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Dott. Riccardo Focaccia

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Dubbi sull'orientamento sessuale

Ciao, sono una ragazza di 25 anni fidanzata da 7 con un ragazzo. Sono sempre stata insicura sul mio aspetto fisico, si tratta di miei complessi di inferiorità che il mio fidanzato cerca di contrastare riempiendomi di complimenti genuini e sinceri. Ho sempre avuto invidia verso le altre donne, quelle che secondo me, sono più in forma di me e hanno un fisico più snello e asciutto. Questo mio guardare le donne si è sempre basato sulla mia invidia genuina nei loro confronti, ma la questione è un'altra. Premetto che per quanto riguarda autoerotismo mostro una preferenza per immagini in cui le donne hanno dei fisici e proporzioni simili ai miei, fino ad adesso ho giustificato questa mia scelta sulla base del concetto di immedesimazione ma a questo punto non so nemmeno più darmi una risposta. Il sesso con il mio ragazzo è ok, sebbene abbia ultimamente notato di più rispetto alle volte passate la mia difficoltà nel raggiungere l'apice del piacere, sicuramente dovuto al mio essere clitoridea più che vaginale e spesso presi dalla foga si va direttamente al dunque senza preliminari. Da quando ho presentato questo problema al mio ragazzo sono stata avvolta da una nube grigia, questo ha inevitabilmente influenzato il mio modo e il mio rapportarmi a chi mi sta intorno ed è da un paio di giorni che mi sorprendo a guardare corpi delle donne, come non avessi mai fatto prima di ora. Mi soffermo sulle natiche e sui seni ma non provo attrazione sessuale da voler andare con le donne o interesse amoroso nei loro confronti. Sto vivendo inoltre un forte periodo di stress e mi stanno sorgendo dubbi sulla mia sessualità, non so cosa pensare o se sono soggezionata da tutto quello che mi sta accadendo

Buongiorno Gemma,

Se guardiamo la situazione nel suo insieme, emerge un dato fondamentale: i tuoi dubbi non nascono dal nulla, ma si sono accesi esattamente nel momento in cui è andata in crisi la sfera del piacere nel tuo rapporto di coppia. Tu scrivi che nell'autoerotismo preferisci immagini di donne con fisici e proporzioni simili alle tue, e che fino ad ora hai pensato all'immedesimazione. La tua prima intuizione era assolutamente corretta. Per una persona che soffre di insicurezza cronica legata al proprio aspetto e di complessi di inferiorità, la sessualità solitaria diventa spesso uno spazio in cui si cerca, inconsciamente, di riparare l'immagine di sé. Guardare un corpo simile al tuo che prova piacere, che viene desiderato o che si muove in modo sensuale ti permette di sperimentare, per procura  quell'accettazione e quella desiderabilità che fai fatica a concederti nella vita reale. Non è necessariamente un segnale di attrazione omosessuale; è l'Io che usa lo schermo come uno specchio correttivo per guarire la propria insicurezza. Il sesso con il tuo ragazzo è sempre stato "ok", ma ultimamente hai riscontrato difficoltà a raggiungere l'orgasmo. Hai identificato perfettamente la causa fisica: l'anatomia femminile è prevalentemente clitoridea, e quando la foga porta a "andare direttamente al dunque" saltando i preliminari, il corpo non ha il tempo biologico di sintonizzarsi e prepararsi al piacere. Tuttavia, l'aspetto più pesante è quello psicologico: da quando hai esposto il problema al tuo ragazzo, il sesso ha smesso di essere uno spazio di gioco ed è diventato un terreno di ansia da prestazione.  Questa vigilanza mentale è il più potente anestetico esistente. Blocca il piacere e lascia addosso quel senso di frustrazione e incompletezza che ha dato il via alla tua nube grigia.

Non c'è nulla di sbagliato in te e la tua sessualità non si è capovolta in due giorni. Sei semplicemente una ragazza in ansia che sta vivendo un momento di stanchezza emotiva e relazionale. Accetta il fatto che guarderai le donne. Quando ti sorprendi a osservare un corpo femminile, non spaventarti e non iniziare a fare il "test dell'attrazione". Di' a te stessa con estrema calma: «La sto guardando perché sono stressata e la mia mente sta cercando un focus, ma so che non voglio andarci a letto. È solo un pensiero della nuvola, lo lascio passare». Se smetti di combattere lo sguardo, lo sguardo perderà il suo potere di spaventarti. Il problema dell'apice del piacere si risolve con la pragmatica, non con le crisi esistenziali. Parla con il tuo fidanzato – che si dimostra già dolce e comprensivo con i complimenti – e mettete un nuovo patto nel vostro letto: per un po' di tempo, vietata la penetrazione diretta senza prima aver dedicato ampio spazio ai preliminari e al tuo piacere clitorideo. Rallentate. Togliete l'ansia del "risultato finale". Il sesso deve tornare a essere un luogo in cui esplorare il corpo senza l'obbligo di dover raggiungere per forza l'orgasmo. Quando il corpo si sentirà di nuovo sicuro e non giudicato dalla mente, il piacere tornerà da sé. Hai 25 anni, un compagno che ti ama e ti stima, e una splendida vita davanti. Questa nuvola grigia è solo un momento di nebbia sul sentiero: non definisce chi sei, ti sta solo dicendo che è ora di rallentare, respirare e pretendere un po' più di tempo e delicatezza per il tuo corpo e per la tua mente.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

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