Come posso fare?
Salve, io ho una bella bega. Sono sposato da 10 anni, ma con mia moglie non funziona piú da tempo. Una sera in un bar iniziai ad avere confidenza con una barista. Ci siamo innamorati al volo, almeno cosí è per me. Mi rivelò che saltuariamente faceva uso di cocaina, ma non ne era dipendente. Poi sono iniziate le assenze di 2 giorni alla volta, poi di una settimana.. io avevo intuito il motivo e ogni volta che ho cercato di parlarne diventava sempre nervosa. Mi diede le sue chiavi di casa per dimostrarmi che non era cosí, una volta non andai a lavorare e mentre lei era a lavoro feci il "cane poliziotto" in casa sua... Trovai l'impossibile. Inizialmente feci finta di niente per verificare se me ne volesse parlare, ma nulla. Un' altra volta durante il suo giorno libero, non mi rispose al telefono per tutto il giorno, la sera verso le 23:00 non ho resistito e sono andato a casa sua, la trovai che cucinava per 2 persone e trovai un suo amico tossico collassato nel suo letto. Impazzii. Dopo giorni mi dette diverse versioni del perché il suo amico era lì da lei, era tossico, aveva bisogno di aiuto, lavoravano spesso insieme e fesserie del genere. Venni a sapere che il suo amico fuma eroina, da quando la misi al corrente che sapevo cosa facesse il suo amico, mi ha iniziato ad evitare, a togliere sempre piú scuse per non vedermi. Io le ho sempre detto che se volesse smettere, l'avrei portata in qualsiasi posto pur di riuscirci, ma lei continua a minimizzare. Alla fine ci siamo un pò allontanati, ma ci teniamo in contatto. Ieri mi chiede degli antidolorifici, le portai dell'ibuprofene, prese 2 pillole e si addormentò. Nel sonno iniziò a sudare freddo io ho pensato ad una fase di crash o crawing. È evidente che ne fa ancora uso e non ha nè confermato, nè smentito l'uso di eroina e anfetamine. Purtroppo dice che non vuole smettere per ora e che se dovessi tornare single potrebbe iniziare un percorso... Io non le credo piú, però ne sono innamorato perso, nei momenti di luciditá è la persona piú dolce che avessi mai conosciuto. Con lei ho fatto cose che in 10 anni di matrimonio non ho mai fatto. Cosa posso fare?
Buongiorno, quella che descrive è una situazione estremamente dolorosa e logorante. Si trova incastrato in un vicolo cieco emotivo: da un lato c'è l'innamoramento forte, la passione e la dolcezza dei momenti di lucidità; dall'altro c'è la cruda realtà di una grave tossicodipendenza (da cocaina e, molto probabilmente, da oppiacei o altre sostanze) e il circuito di bugie, manipolazioni e segreti che inevitabilmente la accompagna. Quando ci si innamora di una persona con una dipendenza attiva, si finisce spesso per sviluppare una forma di sofferenza chiamata co-dipendenza: si spende ogni energia nel tentativo di "salvare" l'altro, diventando quasi dei detective (il "cane poliziotto" che descrive), e si finisce per annullare se stessi.
Dire "ne faccio uso ma non sono dipendente" o "posso smettere quando voglio" è il primo meccanismo di difesa. Il fatto che minimizzi e che si innervosisca se tocca l'argomento dimostra che la sostanza, in questo momento, ha il controllo totale sulla sua vita. La frase "se dovessi tornare single potrei iniziare un percorso" è una forte manipolazione emotiva. Sposta la responsabilità della sua guarigione su una scelta sua (il suo matrimonio). Nel mondo delle dipendenze questa è un'illusione: non si smette mai per qualcun altro o perché cambiano le condizioni sentimentali esterni. Si inizia un percorso solo quando si tocca il fondo e si decide, in prima persona, di volersi salvare. Le assenze prolungate, gli amici collassati, i sudori freddi (compatibili con crisi di astinenza o forti fasi di down da stimolanti/oppiacei) non sono opinioni, sono dati di realtà. Lei è immersa in un contesto di consumo pesante. Lei menziona che con lei ha fatto cose che in 10 anni di matrimonio non ha mai fatto. L'intensità delle relazioni vissute nell'orbita della dipendenza e della clandestinità è spesso amplificata da picchi di adrenalina, paura di perdersi, segretezza e forti contrasti (la dolcezza estrema contrapposta al vuoto delle sparizioni). Questo crea un legame biochimico ed emotivo potentissimo, una vera e propria "droga nella droga", che rende difficilissimo staccarsi anche quando la situazione è palesemente pericolosa o distruttiva.
Lei le ha già offerto tutto il supporto possibile ("ti porterei in qualsiasi posto pur di riuscirci"). Più di così non può fare a parole. Finchè lei non riconosce di avere un problema e non chiede aiuto, qualsiasi suo tentativo di salvarla verrà percepito come un controllo da evitare (e infatti ha iniziato ad allontanarsi e a cercare scuse). Non può curarla lei. Può parlarle un'ultima volta nei suoi momenti di lucidità, non per accusarla, ma per esprimere il suo amore e il suo limite. Ad esempio: "Io ti amo e vedo la tua dolcezza, ma amo anche me stesso e non posso assistere alla tua autodistruzione, né vivere tra bugie e sparizioni. Se decidi di curarti ed entrare in una struttura o al SerD (Servizio Dipendenze), io ci sarò per supportarti. Ma finché decidi di continuare a usare sostanze, io devo fare un passo indietro per proteggermi". Non faccia il passo di separarsi da sua moglie "per" la barista o sperando che questo la faccia sbloccare. Se il suo matrimonio è finito da tempo, affronti la separazione per se stesso, per la sua dignità e per il suo futuro, indipendentemente da ciò che farà l'altra persona. Altrimenti rischia di trovarsi single e contemporaneamente incastrato nel dramma di una persona che continua a drogarsi. Gestire il peso di un matrimonio che non funziona e il trauma di un amore tossico con una persona dipendente è un carico immenso. Valuti seriamente di fare qualche colloquio con uno psicologo o psicoterapeuta. Le servirà per ricostruire i suoi confini emotivi, capire cosa la tiene così agganciato a questa dinamica distruttiva e trovare la forza di prendere decisioni lucide. Esistono anche gruppi di supporto per familiari o partner di persone con dipendenze (come i Nar-Anon o simili) che aiutano a capire come non farsi trascinare a fondo. La persona dolce che vede nei momenti di lucidità esiste, ma purtroppo in questo momento è prigioniera della sostanza. Finché la sostanza viene prima di tutto il resto, lei rischia di raccogliere solo le briciole e di consumare la sua stessa vita.
Dott.Riccardo Focaccia
Psicologo - Ravenna
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