Relazione finita con bimba di 18 mesi
Buonasera, Sono una ragazza di 29 anni con una figlia di 18 mesi, avevo già scritto qui quando mia figlia aveva 9 mesi per problemi con il mio compagno, in quanto mi lasciava sola con la bambina intere notti e rientrava alle 6 di mattina spegnendo il telefono. Un paio di mesi fa ho scoperto che lui ha un problema di ludopatia, ha finito circa 40000 euro di suoi risparmi personali, finendo completamente tutte le sue risorse. Ho scoperto in seguito che fa anche utilizzo di sostanze. Attualmente sono andata via di casa con mia figlia, e sto in appoggio da mia madre. Mi chiedo ancora oggi se questa è la scelta giusta per me e per mia figlia o se dovevo restare e provare a convincerlo di farsi curare
Buongiorno,
La scelta di allontanarti insieme a tua figlia da un ambiente che non è solo instabile, ma potenzialmente pericoloso, è la scelta giusta. Hai vissuto una situazione in cui la fiducia è stata tradita sistematicamente: le assenze notturne, il silenzio, la gestione opaca delle finanze e, soprattutto, la scoperta della ludopatia e dell'uso di sostanze Puoi stare vicino a una persona, offrirle ascolto e incoraggiamento, ma non puoi "convincerla" a guarire se lei non lo vuole con tutte le sue forze. La guarigione dalla ludopatia e dalla dipendenza da sostanze richiede un impegno costante, trasparenza radicale e, spesso, un percorso terapeutico lungo e faticoso. Rimanere nel tentativo di "curarlo" mentre sei vittima delle conseguenze delle sue azioni (abbandono, instabilità economica, mancanza di sicurezza) ti mette in una posizione di estrema vulnerabilità. Non sei una terapeuta, sei la sua compagna e, prima di tutto, sei una madre che deve proteggere la propria bambina. La tua bambina ha bisogno di osservare modelli di cura e di rispetto reciproco. Il tuo dubbio nasce dal senso di colpa, ma è importante ribaltare il punto di vista: andare via non è abbandonare lui, è scegliere di proteggere te stessa e tua figlia. A volte, l'unica vera "spinta" che una persona con dipendenze può ricevere per capire la gravità della propria situazione è proprio l'allontanamento delle persone care. Rimanere a subire, cercando di gestire la crisi, spesso finisce per creare un "cuscinetto" che permette alla persona dipendente di continuare i propri comportamenti distruttivi senza subirne le conseguenze finali. Anche se sei da tua madre, non affrontare questo peso da sola. Considera l'idea di parlare con uno psicologo (se non ne hai già uno) per elaborare questo trauma e il senso di colpa che ancora senti. È normale sentirsi smarrite dopo aver preso una decisione così drastica. Non devi avere tutte le risposte oggi. Il tuo compito principale in questo momento è la stabilità quotidiana tua e di tua figlia.
Un cordiale saluto.
Dott. Riccardo Focaccia
Dott.Riccardo Focaccia
Psicologo - Ravenna
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