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Dott. Riccardo Focaccia

Psicologo

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Come superare la sensazione di aver rovinato la migliore relazione amorosa che potessi trovare?

Sono stato lasciato 2 mesi fa dalla mia ex. Io 28, lei 25. Siamo stati insieme 3 anni e mezzo, di cui circa 3 in convivenza. Inizialmente eravamo felicissimi, adoravo fare ogni cosa con lei, anche cose da cui non avrei mai pensato di trarre piacere.
Poi qualcosa in me ha cominciato ad andare storto. Il sesso non era più così soddisfacente, lei non voleva sperimentare nulla, si vergognava. Io ero più inesperto di lei, essendo la mia prima relazione, e non mi sembrava abbastanza.
Non riuscivo più ad apprezzare le piccole cose, andare a rilassarsi al mare, fare una passeggiata, mi sembrava fosse una relazione piatta, senza stimoli. Si era instaurata una codipendenza, credo, avevamo bisogno l'uno dell'altro, facevamo tutto insieme anche se non sapevamo cosa fare, perché non avevamo vere passioni individuali.
Verso la fine ho provato a spronarla a iniziare a fare qualcosa di suo, ad allenarsi o a provare qualche nuova attività. Lei ci provava ma non riusciva. Alla fine ha iniziato un corso tenuto da un amico comune, io non riuscivo a farlo per i miei orari di lavoro.
Il giorno prima che ci lasciassimo ero a cena con gli amici in comune. Lei non c'era e stavamo iniziando a fare balli di gruppo. Io ho preferito raggiungere lei dopo cena invece di andare con loro.
Il giorno dopo, a seguito dell'ennesima lite, perché le giornate sembravano piatte, mi ha lasciato.
Ora lei mi ha gentilmente detto che non pensa sia il caso di rivederci. Ha preso a uscire con il gruppo di quelli che una volta erano nostri amici in comune, ad allenarsi con loro, a fare ballo con loro, ha ripreso vecchie amicizie e, dato che è molto bella, riceve tante attenzioni.
Io invece mi ritrovo solo, ho perso lei e il gruppo di amici comuni, mi rendo conto che non ho più interessi e passioni, ho l'umore e l'autostima sotto le scarpe, non riesco più a godermi nulla, continuo a pensare a lei e a quello che fa e non so più nemmeno cosa voglio.
Potevo godermi quello che avevo, essere più proattivo e provare a risolvere le cose quando ero in tempo, invece non ho fatto nulla pensando di stare bene e ora sono l'unico a stare malissimo.
Come posso smettere di flagellarmi, quando ho la sensazione di aver perso il treno migliore che mi potesse capitare nella vita?
Continuo a pensare di scriverle, a controllare i social, a pensare a lei.
Ho conosciuto un'altra ragazza, ha un anno più di me, ha fatto molte più esperienze nella vita, è più matura, intellettualmente e sessualmente, ha una vita sociale molto attiva, ma la trovo molto meno bella.
Ho paura a buttarmi con lei perché non capisco se mi piace davvero o se la ammiro e basta, e anche perché sento di non stare bene con me stesso.

Buongiorno Matteo. 

Quando una relazione importante di tre anni e mezzo finisce, specialmente se è stata la prima vera storia e ha comportato una convivenza, è del tutto normale sentirsi come se si fosse stati investiti da un treno.Ci sono dina con lucidità e senza giudizio, per capire come uscire da questo loop di sofferenza. Il dolore più grande che provi adesso non è legato solo alla mancanza della tua ex, ma a quello che la tua mente sta facendo con il passato. Ti stai ripetendo: "Potevo godermi quello che avevo, potevo essere più proattivo". Questo si chiama rimuginio controfattuale (il gioco del "se avessi fatto..."). È un inganno del cervello: oggi, con il dolore del distacco, tu ti ricordi solo le cose belle. Ma la verità è che prima che finisse, la relazione ti sembrava piatta, senza stimoli e limitata sessualmente. Quei disagi erano reali, Matteo. Non te li sei inventati. La vostra storia era scivolata in una dinamica di simbiosi e codipendenza dove nessuno dei due aveva più spazi propri. Tu hai provato a spronarla, hai cercato un cambiamento, ma eravate incastrati. Non hai "perso il treno migliore della tua vita" per pura pigrizia; la relazione era arrivata a un punto di stallo biologico.

Vedere che lei adesso esce con il gruppo di amici, si allena, fa ballo e riceve attenzioni ti fa sentire l'unico a stare male. In psicologia sappiamo che, spesso, il partner che lascia ha iniziato a elaborare il lutto della fine della relazione mesi prima della rottura reale. La reazione che vedi in lei è una classica "iper-attivazione compensatoria". Lei sta facendo esattamente quello che tu le chiedevi di fare quando stavate insieme (allenarsi, fare attività, muoversi). Solo che lo sta facendo ora, usando la rottura come carburante per ridefinire la sua identità. Non significa che non abbia sofferto; significa che ha incanalato la rottura in un modo diverso. Il fatto che tu abbia perso contemporaneamente lei e il gruppo di amici comuni amplifica la tua sensazione di isolamento, ma questa solitudine, per quanto dolorosa, è il tuo punto di partenza.

Ogni volta che guardi una sua storia, una foto o controlli cosa fa, dai al tuo cervello una piccolissima dose di dopamina (il legame con lei), seguita immediatamente da una dose massiccia di cortisolo e adrenalina (l'angoscia, l'invidia, il rifiuto). Ti stai facendo del male da solo. Devi applicare la regola clinica del No Contact grafico: blocca, silenzia o cancella i suoi profili. Non farlo per rabbia, fallo per legittima difesa. Finché terrai gli occhi incollati sulla sua nuova vita, non avrai mai le mani libere per ricostruire la tua.

Non si può costruire una casa sulle macerie ancora calde di un terremoto. Usare una persona nuova per non sentire il vuoto della ex (la classica dinamica del "chiodo schiaccia chiodo") è una trappola. Finiresti per fare continui paragoni ("lei è matura ma la mia ex era più bella"), facendo del male a te stesso e a lei. Sentire una forte affinità intellettuale o ammirazione per la sua indipendenza è un'ottima cosa, ma se manca l'attrazione fisica e se dentro di te c'è ancora il fantasma della tua ex, rischi di trascinarti in un'altra situazione ambigua. Rallenta. Frequenta questa persona se ti fa piacere la sua compagnia, ma metti le cose in chiaro, prima di tutto con te stesso: in questo momento non hai le risorse emotive per una relazione.

Matteo, tu hai 28 anni. Sei giovane e questa è stata la tua prima vera esperienza. Il dolore che provi ti sta dicendo una cosa fondamentale: ti sei completamente annullato dentro quel legame. Non avevi passioni tue, non avevi interessi tuoi, e ora che non c'è più lei, senti di non essere nessuno. Hai perso un porto sicuro, è vero, ma hai guadagnato la possibilità di capire chi sei veramente da adulto, fuori dalla simbiosi. Smetti di guardare indietro; il treno migliore della tua vita deve ancora passare, e per salirci devi prima rimetterti in piedi sul binario.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

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