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Dott. Riccardo Focaccia

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Crisi di panico

Buongiorno, mi chiamo Samanta e ho 43 anni. Soffro di ansia e attacchi di panico da quando di anni ne avevo 14. Per riassumere: ho perso mio padre a 8 anni, all'improvviso. Inizialmente tutti si sono concentrati su mamma e mio fratello, me compresa, mettendo un po' da parte la mia sofferenza. Poi, in età adolescenziale, ho iniziato a cercare le risposte, i perché, di quella perdita e ho iniziato a soffrire di ansia, agorafobia, attacchi di panico, disturbi di alimentazione.
Non sono stata in cura da nessuno, volevo farcela da sola e in parte ci sono anche riuscita. Sono passati gli anni, ho preso una laurea andando a vivere da sola a 18 anni, ho fatto tt le mie esperienze ma, in piccolissima parte, le ansie sono state mie compagne, le ho sempre avute ma le ho sempre gestite bene.
Questo mese, però, improvvisamente, è come se ho perso il controllo di loro e di me stessa dopo ben 25 anni. Ho iniziato ad avere la prima crisi di panico forte, seguita da altre due a distanza di mezz'ora, mentre portavo mio figlio a fare le terme. Mi sono sentita debole, un senso di vuoto allo stomaco come se volessi eruttare ma ero bloccata, mani e piedi con un senso di formicolio, tachicardia, tremore a tutto il corpo come se avessi la febbre, senso di svenimento.
Ho passato un anno molto stressante lavorativo, vorrei un altro figlio che purtroppo non arriva e, inconsciamente, inoltre, mi sento come se non lo meritassi. Ho avuto lo stesso disturbo oggi, meno forte xk c'ho ragionato un po', ma kmq sia limitante xk mi fa scappare improvvisamente dal luogo in cui mi trovo, come se stessi per impazzire.
Mi sento come se stesse venendo fuori tutta la mia fragilità, quella nascosta per anni, come se avessi perso la mia forza, tutta quella che ho avuto finora ad affrontare tt una intera vita. E non voglio perdere la mia indipendenza, che ho lottato tanto contro i miei limiti per averla.
Non pratico sport, non prendo farmaci, vorrei solo riavere e avere me stessa serena.
Cosa mi consigliate di fare? Grazie mille.

Buongiorno Samanta. 

Ciò che ti è accaduto questo mese non significa che tu abbia "fallito" o perso la tua forza. Al contrario: il panico, dopo 25 anni di tregua, è il modo in cui il tuo corpo e la tua mente ti stanno dicendo che il serbatoio è esaurito. Un anno lavorativo molto stressante, il desiderio profondo e doloroso di un secondo figlio che non arriva, sommati a una fragilità rimasta inascoltata per decenni, hanno fatto saltare i fusibili. Il controllo che hai esercitato per anni non basta più, perché il corpo ha bisogno di essere ascoltato, non più arginato. Oggi la vera forza sta nel chiedere aiuto. Hai bisogno di uno spazio sicuro, preferibilmente con un orientamento a mediazione corporea o transpersonale/umanistico, che ti aiuti a elaborare quel lutto infantile rimasto in sospeso e ad accogliere quella "fragilità" che percepisci come una debolezza, ma che in realtà è solo una parte di te che chiede di essere finalmente vista e protetta. Hai specificato di non prendere farmaci. L'idea di affrontare tutto senza aiuto farmacologico è comprensibile, ma a volte, quando il sistema nervoso è così infiammato e le crisi limitano fortemente la tua vita, un supporto temporaneo, valutato insieme a uno psichiatra, può abbassare il livello di guardia del corpo. I farmaci non risolvono la causa, ma possono funzionare come un "salvagente" per darti la stabilità necessaria per lavorare serenamente in psicoterapia, senza il terrore costante della prossima crisi.

Quando arriva il panico, la mente urla "scappa" e il corpo si irrigidisce; hai paura di perdere l'indipendenza per cui hai lottato tanto. Ma la vera indipendenza emotiva non è l'autosufficienza coatta. La vera libertà è sapere di poter cadere, di avere momenti di profonda vulnerabilità, e sapere di poter contare su di te e su qualcuno che ti sostiene per rialzarti Con il giusto supporto professionale, questa crisi potrà trasformarsi non in una sconfitta, ma nell'occasione definitiva per integrare le tue parti ferite e trovare una serenità più profonda e autentica.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

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