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Dott. Riccardo Focaccia

Psicologo

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Diverse terapie ma in peggioramento

Ciao e grazie in anticipo. Circa 60 giorni fa la mia ex ragazza (io 38M lei 29F) senza aver dato un minimo segnale in precedenza e senza aver dato la minima motivazione sensata ha deciso di lasciarmi e letteralmente sparire dopo 5 anni di relazione. Le poche volte che l'ho contattata si è sempre negata un dialogo. Dopo 5 anni tutto il mio mondo girava attorno a lei. Dopo cinque anni, gran parte della mia vita, delle mie abitudini e dei miei progetti ruotava intorno a lei. Proprio la mancanza di una spiegazione chiara mi ha impedito di accettare davvero quello che è successo: continuo a cercare motivazioni, a costruire ipotesi e poi a smontarle. Da 60 giorni sono in un loop continuo. Adesso vivo un vero e proprio blocco. Faccio fatica a lavorare, concentrarmi e svolgere anche le attività più semplici. Molte cose che prima facevo normalmente ora mi provocano ansia e paura. È come se il mio corpo rifiutasse la possibilità di questa nuova vita e percepisse qualsiasi passo avanti come qualcosa di minaccioso. Anche il sonno e l’energia ne stanno risentendo e mi sento spesso in uno stato di allarme, smarrimento e ruminazione continua. Ho persone vicine, ma nonostante questo mi sento molto isolato dentro questa esperienza. Ho provato anche 3 terapie diverse: - una era basata sull'azione ovvero buttarsi a fare le cose, ma non ci sono riuscito anzi l'ansia e la paura aumentavano - una terapia psicosomatica con dei vari esercizi ma che non sono riuscito ad approcciare con costanza - una terapia basata su ipnosi dove sto vedendo pochissimi frutti Purtroppo la situazione non accenna a migliorare, anzi ogni giorno mi sento sempre più perso e non so più che fare. Cosa posso fare?

Buongiorno MIrko,

Comprendo profondamente lo stato di totale disorientamento, scardinamento e logorio in cui ti trovi. Quando una relazione di cinque anni, che costituiva l'asse portante del tuo mondo e dei tuoi progetti a 38 anni, si interrompe bruscamente con una sparizione improvvisa (quello che clinicamente chiamiamo ghosting), l'impatto sulla psiche non è un semplice dispiacere amoroso: è un vero e proprio trauma da sradicamento. Il motivo per cui ti trovi incastrato in un loop continuo di ipotesi e smentite risiede nella mancanza di quello che in psicologia chiamiamo closure (la chiusura del cerchio). La mente umana è un organo programmato per dare un senso agli eventi. Quando si verifica un evento catastrofico (come la fine improvvisa di una storia di 5 anni) senza una causa logica apparente, il cervello va in ansia da controllo. Attiva una ruminazione ossessiva nel tentativo disperato di trovare quel pezzo mancante del puzzle che ti permetta di metabolizzare il lutto. Non trovare una risposta razionale mantiene il tuo sistema nervoso in un costante stato di allarme e iper-vigilanza. Per questo motivo, ogni passo verso la "nuova vita" viene percepito dal tuo organismo come minaccioso: la tua mente è ancora ancorata al passato nel tentativo di ripararlo, e considera il futuro come un tradimento o come un territorio alieno e insicuro.

In sintesi: hai cercato soluzioni orientate alla "performance" o alla rimozione rapida del sintomo, quando in realtà il tuo organismo aveva solo bisogno di essere accolto, protetto e contenuto nel suo crollo. Passare da una terapia all'altra in due mesi ha solo amplificato il senso di smarrimento, privandoti di un punto di riferimento stabile.

Per uscire dal blocco e calmare lo stato di allarme, è necessario operare una profonda ristrutturazione della tua idea di guarigione, passando dall'illusione di dover "risolvere il problema velocemente" alla presa di coscienza di un percorso di crescita lento e responsabile. Accetta un dato di realtà doloroso ma liberatorio: la spiegazione che cerchi non arriverà, e anche se arrivasse non sarebbe sufficiente a placare il dolore. La decisione della tua ex di sparire dopo 5 anni descrive la sua incapacità strutturale di sostenere un confronto adulto e la sua fragilità emotiva, non il tuo valore come uomo o come partner. Smetti di cercare il perché. Togli l'obbligo di dover star bene o di dover "costruire una nuova vita" da domani mattina. Sei ridotto a zero energie. Rispetta la tua stanchezza e la tua paura. Concentrati solo sulle prossime 24 ore, riducendo l'azione al minimo biologico necessario: mangiare, dormire, fare una piccola passeggiata, svolgere il minimo indispensabile a lavoro. Concediti il permesso di essere triste, confuso e spaventato. La stasi attuale non è un fallimento: è la sosta che il tuo corpo ti impone per riprendere fiato.

Non cercare un terapeuta che ti dia la ricetta magica per non soffrire, ma qualcuno che sia capace di essere una guida e una sponda sicura (una base stabile), dentro la cui stanza tu possa depositare il tuo smarrimento senza l'ansia di dover "guarire subito". L'impegno che ti viene richiesto non è quello di essere perfetto o forte, ma di essere costante nel frequentare quello spazio di ascolto reale. Sei dentro una tempesta, ma le tempeste hanno un inizio e una fine. Il tuo corpo sta resistendo perché sta piangendo la fine di un mondo; permettiti di attraversare questo purgatorio emotivo con dignità e pazienza, sapendo che ogni giorno di sosta e di ascolto non giudicante ti sta avvicinando alla riconquista del tuo Sé profondo.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

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