia figlia ha risposto con un “Grazie” secco, senza emoji.
Questo ha fatto infuriare mia madre in una maniera tale da mettere in dubbio tutta la relazione con la nipote. È stato veramente un delirio.
Io capisco il suo dispiacere, ma mi sembra esagerato prendersela in questa maniera.
I miei genitori lavorano e sono sempre da soli a casa, senza frequentazioni con altre persone. Tutte le altre persone (anche nostri amici) non le vanno bene. Hanno sempre qualcosa da dire contro di loro. È come se ci volessero solo per loro, senza frequentazioni con altre persone.
Purtroppo mia madre è troppo sensibile e non riesce a fare un discorso senza scoppiare in lacrime a un certo punto.
Non so cosa fare.
Un’altra scena, mesi fa (anche qui comprensibile da parte mia): mia figlia era in macchina con mia moglie. Mia moglie scende dalla macchina per ritirare qualcosa e incontra mia madre. Loro parlano e mia figlia rimane in macchina. Poi passa una nostra amica adulta, con la quale ultimamente aveva spesso giocato in piscina, e mia figlia scende di colpo dalla macchina per abbracciarla.
Mia madre c’è rimasta male, visto che per la nonna non è scesa dalla macchina, ma per l’amica sì.
Io, al suo posto, ci sarei rimasto male anch’io, onestamente. Ma dall’altro lato mica posso far sentire responsabile la mia piccola.
Non ho idea: devo agire di più nei confronti di mia figlia, facendole capire il suo “dovere” da nipotina, oppure è mia madre che non ragiona in modo corretto?
Purtroppo i miei genitori sono soli e non hanno nessun altro tranne me. Quindi sono molto legati a me e a volte mi sento come se mi togliessero l’aria per respirare. Sempre sotto controllo, sempre sotto pressione nel far sì che nessuno si senta maltrattato, altrimenti potrebbero prendersela molto male. E bisogna sempre comportarsi bene.
Grazie per qualche consiglio oppure opinione.

Buongiorno, ciò che descrivi è un classico quadro di iper-vigilanza relazionale, dipendenza affettiva e inversione dei ruoli all'interno di un sistema familiare isolato. I tuoi genitori, non avendo una rete sociale esterna, hanno riversato su di te, e di riflesso sulla tua nuova famiglia, l'intero carico dei loro bisogni affettivi. Quando una cerchia sociale si restringe così tanto, ogni minima interazione (come la mancanza di un'emoji in chat) viene amplificata al microscopio e interpretata come un rifiuto catastrofico. A 10 anni i bambini si muovono nel mondo con spontaneità e immediatezza, senza i filtri, i retropensieri o le sovrastrutture degli adulti. Per una bambina, scrivere un "Grazie" con i baci a una nonna e un "Grazie" semplice all'altra può dipendere da fattori totalmente casuali (la fretta, il momento della giornata, lo stimolo del momento). Non c'è un'intenzione punitiva dietro. Scendere di colpo per abbracciare l'amica della piscina è un gesto spontaneo legato all'entusiasmo tipico dell'età verso i complici di gioco. La nonna fa parte del panorama familiare quotidiano, l'amica rappresenta la novità e il divertimento estemporaneo. Costringere tua figlia a calibrare ogni parola o gesto per non ferire la suscettibilità della nonna sarebbe profondamente ingiusto e dannoso. Insegnerebbe alla bambina che lei è responsabile della felicità o dell'infelicità degli adulti. Questo rischia di farla crescere con un senso di colpa costante e con l'ansia di dover sempre compiacere gli altri per essere amata. Tua madre sta proiettando sulla nipote le sue profonde insicurezze e la sua fragilità. Quando dici che "è come se vi volessero solo per loro" e che "ti senti come se ti togliessero l'aria per respirare", stai descrivendo un tentativo di inglobamento affettivo.

​L'isolamento dei tuoi genitori fa sì che loro leggano il mondo esterno come minaccioso o "sbagliato" (infatti gli amici non vanno mai bene), e vedano la tua autonomia come un tradimento. Di conseguenza, tua madre reagisce con la rabbia o con il pianto (ricatto emotivo, spesso inconsapevole) per riportare l'attenzione su di sé e farti sentire in colpa. Se tu ti senti costantemente sotto pressione e sotto controllo, significa che i confini tra la tua vita da adulto e la loro si sono pericolosamente assottigliati. ​L'obiettivo non è cambiare tua madre (cosa purtroppo impossibile, data la sua rigidità e fragilità), ma proteggere tua figlia e ridefinire i tuoi confini di uomo, marito e padre. Non sgridarla e non farla sentire in colpa per le sue reazioni naturali. Puoi, al massimo, ricordarle con delicatezza l'importanza di salutare i nonni, ma senza mai far passare il messaggio che il buon umore della nonna dipende da quante emoji usa. Fissa confini chiari e sani (La tecnica del "disco rotto"): Quando tua madre scatena un "delirio" per una piccolezza, non entrare nel merito della discussione e non cercare di razionalizzare (più spieghi, più lei userà il pianto). Mantieni una posizione ferma, calma e neutrale. Puoi dire: "Mamma, capisco che tu ci sia rimasta male, ma è solo una bambina di 10 anni e non c'era cattiveria. Non permetto che si metta in discussione il suo affetto per un'emoji". Se lei continua a piangere o urlare, interrompi la conversazione con gentilezza: "Vedo che ora sei troppo agitata, ne riparliamo quando sarai più serena". Smetti di fare da "scudo" emotivo: La solitudine dei tuoi genitori è una loro scelta e una loro responsabilità, non un tuo dovere da colmare a costo della tua serenità. Tu sei un figlio unico, ma sei prima di tutto il pilastro della tua famiglia (tua moglie e tua figlia). Non puoi sacrificare l'aria dei tuoi polmoni per permettere a loro di respirare. Accetta il fatto che, a volte, i tuoi genitori staranno male o si offenderanno: il loro dispiacere non è una tua colpa. Gestire genitori così fragili richiede un faticoso "distacco emotivo". Devi iniziare a guardare i pianti di tua madre non come un ordine a cui ubbidire per fare la cosa giusta, ma come l'espressione di un suo disagio interno che tu, come figlio, non hai il potere (né il dovere) di curare.

​Un cordiale saluto. 

Dott. Riccardo Focaccia

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