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Dott. Riccardo Focaccia

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Galleggiare...

Non ho capito cosa sta succedendo ultimamente: corro sempre e ho come la sensazione che il tempo mi scappi tra le dita e che io sia come rallentata. Mi sento inconcludente, soprattutto sul posto di lavoro, senza contare che negli ultimi mesi ho vacillato e ho avuto una situazione pesante con colleghe e superiori. Volevano togliermi il ruolo, mi sono chiesta chi fossi e cosa volessi. E poi ho tirato un respiro e sono andata: lo stipendio mi serve. Ma ho fatto due sedute di terapia con una psicologa affiliata alla mia azienda. Ho parlato poco, ho pianto ma ho eviscersto solo sul lavoro, non sulla ricerca di un figlio, sull'avere i miei molti lontani o sul sentirmi galleggiare. Giornate infinite, e avere sempre il cervello che macina, anche a casa. Sono stanca, sono spenta. E non so, però, da dove iniziare.

Cara Giada,

quello che descrivi, questa sensazione di correre restando ferma, di essere "spenta" pur avendo il cervello che non smette di macinare, è una forma di dissociazione reattiva. È il modo in cui la tua mente sta cercando di proteggerti da un dolore troppo grande per essere gestito tutto in una volta. Galleggi perché, dopo aver subito il trauma della perdita di Roberto e l'abbandono di chi credevi amico, il mondo "normale", quello fatto di scadenze lavorative, di dinamiche d'ufficio e di giudizi altrui, ti appare improvvisamente assurdo, quasi alieno. Non sei inconcludente: sei sovraccarica. La tua energia mentale è quasi interamente assorbita dal tentativo di non affondare. Non cercare di risolvere tutto subito. Non si esce da questo stato con una "tabella di marcia", ma con piccoli ancoraggi. Smetti di rimproverarti per non essere produttiva o per sentirti rallentata. Dire "oggi non sono lucida perché sto attraversando un lutto" non è una giustificazione, è un atto di onestà verso te stessa. Riconoscere che sei "in pausa" per motivi di forza maggiore toglie pressione. Hai detto di essere spenta. Spesso, quando la mente non riesce a connettersi, il corpo è la via d'uscita. Una camminata di 10 minuti con il tuo cane, senza lo smartphone, concentrandoti solo sul respiro e sul contatto dei piedi a terra, è una forma di meditazione che aiuta a smettere di "macinare" pensieri. Giada, il fatto che tu sia arrivata qui a scrivere, a dare un nome a questa sensazione di "galleggiamento", è già il primo passo per smettere di andare alla deriva. Non sei una macchina rotta, sei una persona che ha subito un terremoto e sta imparando a camminare tra le macerie.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

 

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