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Dott. Riccardo Focaccia

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Mamma in viaggio

Buonasera, sono mamma di un bimbo di 15 mesi. Ho prenotato un viaggio in Perù per il mese di novembre, della durata di 15 giorni. A quel punto mio figlio avrà 20 mesi e resterà a casa con suo padre, con cui ha un rapporto molto stretto e sereno. Da quando ho prenotato, però, provo molta ansia all’idea della separazione e forti sensi di colpa, al punto da faticare a dormire la notte. Mi chiedo se un distacco di due settimane a questa età possa causargli sofferenza significativa o avere conseguenze sul suo benessere emotivo. Potrebbe vivere questa esperienza come un trauma? Come posso distinguere le mie paure da ciò che è realmente importante per lui? Grazie

Cara Sara,

A 15 mesi  il legame tra madre e figlio sta attraversando una fase di transizione magnifica e delicata. Dal punto di vista della psicologia dello sviluppo e della teoria dell'attaccamento, proviamo a guardare con totale onestà e lucidità clinica i fatti e la realtà biologica del tuo bambino, per aiutarti a disaccoppiare le tue paure dai suoi reali bisogni. La parola "trauma", in psicologia, è legata a situazioni di abbandono reale, di trascuratezza o di crollo improvviso delle figure di riferimento senza alcuna sponda alternativa. La tua situazione è l'esatto opposto. Inserisci un dato fondamentale: tuo figlio ha un rapporto molto stretto, solido e sereno con suo papà. Il padre non è un "ripiego" o un babysitter temporaneo; è una figura di attaccamento primario a tutti gli effetti. Per il bambino, rimanere nel suo nido, con le sue routine, i suoi giochi e accudito da un genitore presente e sintonizzato, significa rimanere in una condizione di totale sicurezza emotiva. Alla attuale età di tuo figlio, il concetto di tempo è molto diverso dal nostro. I bambini vivono immersi nel presente. Tuo figlio si accorgerà certamente della tua assenza e vivrà dei micro-momenti di nostalgia (il che è sano e naturale), ma la costanza oggettiva della figura paterna colmerà quel vuoto giorno dopo giorno. Non vivrà due settimane di "attesa disperata", ma due settimane di quotidianità intensa e protetta con il papà. La sofferenza e l'insonnia di queste notti sono tue, non del tuo bambino. Tuo figlio ora dorme sereno, ignaro di tutto. Chi sta anticipando il dolore della separazione, la "fame d'aria" del distacco e la paura di non avere il controllo della situazione sei tu. Spesso, la maternità contemporanea ci spinge dentro l'archetipo della "madre sacrificale", facendoci credere che desiderare uno spazio proprio, un viaggio culturale di 15 giorni o un momento di esplorazione nel mondo sia un reato biopolitico contro il figlio. Il senso di colpa è il guardiano di questo antico tabù. Ti fa credere che se soffri tu, soffrirà anche lui. Ma la realtà è che la tua identità di donna e di ricercatrice non si è spenta con la nascita di tuo figlio: reclama legittimamente il suo spazio. Questo viaggio in Perù è, sotto molti punti di vista, un dono evolutivo immenso che fai alla relazione tra tuo figlio e suo padre. Nei 15 giorni in cui tu non ci sarai, loro due avranno l'occasione unica di strutturare una complicità profonda, una "linea diretta" di gestione della quotidianità e una sintonizzazione corporea che la presenza (spesso totalizzante) della madre rischia involontariamente di coprire. Guarda alla tua partenza non come a un "togliere qualcosa" al bambino, ma come a un regalare uno spazio esclusivo di crescita al papà e al figlio. Nell'era digitale del 2026, la tentazione è quella di fare videochiamate continue. Attenzione però: a 20 mesi vedere la mamma dentro uno schermo freddo senza poterla toccare o odorare può creare più confusione e frustrazione che sollievo. Accordati con il tuo compagno: sentitevi via messaggio o chiamata vocale per monitorare la situazione, e fate videochiamate brevi solo nei momenti della giornata in cui il bambino è già sereno e attivo (evita i momenti critici della nanna o dei pasti, in cui la stanchezza amplifica il bisogno emotivo). Meriti di fare questo viaggio con la mente libera e il cuore fiero. Tornare a casa dopo due settimane, arricchita, rigenerata e con gli occhi colmi di meraviglia, ti permetterà di essere una madre ancora più vitale, presente e capace di testimoniare a tuo figlio che il mondo è un luogo magnifico da esplorare senza paura.

Un cordiale saluto.

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