Problemi nel dormire
Salve, volevo sottoporre alla vostra attenzione questa situazione: mia figlia di quasi 7 anni da un paio di mesi non vuole più dormire. Quando arriva il momento della nanna diventa una tragedia perché, nonostante i nostri rituali da sempre, lettura libro e coccole nel letto, inizia poi dicendo che non riesce a dormire. Puntualmente, ogni sera, inizia a lamentarsi di avere mal di pancia, dice che le si "strizzano" gli occhi, ci chiede costantemente di tenere gli occhi aperti, parla e continua a parlare facendo domande per non dormire, si agita e, nonostante abbia sonno, continua a non voler chiudere gli occhi per dormire.
Abbiamo provato con le gocce di melatonina ma nulla. Ogni volta questo momento dura anche più di un'ora. Cosa possiamo fare? Abbiamo provato a parlarle dicendo che siamo nel letto con lei, che non esistono i mostri e fantasmi, teniamo la lucina accesa. Qualsiasi cosa, ma la situazione è sempre questa.
Vi chiedo aiuto perché sta iniziando a diventare insostenibile per tutti.
Buongiorno Emanuela,
Siete nel mezzo di una situazione faticosa, ed è perfettamente normale sentire che sta diventando insostenibile. Vostra figlia, a quasi 7 anni, sta manifestando una forma acuta di ansia da separazione e da controllo. A 7 anni i bambini attraversano una fase evolutiva cruciale: l'ingresso definitivo nel mondo della scuola, la strutturazione di regole più rigide, la percezione della propria individualità staccata da quella dei genitori. Questo salto di crescita spesso genera un'ansia sotterranea che emerge proprio di notte, quando le difese si abbassano. Per ritrovare il vostro baricentro e restituire pace alla vostra bambina, dobbiamo modificare radicalmente il "copione" della sera, spostando l'azione dalla rassicurazione verbale (che alimenta la mente che fa domande) alla sintonizzazione corporea. Quando vostra figlia inizia a parlare a raffica per non dormire, non rispondete alle sue domande. Ogni risposta che date, anche la più dolce, è carburante che mantiene la sua mente attiva e vigile. Applicate il silenzio accogliente. Invece di parlare, usate il corpo: contenetela fisicamente. Abbracciatela in modo fermo (contenimento profondo), mettete una mano calda sulla sua pancia che fa male, e iniziate a respirare voi in modo lento, profondo e rumoroso. I bambini si sintonizzano per "co-regolazione" sul battito e sul respiro del genitore. Se voi rimanete un porto calmo e silenzioso, il suo sistema nervoso si calmerà di riflesso. La paura del sonno è la paura di essere lasciata sola nel vuoto. Create un oggetto-ponte che le ricordi che il legame con voi rimane intatto anche ad occhi chiusi. Può essere un vostro piccolo oggetto (un fazzoletto con il profumo della mamma, un braccialetto del papà) o un peluche che voi "caricate di baci" prima di dormire. Ditele: «Quando chiudi gli occhi e stringi questo, la mia energia e i miei baci passano direttamente a te, anche se io non parlo». Questo le permette di tollerare il momento del distacco visivo. Infine, cercate di osservare come si è strutturata la vostra routine nelle ore precedenti: l'esposizione a schermi o tablet nel tardo pomeriggio, ad esempio, altera la produzione di melatonina naturale e iper-attiva la corteccia cerebrale, rendendo ancora più difficile il rilassamento notturno. Vostra figlia sta affrontando un piccolo, faticoso gradino della sua crescita e ha bisogno di vedere nei vostri occhi non l'ansia o l'esasperazione (che le confermerebbero che c'è qualcosa di pericoloso nell'aria), ma una stabilità incrollabile.
Un cordiale saluto.
Dott. Riccardo Focaccia
Dott.Riccardo Focaccia
Psicologo - Ravenna
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